E’ partito su iTunes il pre-ordine di “Heart”, il nuovo album di inediti di Elisa. Il disco raggiungerà tutti i negozi (fisici e virtuali) il 13 novembre, ma i fan più impazienti possono già da oggi prenotare la propria copia sul negozio online di Apple.
In contemporanea è apparsa sul sito ufficiale dell’artista la tracklist dell’album, che svela particolari gustosi sul progetto e accresce l’attesa per la pubblicazione. Sono 14 le tracce che comporranno l’opera (una 15esima è riservata a chi lo comprerà su iTunes), ci sarà la cover di un pezzo dei Tears for Fears e Giuliano Sangiorgi non sarà l’unica guest-star ospitata.
Esulterà chi si augurava l’abbandono dell’italiano per i testi e il ‘ritorno alle origini’ artistico con l’inglese: saranno soltanto due le canzoni nella nostra lingua, il primo singolo “Ti Vorrei Sollevare” e “Anche se non trovi le Parole”. Il resto sarà in inglese, come agli esordi con Pipes and Flowers e per diversi anni a seguire. Fate il salto per scoprire l’intera tracklist, tra i brani spicca il duetto in “Forgiveness” con Antony Hegarty degli Antony and the Johnsons.
No, non vi preoccupate questo non sono diventato Antony-dipendente. Però questo video non ve lo potevo non far vedere, anche perché questi due artisti sono, ognuno a loro modo, sicuramente fra i più influenti degli ultimi anni. L’incontro è quello fra Björk e Antony Hegarty per la canzone The Dull Flame of Desire, singolo estratto da Volta l’ultimo album della cantante islandese.
Il testo della canzone, la traduzione in inglese di una poesia di Fyodor Tyutchev, è un chiaro omaggio al regista Andrei Tarkovsky ed al suo film Stalker che si chiudeva proprio con questo testo. Il video di quella che è forse la canzone più intensa dell’album è stato girato dai vincitori del contest che la stessa Björk aveva indetto sul proprio sito.
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Se Antony Hegarty non avesse quella voce, probabilmente lo odierei. Sì, perchè tutte le volte che apre bocca scoppierei a piangere, senza mezze misure. Eppure alle 21 di un mercoledì di settembre, puntuale come se dovessi salire sull’altare (!), sono seduto sulla mia poltrona al Teatro degli Arcimboldi, impaziente.
L’atmosfera è rilassata, finchè le luci non si abbassano: il sipario rivela l’Orchestra Milano Classica e, in penombra, Antony e i suoi The Johnsons. Neanche una parola, si comincia subito con “Mysteries of love” (cover di Angelo Badalamenti) e poi alcuni dei pezzi del nuovo EP “Another World” e gli estratti dal disco “The Crying Light” (in uscita a gennaio).
Bastano “Cripple And the Starfish” e “Atrocities” e il pubblico comincia a scaldarsi. Come se non fosse sufficiente il sold-out da mesi, a dimostrare l’affetto tutto italiano per l’androgino Hegarty, il teatro implode in applausi generosi e lui sorride, compiaciuto e un po’ sorpreso da tanto calore. Ma il tempo stringe e non c’è spazio per le smancerie: ecco “I fell in love with a dead boy”, con quella carica emotiva che rotoleresti giù per i gradini, singhiozzando.
Continua a leggere: Antony & The Johnsons - live @ Teatro degli Arcimboldi (Milano) 10.09.2008