
Fra quelle dedicate al decennio e quelle dedicate esclusivamente al 2009 ne stanno spuntando come funghi, stiamo parlando delle liste o classifiche riassuntive, stilate da alcune delle riviste/webzine più importanti in circolazione. Questa volta parliamo dei migliori album del 2009 secondo la rivista Rumore (che personalmente considero una delle più complete e obiettive fra quelle che abbiamo in Italia).
All’interno dell’ultimo numero di Rumore, uscito pochi giorni fa, la redazione ha stilato la propria top20 dell’anno. Ovviamente sulla rivista trovate anche una descrizione per ogni album, oltre che le varie classifiche personali dei giornalisti. Anche in questo caso mi trovo, in linea generale (e con questo intendo che sulle posizioni ci sarebbe da discutere, ma sul fatto che siano tutti ottimi dischi, no), d’accordo: il primo posto è dei The Horrors, che con il loro secondo album “Primary Colours” hanno convinto praticamente tutti. Seguono i Grizzly Bear (per i più, tristemente, “quelli della pubblicità della Peugeot“).
Non potevano mancare gli Animal Collective (alla 4), Antony & The Johnsons (7) e Antlers (15). Piccolo piacere personale sono i due album italiani presenti nella top 20, nell’ordine “Carboniferous” degli Zu (14) e “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori (17), esattamente i primi due album della classifica dei migliori album italiani del 2009 che ho stilato qualche settimana fa. Dopo il salto trovate la top10, diteci cosa ne pensate.

Il 2009 si sta pian piano concludendo e le più importanti uscite discografiche (escluse le millemila raccolte, live, b-sides ecc…) sono già finite sugli scaffali o nei maggiori store digitali del nostro paese.
La musica italiana, per quanto mi riguarda, quest’anno ha dato veramente tanto, regalando alcuni dischi che non sfigurerebbero neanche in un’ ipotetica lista dei migliori album del 2009 a livello internazionale. Sono quattro gli album che a mio avviso si elevano su tutto e su tutti: “Carboniferous” degli Zu, “A Sangue Freddo” dei Il Teatro Degli Orrori, “Libro Audio” dei Uochi Toki e “Dying In Time” dei Port-Royal. Quattro gruppi capaci di grandi prove anche in passato riconfermate con le uscite di quest’anno… e poi si dice che non c’è buona musica in Italia…
Dopo il salto trovate la lista di tutti gli album italiani usciti nel 2009 che reputo “almeno sufficienti”: in cima si trovano i dischi migliori, poi, scendendo, si arriva passo dopo passo fino agli album “da 6 non di più”. Sia chiaro, ovviamente non vuol dire che tutti gli album non presenti nella lista li reputo insufficienti, può essere semplicemente che non li abbia ascoltati.
Continua a leggere: I migliori album italiani del 2009 - la lista di Zago
Torniamo a parlare degli Zu e del loro “Carboniferous“, che a mio avviso rimane il miglior album italiano del 2009.
Lo facciamo presentandovi due video freschi freschi che riguardano due dei brani contenuti nell’album: “Soulympics” (che trovate in cima al post) e “Carbon” (che vi mostriamo dopo il salto, girato fra Bolivia e Chile). Entrambi i video sono stati diretti da Giacomo Cesari. Buon ascolto e buona visione.
Continua a leggere: Zu: ecco i video di "Soulympics" e di "Carbon"

Dopo avervi parlato del lato peggiore della musica (peggiori album della decade, peggiori album degli anni ‘90 e i peggiori singoli di sempre), oggi passiamo a quello migliore con una classifica che ci tocca da vicino: i migliori album italiani secondo gli utenti italiani di Rate Your Music.
Ho preferito affinare la ricerca prendendo in considerazione esclusivamente i voti italiani per avere una lista totalmente “made in Italy”. Bisogna comunque spendere due righe dicendo che, considerando tutti i voti (e quindi anche quelli “stranieri”), tutte e tre gli album italiani migliori di sempre risultano di Ennio Morricone: “Il buono, il brutto, il cattivo”, “C’era una volta il West” e “Giù la testa”, segno dell’ internazionalità e dell’ indiscussa grandezza del compositore romano.
Nella lista 100% made in Italy il primo posto va a “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi…” dei CCCP Fedeli alla Linea, vero e proprio capolavoro. Sul podio non poteva mancare però anche il più grande, Fabrizio De André, con “Non al denaro non all’amore né al cielo” e “Creuza de mä”. Appena fuori dal podio (alla 5) l’altro genio, Franco Battiato, con il suo best seller “La Voce del Padrone”. Devo dire che questa classifica mi trova molto d’accordo e trovo con piacere anche alcuni dei Tesori Nascosti di cui vi abbiamo parlato tempo fa come i Massimo Volume e i Diaframma e alcuni degli album di quest’anno meglio recensiti da queste parti: Zu e Uochi Toki. Dopo il salto vi mostriamo alcune delle posizioni più interessanti.
Continua a leggere: I migliori album italiani di sempre per gli utenti (italiani) di RateYourMusic

