Eccola, finalmente: arriva la scaletta completa dell’album che il magazine “Q” ha deciso di pubblicare come tributo in occasione del ventennale di “Achtung Baby“. Lista degli ospiti impressionante, abbinamenti efficaci (almeno sulla carta) e un nome che non poteva mancare. “The Fly”, brano che fu un vero e proprio shock per i fan degli U2, è stato infatti interpretato da Gavin Friday, storico leader dei Virgin Prunes: la band irlandese ‘gemellata’ (è il caso di dirlo, visto che Dick Evans, uno dei componenti, è il fratello di The Edge) con i quattro dubliners.
Dopo il salto, trovate la tracklist completa del tributo. Intanto ci ascoltiamo la cover di “Who’s Gonna Ride Your Wild Horses” realizzata dai Garbage (che forse eccede un po’ nel pathos) e - sempre dopo il salto - quella di Jack White alle prese con “Love Is Blindness”: ruvida e ’sporca’, perfetta per tirarne fuori tutta l’anima blues (e la fa ironicamente somigliare proprio a un pezzo dei Virgin Prunes).
[EDIT: dopo il salto anche la cover di “So Cruel” dei Depeche Mode e quella di “One” di Damien Rice]
Come sapete, “From The Sky Down” è il documentario di Davis Guggenheim - di cui vi abbiamo già dato notizia - che racconta i mesi in cui Bono, The Edge e soci si chiusero negli “Hansa Studios” di Berlino, rischiarono di sciogliersi a causa delle pesanti divergenze artistiche e ne uscirono invece con “Achtung Baby“, uno degli album più importanti della loro carriera.
Il film sarà contenuto nel box set per festeggiare il ventennale del disco e verrà trasmessa il prossimo 9 ottobre dalla BBC. Per farvi un’idea di cosa ci aspetta date uno sguardo al trailer che trovate a inizio post. Poi leggetevi le due dichiarazioni di Guggenheim qui di seguito.
One of the questions the story asks is, ‘How did these guys stay together and still be creative and vital?’ Every other rock band has either imploded or exploded or stayed together out of some sort of painful agreement to get along regardless.
(Una delle domande che pone la storia è: “come hanno fatto questi ragazzi a rimanere insieme ed essere ancora creativi e vitali?”. Ogni altra rock band è implosa o esplosa o rimasta insieme grazie a una specie di doloroso patto per andare d’accordo a prescindere)
The film is remarkably intimate and honest and truthful about [U2] at that time. I don’t think I know a movie in recent memory where rock stars have been so open, so that’s exciting. … It feels like one fantastic chapter in an epic story.
(Il film racconta in modo decisamente intimo, onesto e veritiero cosa erano gli U2 all’epoca. Non penso di ricordare un film recente in cui delle rock star sono state così aperte, è davvero emozionante… è come l’incredibile capitolo di una storia epica)
Un mese fa vi avevamo anticipato l’uscita delle cinque versioni deluxe per festeggiare i vent’anni di “Achtung baby”, lo storico album che segnò più di un punto di svolta nella carriera degli U2. Ora si aggiungono novità che faranno la gioia dei fan e di chi ha scoperto la band solo recentemente. La prima è l’uscita di “From The Sky Down” (contenuto nel box set), il documentario di Davis Guggenheim che racconta i mesi in cui Bono, The Edge e soci si chiusero negli “Hansa Studios” di Berlino e rischiarono di sciogliersi a causa delle pesanti divergenze artistiche.
A salvarli fu “One”: una canzone che finì col mettere d’accordo tutti e far ritrovare agli U2 quello spirito che li aveva portati a registrare un capolavoro come “The Joshua Tree”, prima delle critiche ricevute per “Rattle and Hum”. “Non sapevo come avrebbero reagito alle cose che ho messo nel film”, aveva dichiarato Guggenheim. “Ci sono alcune momenti molto delicati”. Invece gli U2 hanno commentato con ammirazione che - anche se impietoso - il documentario è “onesto, vero, senza sensazionalismi”. Bono ha aggiunto: “E’ stato un po’ umiliante realizzare che eravamo così inetti e che oggi siamo una band migliore”.
