
Il “Voglio Far Qualcosa Che Serva Tour” si è concluso lo scorso anno e la band di Manuel Agnelli è già pronta per ripartire con una nuova sfilza di date: una nuova tournée. ‘Stavolta però, scelgono i teatri, proprio per portare sul palco un nuovo tipo di show. Una performance intitolata, non a caso, “Il Teatro degli Afterhours”.
Cos’è? Uno spettacolo che ‘parla’ su più piani. Unirà diverse forme di espressione artistica, attorno al ‘nucleo’ della musica degli Afterhours. La volontà di comunicare in vari modi, per raccontare il ‘paese reale’. Il nuovo tour partirà il prossimo 3 marzo dal Teatro Ventidio Basso di Ascoli. Nove date prima della pausa che la band si concederà in estate.
Niente paura per chi teme di non avere a che fare con l’anima indie rock del gruppo: proprio Manuel Agnelli ha infatti precisato che “Non sarà un tour più quieto in quanto acustico, anzi, sarà un mix completo tra canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours”. Dopo il salto, l’elenco completo delle date e il video di “Adesso è facile” di Mina con il featuring degli Afterhours.
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Foto | Flickr
Arrivare ogni volta a fine anno scegliendo solo una manciata di album è una sfida irresistibile. Si rischia sempre di lasciar fuori qualche nome (e accadrà anche ’stavolta, ne sono sicuro), ma il gusto di fare il punto della situazione e provare a evidenziare il meglio, ha sempre il sopravvento.
Questi sono i 10 album italiani dell’anno appena trascorso. I disclaimer sono d’obbligo: non c’è nessuna pretesa di dare giudizi assoluti (e chi potrebbe, poi?), sono in ordine di importanza (ma alcune posizioni cambierebbero già tra cinque minuti, probabilmente), sono dettati anche dal ’sentire’ di chi scrive (mai credere a chi sostiene di esprimere giudizi in modo impersonale).
Non ci sono nomi ‘da classifica’. Non è snobismo: penso piuttosto penso che, salvo rarissime eccezioni, la musica in Italia abbia da tempo abbandonato le classifiche. Ci sono nomi meno noti, ma non per questo meno interessanti. Mi piacerebbe che venisse data un’opportunità a tutti. Anche con un solo ascolto.
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Dato che ho realizzato la classifica personale dei migliori album italiani del 2009 e delle più belle canzoni internazionali del decennio, ho pensato di realizzare anche una via di mezzo: le più belle canzoni italiane del decennio.
Premetto che sono sicurissimo di avere lasciato per strada (solamente per problemi di memoria) alcune canzoni che meritavano di esserci e premetto anche che ho cercato di prendere in considerazione sia quei brani “importanti” dal lato musicale sia (come ho fatto per le canzoni internazionali) quei brani che ho ascoltato con più piacere lungo questi dieci anni.
Ora basta altrimenti mi vengono in mente millemila altre canzoni che non ho inserito e mi vengono i sensi di colpa, quindi bando alle ciance e passiamo subito alla lista. Ne ho selezionate 30 (in ordine alfabetico), le trovate dopo il salto, sperando che siano di vostro gradimento.
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Una delle scommesse più interessanti dell’ultimo periodo e la collaborazione tra Mina e Manuel Agnelli degli Afterhours: il prodotto che è uscito fuori si chiama “Adesso è facile”, brano che serve a dare alla cantante/diva una bella “svecchiata”.
Quello che vi mostriamo in alto è il video ufficiale del pezzo. Nella clip Mina passa il testimone (nelle vesti di attrice) alla figlia Benedetta Mazzini. Date uno sguardo e diteci che ve ne pare.
Inizierà ad essere programmato dalle radio oggi, venerdì 27 novembre, il nuovo singolo di Mina “Adesso è facile”, frutto di una delle collaborazioni proposte nel nuovo album Facile. Dopo l’uscita del disco anche in vinile, che include 12 brani più una ghost-track (”Questa vita loca”, in una versione diversa), è stato scelto il suggestivo -e bellissimo- duetto con Manuel Agnelli degli Afterhours. Non è la prima volta che i due mostrano di essere in sintonia.
Nel 1995 gli Afterhours pubblicarono “Dentro Marilyn” che Mina decise di reinterpretare due anni dopo con il titolo “Tre volte dentro me”. Poi l’attestato di stima per il brano presentato alla scorsa edizione di Sanremo e, infine, Agnelli che prende coraggio e decide di sottoporre una sua canzone alla signora della musica italiana.
Il risultato è un brano perfettamente nelle corde di entrambi. Una canzone che, pure se arrangiata ‘classicamente’, non perde nulla della capacità del leader degli Afterhours di raccontare atmosfere complesse. Giudicatelo voi stessi ascoltandola nel video. Dopo il salto, la tracklist completa dell’album e il brano “Carne Viva”, sempre dall’album.
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Mina ritorna all’attacco! Il nuovo prodotto discografico, che prende il nome di “Facile”, esce nei negozi proprio oggi. Dopo due anni di assenza la cantante più famosa della nostra penisola torna con un nuovo album in cui sono previste collaborazioni con personaggi del calibro di Cristiano Malgioglio, Manuel Agnelli degli Afterhours e Boosta dei Subsonica.
Il disco consta di 12 brani in cui potremmo rinvenire un pò di tutto come cover, canzoni dal sapore “inglese” e gli immancabili pezzi cantautorali.
Il singolo apripista, già in rotazione nelle radio da un pò, si chiama “Il Frutto Che Vuoi” e presenta la cantante in una veste “acustica” (nella prima parte) alquanto insolita. Vi mostriamo il contributo audio relativo dopo il salto. Ovviamente sono graditi i vostri commenti.