Degli Zu vi abbiamo già parlato più volte e abbiamo anche realizzato la scheda dell’ultimo, bellissimo, “Carboniferous” in cui ci lasciavamo con una domanda: “miglior album italiano dell’anno? è presto…però..”. Bene è già passato del tempo e “Carboniferous” rimane sopra a tutti e a tutto, nonostante le ottime prove di Uochi Toki, Ministri e Dente.
Ad aumentare questo senso di grandezza ci pensa anche la stampa estera… e che stampa estera! Infatti proprio ieri “Carboniferous” è stato recensito da quello che forse è il magazine musicale online più famoso e temuto al mondo: Pitchfork. Già il fatto di avere una recensione su Pitchfork è un sogno che, a memoria, nessun artista italiano ha mai realizzato, ma ancora più degno di nota è il voto che l’album ha ricevuto.
“Carboniferous” infatti ha ricevuto un 8.0 (e Pitchfork non si fa problemi a dare dei 1 o dei 2) che tra l’altro è uno dei voti più alti dati nel 2009. Se non fosse già abbastanza, aggiungiamo il fatto che la band romana, dopo quella di Rumore, si è guadagnata anche la copertina della rivista straniera “Rock-A-Rolla“. Si parla sempre di Laura Pausini, ma la verità è che sono le band come gli Zu quelle che all’estero ci invidiano. Dopo il salto un live a Tel Aviv, Israele.
Continua a leggere: Zu: orgoglio italiano all'estero e Pitchfork da 8

Presentazione: L’album post-sanremese degli Afterhours è una compilation che racchiude alcuni dei migliori nomi dell’ odierna musica italiana.
Giudizio complessivo: Si dice che “Il sole bacia i belli”, ma per quanto riguarda la musica italiana, spesso il sole (il successo) bacia chi lo merita di meno, facendo rimanere nell’ombra il lato migliore della stessa. Per questo (ma non solo) “Il Paese è Reale” è una compilation che va lodata a priori, all’interno infatti troviamo diversi “nomi” che nel loro piccolo hanno scritto pagine importanti della buona musica made in Iitaly. A parte un Dente più rock e dei Disco Drive meno “funk-punk” del solito, ogni artista e gruppo ha portato il suo riconoscibile contributo donando una grande varietà ad un disco che ha comunque un unico filo conduttore, passiamo così senza difficoltà dal math-noise-jazz-core degli Zu, all’emo vecchia scuola dei Settlefish. In definitiva è un disco da acquistare se si vuole “far qualcosa che serva” per la musica italiana. Senza grosse difficoltà l’album più interessante uscito da Sanremo.
Lista tracce - Voto:
Afterhours - Il Paese é Reale - 8
Paolo Benvegnù - Io e Il Mio Amore - 7
Marco Parente - Da Un Momento all’Altro - 6
Dente - Beato Me - 8
Cesare Basile - La Canzone dei Cani - 7
A Toys Orchestra ft L.D’Alberto - What You Said - 7
Reverendo - California - 6
Calibro 35 - L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio - 8
Il Teatro Degli Orrori - Refusenik - 8
Continua a leggere: "Il Paese è Reale" è da lodare sotto ogni punto di vista
Ecco la copertina del cd “Il paese è reale” (sottotitolo: “19 artisti per un paese migliore?”), la compilation voluta dagli Afterhours per sostenere e lanciare le realtà indie rock della nostra scena underground.
Come vi raccontavamo l’album nasce dalla partecipazione della band al Festival di Sanremo: eliminati dalle giurie popolari e vincitori del Premio della Critica (un classico, no?!). L’intento è quello di dare visibilità alla nostra musica migliore, quella che non passa per i canali tradizionali.
Il disco è venduto al prezzo di Euro 9,90 (bravi!) grazie a un accordo con la Fnac italiana. Lo si può acquistare infatti soltanto nei negozi della catena (da mercoledì 25 febbraio) o online sul sito della stessa (da subito).

E vabbè, la copertina della compilation ufficiale non è il massimo ma come non parlare dell’invasione dei dischi lanciati a Sanremo? Come annunciato oggi escono quasi tutti.
Dall’estero arrivano Novastar, Alain Clark (avvistato che avrebbe dovuto cantare ieri al festival) e gli interessanti And You Will Know Us By The Trail of Dead (urka che nome!).
E tanto, tanto altro. Di seguito le uscite discografiche di oggi: se nella massa ci fosse scappato qualcosa, segnalatecelo nei commenti (grazie!).

Presentazione: “Carboniferous” è il ritorno di una delle band più interessanti del panorama italiano, gli Zu, trio (basso+batteria+sax) romano amato anche da dei grandi della musica come Mike Patton e John Zorn
Giudizio complessivo: Il titolo dell’album da l’idea di qualcosa di imponente, primordiale, maestoso..ed infatti è così che suona il nuovo album degli Zu. Meno “jazz” (se vogliamo) e più “core” che in passato, a favore di un esplosione sonora impressionante. Gli ospiti d’onore (Mike Patton e King Buzzo) sono la ciliegina sulla torta. Miglior album italiano dell’anno? è presto…però..
Lista tracce - Voto:
Ostia - 8
Chthonian - 9 (Miglior Traccia)
Carbon - 7
Beata Viscera - 8
Erinys - 6 (Peggior Traccia)
Continua a leggere: "Carboniferous" conferma che gli Zu sono (fra) i migliori in Italia

Gli Zu sono una delle realtà più interessanti del panorama Italiano. La loro musica è veramente indefinibile quanto unica : un misto di metal, math rock, free jazz, noise e avanguardia che ha fatto innamorare fra gli altri John Zorn e il grande Mike Patton.
L’ex leader di Faith No More e Mr.Bungle sarà infatti presente come vocal guest in “Soulympics” ed “Orc” due brani del prossimo disco, “Carboniferous”, che uscirà a Febbraio per la Ipecac, etichetta dello stesso Mike. Un altro pezzo vedrà anche la partecipazione di King Buzzo dei Melvins.
Il trio romano non è certo un ascolto semplice, ma è consigliatissimo a chi ama la musica con la m maiuscola, fatta con la passione e l’amore per la stessa. Sulla pagina Myspace della band si può ascoltare “Carbon”, uno dei brani che andrà a comporre la tracklist di “Carboniferous”. Dopo salto trovate un esibizione live con Patton, presentata da nientepopodimeno che Danny DeVito.