
Torniamo a parlare dell’anno di grazia 1991. Ovviamente in questi mesi le case discografiche non si sono lasciate scappare l’occasione di pubblicare edizioni speciali per i ventennali di alcuni degli album simbolo di quell’anno (”Nevermind”, “Achtung Baby”, “Screamadelica”…)
Purtroppo non è prevista l’anniversary edition di “Loveless” dei My Bloody Valentine, per chi vi scrive l’album più importante degli ultimi due decenni.
Uscì il 4 novembre del 1991, dopo due lunghi anni di registrazioni e dopo aver quasi fatto fallire Creation Records. In questi anni, il disco è stato analizzato in lungo e in largo e nel minimo particolare, tanto che ormai risulta veramente difficile tornare a ribadire quanto “Loveless” (ma in generale quasi tutto il lavoro di ricerca intrapreso da Kevin Shields e soci) abbia regalato alla musica e quanto abbia influenzato intere generazioni di artisti. Lasciamo parlare la musica… dopo il salto.
Continua a leggere: My Bloody Valentine: venti anni senza amore

Si fa presto a dire 1967… album come “The Velvet Underground & Nico” e “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” sono da top10 di sempre, senza contare (fra gli altri) i debutti di Doors, Jimi Hendrix e Pink Floyd. Difficile non ammettere che quello sia stato l’anno con la maggiore concentrazione di capolavori.
Però a mio avviso c’è un’anno quasi dello stesso livello: il 1991. Gli anni ‘80 per molti sono sinonimo di canzonette e luci colorate, ma in realtà sono stati anni fondamentali… anni di contaminazioni e di sperimentazioni che hanno poi influenzato buona parte della musica dei due decenni successivi. Nei primissimi anni ‘90 alcune di queste contaminazioni hanno iniziato a varcare le barriere del mainstream.
L’apice di questo fenomeno si ebbe nel 1991: probabilmente mai quanto in quell’anno, successo (enorme) e qualità andarono così di pari passo. Prima di tutto la grande triade del rock alternativo anni ‘90: “Nevermind” dei Nirvana, “Blood Sugar Sex Magik” dei Red Hot Chili Peppers e “Ten” dei Pearl Jam, tre campioni assoluti di vendite e allo stesso tempo fra le opere più importanti degli anni novanta.
Il 18 Maggio 1980 ci lasciava Ian Curtis. Aveva solamente 23 anni, abbastanza però per scrivere pagine e pagine di storia della musica con i suoi Joy Division.
Impossibile dimenticare l’opera di Ian e l’influenza che ha avuto su intere generazioni di musicisti. L’importanza dei Joy Division è ancora sotto gli occhi di tutti, basti pensare ad alcuni dei gruppi simbolo dello scorso decennio, come Interpol e Editors, per citare i due, per certi versi, più affini e conosciuti. Lo ricordiamo con alcuni dei brani simbolo della band di Manchester.
Continua a leggere: 18 Maggio 2010: 30 anni senza Ian Curtis

Quando nel 1940 Lester William Polfus, diventato poi famoso come Les Paul, iniziò a progettare una nuova chitarra partendo dalle basi della sua Epiphone, non poteva immaginare che avrebbe creato una vera e propria icona della musica rock. Ci lavorò durante il sabato, quando la fabbrica era vuota e poteva avere libero accesso a tutti i macchinari.
La prima Gibson Les Paul uscì sul mercato dodici anni più tardi, dopo una serie di rifiuti, quando l’eterna rivale Fender aveva sconvolto il mondo delle chitarre con la Stratocaster: la prima solid body. La “GoldTop” (nome dato per via del colore della verniciatura) divenne da subito un modello rivoluzionario per forma, pickup e impatto sonoro.
Qualche anno dopo, uscì la famigerata Les Paul Custom: la versione deluxe della Gibson originaria. Il ‘nomignolo’ che le venne affibbiato fu “Black Beauty”. Lucida e nera, nel 1960 venne equipaggiata con i due pickup humbucking rivestiti in lamina d’oro e con un manico più sottile e ‘veloce’.
Continua a leggere: Gibson Les Paul Custom "Black Beauty": i 50 anni di un mito

Questa settimana i giapponesi MONO hanno toccato il suolo italiano per tre date. Ovviamente non mi sono perso la data bolognese al Locomotiv, veramente uno spettacolo di prima categoria, tanto che mi sentivo quasi in colpa per il prezzo del biglietto troppo basso.
Nel tour europeo di questi giorni la band si presenta con la formazione classica a quattro elementi (anche se sembrano in dieci visto il muro sonoro che riescono a creare), ma qualche mese fa, in occasione del loro decimo anniversario di attività, si sono presentati con un’ orchestra formata da 24 elementi, chiamata Worldless Music Orchestra.
Per celebrare l’avvenimento è in uscita il cd/dvd “Holy Ground: NYC Live with The Worldless Music Orchestra” che sarà disponibile in due formati: quello standard e limited edition 3 LP in vinile/DVD. In Giappone l’album uscirà il 6 Aprile e nel resto del mondo venti giorni dopo. Dopo il salto vi mostriamo due video (amatoriali) del live con orchestra.
Continua a leggere: MONO: in uscita il cd e dvd live con orchestra

