
Nella sfida jazzy della scorsa settimana avete preferito a larga maggioranza “Sunrise” di Norah Jones su “Everlasting love” nell’interpretazione di Jamie Cullum. Il contest di oggi invece vuole essere un piccolo omaggio a un grandissimo della storia del rock: Freddie Mercury.
Proprio ieri c’è stato l’anniversario della scomparsa del leader dei Queen (era il 24 novembre del 1991) e da oggi giochiamo con due loro classici. Il nuovo contest mette in sfida la mitica suite “Bohemian Rhapsody” da A Night at the Opera del 1975 e quella che molti considerano il testamento musicale di Mercury, la struggente “The Show Must Go On” che chiude l’album Innuendo del 1991.
Quale canzone vi ha colpito di più? Fatecelo sapere con il vostro voto. Di seguito come sempre trovate i due video, quello vintage della prima e il collage di immagini utilizzato come video della seconda. Un piccolo gioco che è il nostro modo per ricordare il grande artista.
Continua a leggere: Bohemian Rhapsody VS The Show Must Go On (Queen)
In questi giorni le agenzie di stampa hanno lanciato la notizia del ritorno dei Simple Minds. In realtà la band non aveva mai mollato, e di dischi ne ha continuato a produrre, nonostante un’attenzione sempre minore del pubblico. La vera news è che per il trentennale del gruppo i “ragazzi” hanno intenzione di tornare in studio nella line-up degli esordi.
Mentre la band scozzese ha in programma una serie di concerti in autunno, nel Regno Unito, Jim Kerr ha annunciato che entrerà in studio di registrazione con Charlie Burchill, Brian McGee, Mick McNeil e Derek Forbes per scrivere delle nuove canzoni, che sperano di poter già far uscire entro la fine dell’anno.
Strana storia quella dei Simple Minds: negli anni ‘80 ebbero un successo planetario, al pari degli U2. All’epoca tutti credevano che le due band avrebbero avuto una strada simile e, in qualche modo, antagonista. Poi tutto cambiò e i destini dei due gruppi presero forme molto diverse.
In occasione del decimo anniversario di “Moon Safari”, torna nei negozi l’album epocale (e sensuale) degli Air in una versione arricchita di molti contenuti audio e video. Considerato come uno dei più importanti e influenti dell’elettro-pop, il disco conquistò appassionati di ogni genere musicale grazie all’uso sapiente di strumenti tradizionali e alle tante contaminazioni.
L’album del duo francese ha rappresentato l’alternativa all’elettronica più dura di gruppi come Prodigy e Chemical Brothers, ispirando e aprendo la strada a band come Saint Etienne, Modjo e molte altre. Ottima occasione - questa - per (ri)scoprirlo.
Il ricco cofanetto conterrà, oltre al disco originale, un secondo cd di versioni alternative, live e remix (da segnalare l’intervento di Beck su “Sexy Boy”). Più un dvd con immagini, video e uno special girato dal regista Mike Mills. Di seguito le tracklist e tutti i dettagli.
In un post di qualche settimana fa parlavamo di attori e attrici di cinema che cantano e incidono dischi. In Francia è una tradizione consolidata e tra le “cantattrici” eccellenti non poteva mancare la divina Jeanne Moreau che oggi, 23 gennaio, compie la bellezza di 80 anni.
In questi giorni gli omaggi e le copertine dei giornali francesi si sprecano: lì la Moreau è venerata e celebrata come un simbolo della cultura nazionale, un “pezzo” di Novecento che ha lo stesso peso specifico - per dire - di Sartre, Godard e Camus. Della Moreau attrice, musa, seduttrice e agitatrice culturale della Nouvelle Vague rimandiamo agli approfondimenti cinematografici.
Qui ci interessa la Jeanne Moreau raffinata cantante e roca interprete di canzoni, a volte presenti nella colonna sonora di film da lei interpretati, a volte no. Tra le prime non si può non citare il classico “Le tourbillon de la vie” del 1962, da “Jules et Jim” di François Truffaut, ma anche “India Song”, scritta dall’amica scrittrice Marguerite Duras e “Each Man Kills the Things he Loves” (1982) da “Querelle” di R. W. Fassbinder, il cui testo è tratto da un poema di Oscar Wilde (”La Ballata di Reading Jail”).
Continua a leggere: Jeanne Moreau: 80 anni di seduzione tra molto cinema e qualche canzone cult
Esattamente nove anni fa, l’11 gennaio del 1999 ci lasciava Fabrizio De Andrè, il cantautore più amato e stimato che il nostro paese abbia mai avuto. Le sue storie di personaggi ai margini, il suo modo unico di raccontare e farci riflettere restano indelebili nella nostra memoria collettiva.
Così come la sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo e incolmabile. Prova ne sono le tante manifestazioni che da allora continuano incessantemente ad essere programmate un po’ dappertutto. Per non parlare dei più di trenta libri usciti dopo la sua morte, delle moltissime tribute-band e delle innumerevoli cover di sue canzoni (e persino di suoi interi dischi), suonate da musicisti di ogni genere e provenienza.
In questi giorni di ricorrenza, concerti ed eventi di vario tipo celebrano il cantautore genovese in tante città, da Milano a Venezia, da Torino a Roma. Proprio nella capitale ci sarà una tre-giorni di tributo (per il quinto anno consecutivo) dal programma fittissimo .
