
Più di due anni di lavoro, tanto è servito agli Animal Collective per realizzare questo film con l’aiuto di Danny Perez, loro storico collaboratore. Verrà proiettato per la prima volta al Sundance Film Festival, che si terrà dal 21 al 31 gennaio e avrà il -per il momento- misterioso titolo “ODDSAC“.
Anche se potrebbe suonare come l’unione di due parole (”Odd sac” sta per ’strana sacca’), Avey Tare ha spiegato che “ci sono alcuni titoli sui quali ci siamo fissati, ma si tratta di trovare quello giusto, quello che sembra adatto a essere messo nei credits”. Va bene, sono pur sempre gli Animal Collective. Facciamocene una ragione e passiamo a informazioni più importanti.
Com’è questo film? “È una specie di film psichedelico, non è come un film narrativo o cose così”, continua sempre Tare. “Ci sono momenti di coesione, ma ce ne sono altri più astratti”. Guardando il trailer non c’è da stupirsi. Preparatevi allo shock e delirate con il video dopo il salto.
Continua a leggere: Animal Collective: ecco il trailer del film

Ormai sono noti con l’indicativo nome di “Shockwaves NME Awards” (shockwave significa “onda d’urto”), proprio per chiarire la forza e l’impatto delle nuove band scoperte da quella che è, probabilmente, la più prestigiosa rivista musicale britannica.
Il New Musical Express è da anni il ‘termometro’ e la guida delle nuove tendenze: idolatra gruppi rendendoli famosi nell’arco di una recensione e li getta nel dimenticatoio altrettanto velocemente. Nel bene e nel male, quello che hanno sempre fatto molte riviste musicali e che oggi è abitudine diffusa su tutti i mezzi di comunicazione.
Anche in virtù di questo prestigio, le nomination degli NME Awards sono indicativi e illuminanti per fare il punto della situazione. Proprio nell’anno di un fenomeno come la Boyle, la redazione ha praticamente quasi ‘bocciato’ le figure femminili. Tanto che gli Arctic Monkeys sono presenti in ben sei categorie, i Kasabian in cinque, i Muse in quattro e gli Oasis -nonostante il gruppo si sia sciolto- in tre.

Ve ne abbiamo parlato proprio ieri in occasione dell’annuncio del probabile duetto tra Lady GaGa e Susan Boyle: il prossimo 16 febbraio verranno proclamati i Brit Awards, uno dei premi europei più prestigiosi.
La manifestazione, che si svolgerà al Earls Court Arena di Londra, compie trent’anni e festeggia con un cast stellare e una serie di esibizioni live che promettono di lasciare gli spettatori letteralmente stupefatti. Tra gli altri, un premio già assegnato è quello che verrà tributato a Robbie Williams come ‘Outstanding Contribution’.
La caratteristica che si nota maggiormente è (come spesso accade anche nelle classifiche made in UK) la presenza di nomi molto noti insieme a quelli di artisti che occupano posizioni inferiori nelle charts. Nomi che magari non vengono premiati, ma a cui si tributa comunque un attestato di stima e si regala una meritata notorietà.
Mettiamo che nell’ascolto di “Merriweather Post Pavilion” vi siete fermati più o meno ai singoli. Avreste fatto un errore grave perché tutto l’ultimo album degli Animal Collective è disseminato di piccole perle di pop decostruito. E quando dico tutto, intendo proprio intendo fino all’ultima canzone.
L’ultima canzone infatti è diventata il terzo singolo estratto dal disco. Si intitola Brother Sport ed è una fra le mie preferite in tutto l’album. E’ uscito lo scorso novembre solo su vinile 10” e in digital download per la Domino Records.
E’ di questi ultimi giorni invece il video della canzone, in esclusiva su Pitchfork. Diretto da Jack Kubizne è completamente fuori di testa: bambini mascherati, una fattoria, uova che si rompono e tanti colori. Uno dei migliori esempi di psichedelia pop da ascoltare e vedere.
Continua a leggere: Animal Collective - Brother Sport (video)

Oggi terminiamo la nostra carrellata di classifiche di fine anno (o di fine decennio). Lo facciamo con un’ altra webzine molto importante su territorio nazionale: SentireAscoltare, che ha uno dei punti di forza in una quantità veramente enorme di recensioni.
La classifica di SentireAscoltare (che è stata “in progress” tutto l’anno, fino alla versione definitiva del 31 Dicembre) presenta alcuni dei nomi che abbiamo trovato più di frequente all’interno delle classifiche di fine 2009 come gli Animal Collective (alla 7) e soprattutto Mulatu Astatke & The Heliocentrics che conquistano la prima posizione e in un certo senso riportano in alto dei suoni vicini al jazz e ad un certo tipo di black music.
Alla quattro troviamo “At The Cut” di Vic Chesnutt, che purtroppo ci ha lasciato una settimana fa, mentre per quanto riguarda gli album made in Italy, alla 11 troviamo “Carboniferous” degli Zu (ve lo dissi appena uscì che era il miglior disco italiano dell’anno, no?). Dopo il salto trovate le prime venti (sono 40 in totale) posizioni e il riassunto definitivo delle classifiche di fine anno/decennio di cui abbiamo parlato. Ed ora si riparte da capo, nuovo decennio e nuova musica tutta da ascoltare.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per SentireAscoltare