Se ci sono riusciti i Rage Against The Machine con 503.000 download lo scorso dicembre, perché non provare anche noi? Devono aver pensato questo i fan degli Smiths che hanno lanciato una campagna su Facebook chiamata The Smiths How Soon Is Now? For No1 Meat Is Murder 25th Anniversary
Dopo il successo dell’iniziativa per rendere Killing In The Name il singolo più scaricato a Natale, un manipolo di agguerriti sostenitori della ex band di Morrissey e Johnny Marr ha deciso di mandare “How Soon Is Now” al primo posto delle classifiche inglesi in occasione del 25esimo anniversario di Meat Is Murder, il secondo album, uscito nel lontano 1985.
Il messaggio è duplice. Da un lato la celebrazione di un disco che ha fatto la storia del pop inglese. Dall’altro, l’implicita -neanche troppo- volontà di ribadire il messaggio vegetariano che Steven Patrick Morrissey ha sempre sostenuto e portato avanti negli anni. “Meat is murder”, appunto: la carne è un omicidio. L’ultima data utile per partecipare all’operazione è il prossimo 6 febbraio 2010.
Dopo il salto, il video di “How Soon Is Now”.
Continua a leggere: Mandiamo gli Smiths al numero uno: i Rage Against The Machine hanno fatto scuola

Il contest della scorsa settimana ha messo in sfida due brani strumentali che hanno fatto storia: dopo un acceso testa a testa “Europa” di Santana ha prevalso su “Birdland” dei Weather Report.
L’8 aprile di quindici anni fa si scopriva la morte di Kurt Cobain e lo vogliamo ricordare con questo nostro piccolo gioco: un’occasione per riascoltare due canzoni storiche dei Nirvana come la scatenata “Lithium” (scritta dal solo Cobain) e la struggente “Come As You Are” (firmata da tutta la band), entrambe tratte dal capolavoro Nevermind.
Vi consigliamo di vedere i due video live qui di seguito: il primo - meno noto - con il finale assolutamente rock e il secondo - più celebre - tratto dal mitico unplugged. Due espressioni diverse di uno straordinario talento.

La scorsa settimana abbiamo reso un piccolo omaggio al grande Giorgio Gaber giocando con le sue “La libertà” e “Destra-Sinistra”: nel contest avete scelto a maggioranza la seconda.
Oggi - su vostra segnalazione - ci fa piacere festeggiare Bob Marley che il 6 febbraio avrebbe compiuto 64 anni e lo facciamo giocando con due suoi classici. La sfida di questa settimana è tra Jammin’ da Exodus del 1977 (forse il suo disco più apprezzato) e Redemption Song da Uprising del 1980 (l’ultima canzone pubblicata in vita).
Anche questo è un pretesto per ricordare un grande, non solo della musica, e con l’occasione rivedere i due video live delle due canzoni (li trovate di seguito). A voi indicarci quella che amate di più.

Trent’anni e non sentirli: “The Wall” il capolavoro dei Pink Floyd usciva alla fine del 1979 e ancora oggi risulta tra i dischi più importanti della storia del rock. Non ha venduto quanto “The dark side of the moon“, non è il loro primo concept-album (che fu Ummagumma) ma è un disco che ha lasciato una traccia indelebile nel modo di fare musica.
Vario e apocalittico, visionario e terribilmente attuale anche oggi, The Wall è rimasto impresso nell’immaginario collettivo grazie anche alle sue molte e diversificate rappresentazioni. A cominciare dal mitico film di Alan Parker e culminate nel maestoso concerto a Berlino del 1990, voluto da Roger Waters dopo la caduta del muro: evento storico di cui quest’anno si festeggeranno i vent’anni.
Di seguito vi lasciamo il video del singolo portante “Another Brick in The Wall”, le cui immagini furono estratte proprio dal film. Non è venuta voglia anche a voi di soffiare via la polvere dal doppio cd e tornare a immergervi nelle sue straordinarie atmosfere?
Continua a leggere: "The Wall" dei Pink Floyd compie 30 anni

L’11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De André. A 10 anni da quella grande perdita ci saranno moltissimi omaggi, tributi, appuntamenti ed eventi che ricorderanno il grande cantautore e intellettuale genovese.
Tra i più importanti segnaliamo, proprio l’11 gennaio, una puntata speciale di Che Tempo Che Fa che dalle 20:10 si prolungherà eccezionalmente fino alle 23:30 e sarà interamente dedicata a Fabrizio. Tra l’altro durante il programma verrà ascoltata una canzone, ancora da decidere, che sarà trasmessa in contemporanea da tutte le radio che vorranno partecipare (al momento ben 82 stazioni hanno già aderito!).
Si inaugura poi il 31 dicembre (e fino al 3 maggio) una mostra a lui dedicata nella sua Genova, al Palazzo Ducale. I dettagli sul sito della Fondazione De André. Ieri intanto Ivano Fossati (collega, collaboratore e soprattutto amico) ha scritto un ricordo inusuale e importante sul Corriere della Sera: ve lo riportiamo qui di seguito.