Continua a leggere: Tributi ed eventi, ricordando Fabrizio De Andrè
Seguendo una segnalazione di un nostro lettore, oggi concretizzo la promozione ufficiale di questa iniziativa che il mensile Rolling Stone ha lanciato per tutti suoi lettori. In questo numero di novembre, che rappresenta il 40esimo anniversario per la versione Usa e il quarto per quella italiana, sarà possibile scaricare 5 brani in omaggio dal portale iTunes (volendo) tra dieci tracce scelte dai 40 brani che il quindicinale americano ha scelto per celebrare la sua storia. Si passa da “That’s all Right” di Elvis Presley a “Maybellene” di Chuck Berry, “Be my baby” dei The Ronettes, toccando “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan, “Purple Haze” di Jimi Hendrix, “Heroin” dei Velvet Underground, “Get up” di James Brown e per concludere la tripletta formata da Marvin Gaye con “What’s going on“, John Lennon con “Imagine” e David Bowie con “Ziggy Stardust“.
Cinque di questi brani li potrete comodamente downloadare attraverso un codice che troverete all’interno del giornale. A quando pare, la collaborazione tra Rs Italia e iTunes si farà ancora più stretta, riservandoci altre importanti sorprese. Ma qual è secondo voi il brano principe tra quelli proposti dal mensile? A voi il sondaggio.
Continua a leggere: Rolling Stone regala 5 brani da scaricare da iTunes
E’ partita ieri, e continuerà fino a sabato, la campagna promossa da NME e supportata da molti artisti, per portare “God save the Queen” al primo posto nella classifica inglese, in occasione del suo trentesimo anniversario.
Oltre ad essere un anniversario importante per la canzone che fece esplodere il punk e che cambiò per sempre il modo di concepire e intendere la musica rock, è l’occasione per tributare finalmente il giusto onore al singolo più famoso dei Sex Pistols. Quando la canzone uscì trent’anni fa, in occasione del giubileo della regina, e cominciò a scalare le classifiche, mise infatti in imbarazzo le radio e le tv inglesi che scelsero di non programmarla per non urtare la sensibilità della casa reale e dei suoi sudditi. La canzone però era arrivata al numero uno, che fare? Con una decisione incredibile, nella settimana del giubileo sulle riviste e nei programmi radio la posizione numero uno fu lasciata vuota.
Alla campagna aderiscono artisti come Foo Fighters, Nine Inch Nails, Blondie, Beastie Boys, Klaxons e Slash, che chiedono ai fan del punk e del rock di acquistare la canzone su iTunes o 7digital o qualunque altro servizio di download, entro il 14 ottobre, per dare finalmente all’inno punk per eccellenza la dignità che trent’anni fa le era stata negata.
Cristina D’Avena credo sia una delle poche cantanti al mondo che definirei “di lodevole servizio”. Perchè tutti bambini devono passare di default dalle sue canzoni, anche se oggi purtroppo un po’ meno per colpa di quel tamarrone di un dj che risponde al nome Giorgio Vanni (nulla di personale, eh! Qui si gioca e si scherza…). Ad ogni modo la carriera di Cristina ha attraversato ben tre generazioni e ha un valore indimenticato, valore che a 43 anni d’età e a 25 di carriera non può che meritare la sua giusta celebrazione. La nostra eterna ragazzina ha cantato circa 700 sigle, 40 anni fa ha cantato allo Zecchino d’oro “Il valzer del moscerino” che oggi i bambini del 2007 ancora la conoscono e una delle sue prime sigle, “Canzone dei Puffi” dell’83, ha vinto persino il disco d’oro. Insomma siamo di fronte ad un mostro della musica italiana e pochi se ne rendono veramente conto.
Da questa primavera fino agli ultimi sgoccioli d’agosto Cristina ha persino attivato una collaborazione per il suo tour del 2007 nientemeno che con i Gem-Boy, gruppo bolognese famoso per le sue canzoni ironiche e tremendamente (deliziosamente) volgari. In poche parole, il diavolo che incontra l’acqua santa. Insomma una carriera che continua, e nonostante le sempre più sporadiche presenze nelle sigle dei cartoon nostrani (Giorgio Vanni, hai espugnato la Mina dei bimbi, vergogna!) il suo valore non cambia, ma cresce a dismisura.
E’ di oggi la notizia che uno dei suoi più celebri cd, “Cristina D’Avena e i tuoi amici in tv 3″ è stato venduto su E-bay a qualcosa come 1210 euro €, roba che impallidirebbero pure gli amici “lussuosi” di Deluxeblog. “E’ quasi magia, Johnny!“, “D’Artagnan e i moschettieri del re“, “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo“, “Siamo fatti cosi’, “Memole dolce Memole“, “Georgie“, sono solo alcune delle 14 tracce che da sole fanno una fetta incredibile del nostro database d’infanzia. Un prezzo da galera, ma spesi per un prodotto di enorme preziosità. Pensate che questa vendita equivale persino ad un record per quanto riguarda la vendita di cd. Ed ora parte l’accorato appello: reti tv, ridate a Cristina tutto lo spazio che merita. E a seguire, il video originale di Cristina D’Avena allo Zecchino d’oro che canta “Il valzer del moscerino”. Roba da cardiopalma.
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