
Presentazione: Dopo quattordici anni dall’ultimo album in studio e dopo aver scritto pagine importanti della storia della musica, gli Alice In Chains tornano con un disco molto chiacchierato.
Giudizio complessivo: Si può recensire “Black Gives Way To Blue” senza fare riferimento al fatto che continuare l’avventura con gli Alice In Chains senza Layne Staley sia a dir poco scandaloso? Forse no, ma ci proviamo lo stesso. Il nuovo singer William DuVall, pur avendo un centesimo del carisma, si impegna veramente tanto nell’ imitazione (perchè di questo si tratta) di Layne e bisogna ammettere che in alcuni passaggi si fa fatica a trovare qualche differenza. Sul lato prettamente musicale Jerry Cantrell ci mette del suo come sempre, i riff e le atmosfere che riesce a creare sono riconoscibili fin da subito (il tutto opportunamente modernizzato). Quello che manca però sono le canzoni: i testi prima di tutto non sono all’altezza del passato e poi si ha la sensazione di stare ascoltando qualcosa che suona in un certo modo esclusivamente perchè deve suonare in quel determinato modo, senza avere realmente qualcosa di interessante e/o originale da proporre. Alcuni brani che spiccano ci sono, come ad esempio “Check My Brain” trainato da un riff memorabile (il ritornello forse troppo “solare”), “Acid Bubble” e l’acustica “When The Sun Rose Again”. Rimane comunque una discreta rivisitazione (piuttosto piacevole, se vogliamo) di un genere di cui oggi onestamente si sente la mancanza, almeno a livello mainstream. Come si dice in questi casi… “poteva andare molto peggio”.
Lista tracce - Voto:
All Secrets Known - 6
Check My Brain - 7
Last Of My Kind - 6
Your Decision - 7
A Looking In View - 7
When The Sun Rose Again - 8 (Miglior Traccia)
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La notizia del ritorno in studio dei “nuovi” Alice In Chains è vecchia di molti mesi ma oggi finalmente possiamo mettere le mani su qualcosa di concreto.
Gli Alice In Chains non hanno certo bisogno di presentazioni, negli anni ‘90 sono stati fra i gruppi simbolo del movimento grunge e il loro “Dirt” (1992) è universalmente riconosciuto come uno dei migliori dischi della decade. Fra le loro canzoni più famose citiamo le splendide “Would?“, “Man in the Box“, “Down in a Hole“, “Heaven Beside You” e quella “Nutshell” che anche senza essere mai uscita come singolo è riuscita comunque a farsi largo nel cuore dei fans, aprendo nel migliore dei modi l’MTV Unplugged della band.
Caratteristica unica degli Alice In Chains era la voce clamorosa di Layne Staley (morto per droga nel 2002 a soli 34 anni) e il modo in cui si andava ad intrecciare con i cori di Jerry Cantrell, creando melodie senza tempo. Dopo la morte di Layne Staley, la band riprende l’attività live solo nel 2006 con il nuovo cantante William Duvall che, per quanto dotato (e vocalmente pittosto somigliante), non ha di certo il carisma e la capacità di emozionare che aveva Layne.
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Si parlava da tempo di un ritorno in studio della band che fu di Layne Staley, dopo le varie reunion che si sono susseguite dal 2005, ma pochi giorni fa il magazine Blabbermouth.net ha dato la conferma ufficiale: tredici anni dopo l’uscita dell’ultimo album omonimo e sei anni dopo la morte dello storico frontman, gli Alice In Chains entreranno in studio per registrare un nuovo album.
La band si era già riunita a luglio in uno studio di North Hollywood per provare i nuovi brani con William Duvall (nella foto), cantante dei Comes With The Fall, coadiuvata da un produttore per ora senza nome. Le registrazioni inizieranno a ottobre, mentre per l’uscita del disco si parla dei primi mesi del 2009.
Come sempre, quando un gruppo sostituisce un membro carismatico - e Laney lo era, eccome - il rischio di fare un flop è dietro l’angolo. Dopo il salto ad esempio potete vedere il video di “Man in the box” cantata dal vivo proprio da Duvall: a parte la timbrica completamente diversa - ma questo ci sta anche - quello che sembra mancare al nuovo frontman è proprio il sofferto carisma che caratterizzava Laney, scomparso - ricordiamolo - nel 2002 a causa di un’overdose. Voi che ne pensate?
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