Come Metacritic anche AcclaimedMusic è un aggregatore di opinioni di alcune delle più importanti testate (o siti web) musicali a livello mondiale. Su AcclaimedMusic sono al momento disponibili sei file Excel, continuamente aggiornati, due per quanto riguarda i migliori album/singoli di sempre, due per quanto riguarda i migliori album/singoli del decennio e due per quanto riguarda gli album/singoli del 2009.
Aprendo i file Excel ci si imbatte in una marea di numeri e posizioni nelle varie classifiche di fine anno delle altrettanto varie testate giornalistiche. A noi quello che ci interessa però è la classifica finale: ho aspettato fino ad oggi, ultimo giorno dell’anno, per avere una visione più definitiva, ma non escludo che già dai primi giorni del 2010 vengano poi aggiunti altri dati, cambiando (di poco) di conseguenza le posizioni in classifica.
Dopo il salto trovate la top50 degli album del 2009, la top30 degli album del decennio e infine tutta la lista delle classifiche di fine anno e decennio di cui vi abbiamo parlato negli ultimi mesi. Buon anno a tutti.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per AcclaimedMusic

Giusto pochi giorni fa vi abbiamo mostrato la classifica dei migliori album italiani del 2009 realizzata da Stereogram, oggi invece vi proponiamo quella relativa agli album “stranieri”.
Su Stereogram hanno diviso la classifica in tre post differenti per un totale di 31 posizioni. Fra la 11 e la 31 hanno trovato posto dischi acclamati come ad esempio “Primary Colours” dei The Horrors (30), “Tarot Sport” dei Fuck Buttons (28) o “Logos” del progetto Atlas Sound di Bradford Cox (14).
Nella top10, che vi mostriamo dopo il salto, invece troviamo grandi album come “The Ecstatic” di Mos Def (alla 9), “At The Cut” del compianto Vic Chesnutt (alla 6) e una top 3 piuttosto psichedelica: bronzo per “Embryonic” dei Flaming Lips, argento per “Veckatimest” dei Grizzly Bear e oro per l’immancabile “Merriweather Post Pavillion” degli Animal Collective.
Continua a leggere: I migliori album internazionali del 2009 per Stereogram

E così andiamo a mostrarvi anche la classifica di fine anno targata OndaRock, da anni una delle webzine musicali più importanti e più seguite a livello nazionale.
Dico subito che la numero uno mi sorprende leggermente, non che sia un brutto disco, anzi, ma vederlo lì sopra a tutti mi fa uno strano effetto. Sto parlando di “Lovetune For Vacuum” di Soap&Skin, il progetto di Anja Franziska Plaschg che, va ricordato, ha solamente 19 anni… alla faccia di tutti quel che dicono cose come “sì, ma è giovane” quando si parla di artisti teen-oriented, come a voler giustificare la pochezza musicale.
Seguono altri due bellissimi album di “cantautorato moderno”: “The Crying Light” di Antony & The Johnsons e “The Bachelor” di Patrick Wolf. Per quanto riguarda l’italia, troviamo alla 5 gli Uochi Toki con il loro ottimo “Libro Audio“, giustamente osannato anche da queste parti. Dopo il salto trovate la top20, mentre su OndaRock trovate l’intera top50, in cui trovano spazio quasi tutti gli album che abbiamo trovato frequentemente nelle classifiche di fine 2009: Animal Collective, Flaming Lips, Bat For Lashes, The Horrors e compagnia.

Ve l’avevamo già proposta l’anno scorso e ovviamente non possiamo che fare lo stesso anche quest’anno, stiamo parlando della classifica degli album migliori del 2009 secondo Metacritic.
Metacritic è molto importante perchè raccoglie i voti di molte testate musicali e successivamente ne fa una media complessiva. Ma non è tutto oro quello che luccica, infatti è molto USA-oriented, il che si traduce nel fatto che spesso bisogna aspettare la release statunitense di un’album per vederlo inserito nel database. Quindi prendiamolo per quel che è: un autorevole aggregatore di “valutazioni”, nulla di più.
Un’altro “difetto” lo si può notare guardando la classifica di fine 2009, i primi due album sono album live: “Live At Reading” dei Nirvana, registrato addirittura nel 1992 e “Live In London” di Leonard Cohen, registrato lo scorso anno e contenente brani classici del cantautore canadese. Alla tre troviamo il primo “vero” album del 2009 e non poteva essere altro che quel “Merriweather Post Pavilion” degli Animal Collective che abbiamo visto nelle primissime posizioni di qualsiasi classifica di fine anno. Dopo il salto trovate le prime quindici posizioni.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per Metacritic

Qualche giorno fa vi avevamo parlato della classifica dei migliori album dell’anno secondo Rumore, oggi torniamo a trattare il settore delle riviste musicali con un’altra testata storica: RockeRilla (nata più di 30 anni fa).
Come Rumore, anche RockeRilla è una delle riviste più obiettive e curate in circolazione, l’unica pecca è, forse, un’ eccessiva bontà nei voti (trovare qualcosa sotto il 6/10 è piuttosto raro).
Anche all’interno della classifica di RockeRilla (sulla rivista è presente la top20, oltre che le classifiche personali dei singoli giornalisti) troviamo alcuni dei nomi maggiormente presenti nelle liste di fine 2009: i Grizzly Bear alla 2, gli Animal Collective alla 3 e i The Horrors alla 4. La prima posizione è andata ai Dirty Projectors (di cui vi presentammo il singolo “Stillness In The Move” qualche mese fa), mentre per quanto riguarda gli italiani, troviamo alla 9 gli Zu e alla 10 i Port-Royal. Chiudono la top 20 i Sunn O))). Dopo il salto vi proponiamo la top10 e un riassunto delle classifiche di fine anno che abbiamo trattato fino ad ora.
Continua a leggere: I migliori album del 2009 per RockeRilla