
Ennesima conferma per Il Teatro degli Orrori. Ennesima conferma con la dovuta attenzione ai fan e alla dimensione live che continua a imporli come una delle band più valide e importanti in Italia. Uno show esclusivo, pensato appositamente per il Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti). Un set di quattro brani, suonati in una chiesa sconsacrata di Faenza (l’Auditorium di Sant’Umiltà).
Violini, theremin, pianoforte, un suonatore di bicchieri, un batterista in versione quasi jazz e l’interpretazione ‘cantautoriale’ di Pierpaolo Capovilla, aiutata dal luogo e dall’attenzione silenziosa degli spettatori. Proprio riguardo all’ep, Capovilla racconta:
Carmelo Bene recitava: “La speranza è tanta, che non mi basta più, ma è tale che m’avanza, musicale, la vita”. Vorrei immaginare Il Teatro degli Orrori come un essere bifronte; da un lato una terribile macchina rock, dall’altro una dolce creatura di poesia. Due facce di un medesimo progetto la cui ambizione più grande è fare cultura, proprio in un ambito, quello della musica popolare, che si è trasformato negli ultimi anni in un mercanteggiar canzonette che nulla hanno a che vedere con la vita delle persone reali.
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In Italia fare la rock star non paga le bollette. Amara considerazione che chiunque cerchi di farsi strada nel mondo della musica non può che condividere. A meno di non arrivare a consistenti cifre di vendita, la maggior parte dei musicisti sono costretti a vivere di altro quando scendono dal palco.
I ragazzi di Pronti Al Peggio hanno pensato di provare a raccontare il ‘lato B’ delle vite di figure più o meno note del panorama indipendente. Il titolo del format è Fossi Figo: un’idea davvero efficace per far capire quanto impegno, passione e determinazione siano necessari per continuare a proporre la propria musica. Crederci, insomma, anche quando si esce di casa per guadagnarsi uno stipendio.
La credibilità di una band o di un artista è legata anche a questi aspetti. L’episodio con cui vogliamo presentarvi Fossi Figo vede come protagonista il frontman di uno dei gruppi che stanno ottenendo maggiore attenzione e riconoscimenti in questo momento: Pierpaolo Capovilla de Il Teatro Degli Orrori.
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Eccoci arrivati alla settimana decisiva, quella in cui finalmente si ha la possibilità di dimostrare di non essere ancora un paese totalmente in balia delle bassezze di certe proposte pseudo-musicali. Certo, il Sanremo appena concluso e i 5 milioni di italiani davanti alla tv per Gigi D’Alessio fanno pensare che sia una sorta di “Mission Impossible”, ma come dicono Il Teatro Degli Orrori… “mai dire mai”.
Stiamo parlando dell’iniziativa, nata su Facebook, per portare il brano “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori al n.1 della classifica dei download, cercando di contrastare lo squadrone del talent-show Amici… cercando quindi di replicare il miracolo avvenuto in Inghilterra lo scorso Natale con i Rage Against The Machine.
La campagna promuove anche l’uso del download come mezzo legale di fruizione musicale, attraverso l’evento “La Settimana del Download legale“. Potete scaricare il brano da qualsiasi store digitale, anche se, per essere più sicuri che poi venga conteggiato nella classifica, viene consigliato il download attraverso digital store importanti come Dada e iTunes.
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Vi ricordate la sfida Rage Against The Macine vs X Factor andata in scena lo scorso Natale nelle classifiche inglesi?? Spinti dal passa parola su Internet e dalla voglia di 500.000 inglesi di manifestare il proprio disprezzo verso i format “musicali-televisivi”, i Rage Against The Machine raggiunsero la prima posizione nella classifica UK dei singoli con il brano, targato 1992, “Killing In The Name”.
Un fatto storico, un precedente destinato a ripetersi… anche in Italia? Questo è l’obiettivo del gruppo su Facebook chiamato “Portiamo al 1° posto in classifica “A Sangue Freddo”“. Il “nemico” del caso è, manco a dirlo, Amici e tutta la musica inutile che puntualmente esce dal programma tv.
Per quanto sia (come nel caso dei RATM) un’iniziativa completamente spontanea e slegata da qualsiasi mossa di marketing da casa discografica, lo stesso leader del gruppo veneto, Pierpaolo Capovilla ha manifestato su Facebook un certo interesse verso questa campagna.
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Torniamo a parlare dei Il Teatro Degli Orrori dopo avervi recensito il loro ultimo album “A Sangue Freddo” circa un mese fa. Da allora la band italiana ha ricevuto copertine prestigiose (come quella di Rumore) e svariate recensioni positive.
Quello che vi presentiamo in cima al post è il videoclip ufficiale del primo singolo “A Sangue Freddo”, brano che parla di Ken Saro-Wiwa, scrittore e attivista nigeriano, ucciso nel 1995 (approfondimento su Polisblog), un brano che in realtà si scaglia più in generale contro le multinazionali. La canzone riesce, pur rimanendo dura e pura fino al midollo, ad essere anche piuttosto orecchiabile, con un ritornello che si stampa in testa e fatica ad andarsene.
Intanto sono state rese note le date del tour 2009 dei Il Teatro Degli Orrori che parte sta sera da Trieste. La lista completa delle date la trovate dopo il salto.
Continua a leggere: Il Teatro Degli Orrori - A Sangue Freddo (Video)

Presentazione: “A Sangue Freddo” è l’atteso nuovo album dei Il Teatro Degli Orrori, che arriva a due anni dal clamoroso debutto “Dell’Impero Delle Tenebre”, che per quanto mi riguarda è uno dei migliori album italiani degli ultimi dieci anni.
Giudizio complessivo: Bastano pochi minuti per cacciare gli spettri del “difficile secondo album”, infatti ci si rende subito conto di essere davanti ad un lavoro veramente all’altezza. “A Sangue Freddo” è un’album in cui si parla di tematiche sociali, di religione e anche d’amore con un linguaggio decisamente originale, attraverso sferzate rabbiose allungate con un filo di cininca ironia. Le metriche poi sono sempre molto particolari, decostruite e legate, se vogliamo, ad un certo modo “hardcore” di intendere la melodia. Pierpaolo Capovilla è sempre più padrone del microfono, buttando enfasi sulle parole, riuscendo nell’impresa di rendere linee a-melodiche in qualcosa di orecchiabile. All’interno di “A Sangue Freddo” c’è spazio anche per un brano vagamente “wave” (”Direzioni Diverse”, in collaborazione con i Bloody Beetroots) e per tre citazioni importanti: del “Padre Nostro” (memorabile il passaggio “non mi indurre in tentazione ma… liberami dal male”) nell’omonima traccia, de “Il ragazzo della via gluk” nell’esplosiva “Alt!” e dell “All’amato me stesso” di Majakovskij in “Majakovskij”. Chiudono i quasi 11 minuti di “Die Zeit” e il suo liturgico “tu non mi ami più… ed io nemmeno”. Forse manca la ballad-capolavoro alla “La canzone di Tom“, ma siamo di fronte comunque ad un disco totalmente riuscito. E’ grande musica quella che attraversa Il Teatro Degli Orrori. “A Sangue Freddo” è ascoltabile interamente in streaming su Rockit, ma uscirà il 31 Ottobre.
Lista tracce - Voto:
Io Ti Aspetto - 7
Due - 7
A Sangue Freddo - 7
Mai Dire Mai - 8 (Miglior Traccia)
Direzioni Diverse - 7
Il Terzo Mondo - 7
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