Forti degli ottimi risultati ottenuti nei mesi scorsi, gli Afterhours tornano negli Stati Uniti per una serie di tre concerti che si terranno a Los Angeles da oggi a venerdì in occasione della “Hit Week”, manifestazione dedicata agli artisti italiani. Pochi giorni dopo il gruppo dovrebbe partecipare anche al CMJ Music Marathon, il più grande festival musicale di New York in programma dal 20 al 24 ottobre.
Recentemente le autorevoli riviste americane Spin e Kerrang hanno ricoperto di lodi i lavori discografici e le esibizioni dal vivo degli Afterhours: ciò dimostra ancora una volta quanto il ridicolo panorama “mainstream” italiano penalizzi spesso i veri artisti. Penso sia inutile ricordare che allo scorso Sanremo - vinto da un fenomeno da baraccone come Marco Carta - la band di Manuel Agnelli è stata eliminata al primo turno. Una barzelletta di cattivo gusto.
Una volta tornati in patria, gli Afterhours terranno un concerto al Palasharp di Milano il prossimo 6 novembre. Siateci.
Tenutosi a Livorno tra il 16 ed il 19 luglio per festeggiare il quarantennale del mega-raduno di Woodstock del 1969, l’Italia Wave Love Festival rivive attraverso un’apposita compilation disponibile in edicola dal prossimo 22 ottobre con Repubblica XL.
Nei cannoni di “1969 – 2009: Omaggio a Woodstock”, gli hyppie del ventunesimo secolo troveranno, tra gli altri, i fiori di Caparezza (che con i Bugo reinterpeta i The Who), di Marina Rei (che rifà “Strawberry Fields Forever” dei Beatles, a sua volta “coverizzata” da Richie Havens), e degli Afterhours (con “Suite: Judy Blue Eyes“ di Crosby, Stills & Nash).
Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che il ricavato della vendita del disco verrà interamente devoluto a ONG Action Aid, un’organizzazione umanitaria che, con la campagna “HungerFree”, promuove la difesa del diritto inalenabile ad un’adeguata alimentazione delle popolazioni più svantaggiate e malnutrite del pianeta.
via | NewsWay

Dopo avervi parlato del lato peggiore della musica (peggiori album della decade, peggiori album degli anni ‘90 e i peggiori singoli di sempre), oggi passiamo a quello migliore con una classifica che ci tocca da vicino: i migliori album italiani secondo gli utenti italiani di Rate Your Music.
Ho preferito affinare la ricerca prendendo in considerazione esclusivamente i voti italiani per avere una lista totalmente “made in Italy”. Bisogna comunque spendere due righe dicendo che, considerando tutti i voti (e quindi anche quelli “stranieri”), tutte e tre gli album italiani migliori di sempre risultano di Ennio Morricone: “Il buono, il brutto, il cattivo”, “C’era una volta il West” e “Giù la testa”, segno dell’ internazionalità e dell’ indiscussa grandezza del compositore romano.
Nella lista 100% made in Italy il primo posto va a “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi…” dei CCCP Fedeli alla Linea, vero e proprio capolavoro. Sul podio non poteva mancare però anche il più grande, Fabrizio De André, con “Non al denaro non all’amore né al cielo” e “Creuza de mä”. Appena fuori dal podio (alla 5) l’altro genio, Franco Battiato, con il suo best seller “La Voce del Padrone”. Devo dire che questa classifica mi trova molto d’accordo e trovo con piacere anche alcuni dei Tesori Nascosti di cui vi abbiamo parlato tempo fa come i Massimo Volume e i Diaframma e alcuni degli album di quest’anno meglio recensiti da queste parti: Zu e Uochi Toki. Dopo il salto vi mostriamo alcune delle posizioni più interessanti.
Continua a leggere: I migliori album italiani di sempre per gli utenti (italiani) di RateYourMusic

L’etichetta di “band per pochi, che fa musica di nicchia” che avevano cucito addosso agli Afterhours credo non vada più tanto bene per Manuel Agnelli e soci. Il processo di sdoganamento è avvenuto lentamente, nel corso degli ultimi anni, e si può dire sia definitivamente concluso dopo averli visti sul palco di Sanremo 2009 e nei salotti tv ultra-popolari come quello di Simona Ventura lo scorso week-end (a tal proposito vi segnalo che Manuel sarà di fronte a Daria Bignardi venerdì 8 maggio, in una della sue interviste “glaciali” su Rai2).
La band ha annunciato le prime date del “Voglio far qualcosa che serva” Tour 2009, che andranno in scena a partire dalla fine di maggio e proseguiranno per buona parte dell’estate. L’intero stivale (isole comprese) sarà coinvolto, trovate le date ad oggi confermate cliccando su continua. Prima di queste sono riportati anche un paio di show-case previsti nei prossimi giorni.