La seconda novità in arrivo è un album tributo ideato dal magazine “Q” che vede una serie di musicisti alle prese con gli originali. Non è stata ancora svelata la tracklist per intero ma è stato reso noto che Jack White ha inciso una versione di “Love Is Blindness”, i Depeche Mode si sono cimentati con “So Cruel”, Patti Smith ha riletto “Until the End of the World” e Damien Rice si è assunto il non facile compito di reinterpretare “One”. Vi lasciamo al video di “Mysterious Ways” a inizio post e vi aggiorniamo con le novità non appena verranno annunciate.

Potevano mancare loro nella pletora delle celebrazioni per gli album pubblicati in quell’incredibile 1991? Ovviamente no, anche perché “Achtung Baby” segnò una tale quantità di svolte nella carriera degli U2 da renderlo un disco imprescindibile per capire la loro parabola e il rock degli ultimi vent’anni.
L’abbandono del percorso che li aveva portati fino alle radici statunitensi (concluso con “Rattle & Hum”), la riscoperta dell’Europa in un momento storico delicatissimo (il crollo del Muro) e della città - Berlino - che sarebbe poi diventata uno dei poli culturali più influenti del Vecchio Continente. Le registrazioni infatti, furono effettuate proprio nella capitale tedesca (oltre che negli studi di Dublino): Bono e soci chiesero a Daniel Lanois e Brian Eno un suono simile a quello della nota trilogia di David Bowie. Flood e Steve Lillywhite in fase di missaggio fecero il resto.
“Achtung Baby” era un disco ’storico’ ancora prima della pubblicazione: segnò un cambiamento così radicale per gli U2 che ne furono influenzati anche i testi (dalle invettive politiche e paesaggi d’oltreoceano si passò a un’attenzione maggiore per le nuove forme di comunicazione e i loro protagonisti) e il look: Bono trasformò letteralmente il suo viso squadrato da rassicurante irlandese nel ghigno inquietante di “The Fly” che divenne una sorta di suo alter ego. Il resto del gruppo si adeguò senza fiatare (celebre la foto di nudo di Adam Clayton nello sleeve interno).
Cinque i formati della reissue deluxe: da quello ‘base’ con il solo CD rimasterizzato alla costosa (più di 300 euro…) “Uber deluxe” contenente - prendete fiato ché la lista è lunga - un puzzle magnetico, 6 CD (”Achtung baby”, “Zooropa”, una raccolta di B-sides e bonus tracks, una versione “Baby” del disco, inediti rivisitati, 4 DVD, una raccolta di tutti i video girati, la versione in doppio vinile, cinque 45 giri con copertine originali, 16 stampe, un libro da 84 pagine, una copia della rivista “Propaganda”, 4 spille, adesivi e una copia degli occhiali da sole che Bono sfoggiò a partire dal video di “The Fly”. Tutto nei negozi a partire dal prossimo 31 ottobre.
La rivista americana Spin Magazine che ha festeggiato il 25esimo anniversario ha stilato una lista degli album migliori (e più influenti nel panorama musicale) degli ultimi 25 anni, partendo dal lontano 1995. “Achtung Baby“, disco degli U2 pubblicato nel 1991 e settimo album della band irlandese capitanata da Bono Vox é considerato da molti il capolavoro assoluto degli U2 ed è stato il primo dei dischi che ha portato la rock band a una svolta decisiva del proprio genere musicale.
Le sonorità decisamente diverse rispetto al passato si orientano infatti verso l’elettronica, cambiamento che, a suo tempo spiazzò, i fan degli U2 anni ‘80. Le tracce sono una più coinvolgente dell’altra. Per ricordare quell’annata così importante per la band, tra le dodici tracce contenute nell’album vi segnalo “Until The End Of The World” che ho amato molto tra i brani del film conosciuto in Italia come “Fino alla fine del mondo” di Wim Wenders, anche se la versione della pellicola uscita nello stesso anno dell’album, é leggermente diversa dall’originale. Potete ascoltare il brano originale nel video che segue.
Via | Atu2