
Vasco Rossi in persona lo ha annunciato sul suo profilo Facebook: sta scrivendo una canzone per Patty Pravo in occasione del prossimo Festival di Sanremo 2012:
“Una notizia tra noi: io e Curreri abbiamo scritto una canzone per la divina Patty Pravo. Lei non lo sa ancora ma io e Curreri abbiamo intenzione di sottoporre tale progetto al direttore del Festival di Sanremo Gianni Morandi…per sua approvazione. …il resto sarà “storia”!”
I fan della Pravo o di Rossi si ricordano sicuramente che non è la prima collaborazione tra i due. Dobbiamo tornare indietro nel tempo, esattamente al 1997, quando la cantante si era presentata all’Ariston con il brano “E dimmi che non vuoi morire”. Vinse il Premio della Critica e fu un grande successo di vendite e di radio.
Con la canzone giusta e con il consenso di Patty si potrebbe pensare ad un atto secondo di consensi…
Via | Faceblog
I colleghi di Booksblog ci ricordano che oggi esce il libro di Vasco Rossi, La versione di Vasco. Una autobiografia? Sì, in parte. Certamente è un modo per avere qualche curiosità, dettaglio e informazione in più sulla vita del cantautore italiano.
Frammenti di una vita, tra il ricordo di un padre che è ritornato da un campo di concentramento, per una guerra, pesando 40 chili e un concerto nato per caso:
“Il mio primo concerto è nato come uno scherzo. Era il 1979. “Ti ho organizzato un concerto in Piazza Maggiore a Bologna con il gruppo che suona con Lucio Dalla” mi disse Bibi Ballandi. Peccato che due giorni prima arrivò la notizia che il gruppo non c’era. A quel punto mettemmo insieme una band al volo, nella cantina di Bibi. Roba da incoscienti: davanti alla gente che c’era in quella piazza mica potevi suonare quello che ti pareva. Invece andò bene. E il secondo concerto fu ancora più da incoscienti. Lo organizzò sempre Bibi alla festa delle radio libere dell’Emilia. Non so che cosa si sentisse giù, ma noi sul palco avevamo le facce così convinte che andò benissimo.”
Di solito, le immagini dei making-of di un video sono un bonus che l’artista decide di condividere con i fan, per renderli partecipi dell’atmosfera che si respira sul set o di come sono state girate alcune particolari sequenze. Anche se non hanno la stessa qualità di quelle ‘ufficiali’, sono comunque montate e realizzate con cura.
Ogni tanto però capita che qualcuno (tecnici, assistenti o un passante fortunato, se il tutto si svolge ‘in esterna’) riesca a immortalare qualche momento, ‘rubandolo’ senza che la troupe se ne accorga - magari con un telefono cellulare. Le immagini dal backstage del nuovo video di “Stammi Vicino”, canzone contenuta in “Vivere o Niente”, ultimo lavoro in studio di Vasco Rossi, arrivano da un utente di YouTube che si firma ‘rokkaccio1‘ e che forse ormai conoscerete…
E’ lo stesso Blasco che si è calato nei panni di un ‘infiltrato’ sul set e ha registrato poco più di un minuto aggirandosi tra le videocamere, per poi postare il tutto sulla sua pagina Facebook. Il risultato non fa certo gridare al miracolo, ma rivela un’idea interessante: quella del musicista che tratta il suo stesso lavoro come qualcosa da osservare, con lo sguardo ancora curioso di un fan, nonostante gli anni di carriera alle spalle.

Vivere significa poter scegliere. Chi non sceglie si sottopone alle scelte degli altri
Søren Kierkegaard
Il titolo è “La versione di Vasco” (probabilmente ispirato al più noto romanzo di Mordecai Richler), uscirà il prossimo 24 novembre per l’editore Chiarelettere al prezzo di 14 euro (il ricavato verrà devoluto alla comunità di Don Ciotti) ed è l’autobiografia di Vasco Rossi. Che lo ‘presenta’ così, già dalla quarta di copertina: “Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po’ se la racconta. Le biografie sono tutte false. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione”.
Qualche eccesso, sempre dalla copertina che vi mostriamo a inizio post, con la citazione del filosofo e teologo danese Søren Kierkegaard con cui abbiamo voluto introdurre la notizia. Il solito misto di coraggio e incoscienza che a volte lo espone al ridicolo e spesso lo rende ancora uno dei personaggi più interessanti del panorama musicale italiano.
Generoso e sopra le righe, Vasco ha avviato ormai una comunicazione quasi quotidiana col suo pubblico. Tanto che - come anticipazione - avrebbe voluto mettere su Facebook il primo capitolo del libro, ma la portavoce Tania Sachs ha bloccato l’idea. Vi lasciamo però con un breve estratto (da questa pagina), che parla di quella che è forse la sua canzone più celebre:
“Ero a casa a preparare gli esami dell’università. Era il 1979. Dalla finestra vedevo sempre una ragazzina arrivare con la corriera. Avrà avuto tredici, quattordici anni. Quando ne compì diciotto, e io praticamente non ero più perseguibile, glielo dissi: «Guarda che l’ho scritta per te Albachiara». Lei non ci voleva credere e fu così che mi venne Una canzone per te…”
Sul suo profilo Facebook, Vasco Rossi non sembra voler ridimensionare o diminuire la polemica nei confronti del sito Nonciclopedia, chiuso e riaperto nel giro di poche ore. La notizia aveva mobilitato il web: chi pensava che il cantante avesse esagerato nel prendersela e chi supportava il rocker nella sua battaglia. Poi le pagine tornarono ad essere nuovamente consultabili. Ma adesso, Vasco continua sul suo profilo Facebook:
“Scrivere in forma anonima sul muro di un cesso o su un sito internet può essere una attività divertente ma NON si tratta di libertà di espressione o di parola. Questo sacrosanto diritto conquistato dalla civiltà occidentale al prezzo della vita di milioni di persone, lo si esprime solamente quando ci si prende la responsabilità di quello che si dice mettendo il proprio nome e cognome. La “delazione” anonima è la triste realtà dei regimi totalitari e dittatoriali del secolo scorso. Cari i miei “brufolosi e ignoranti ragazzini”, fatevene una ragione. Non è della mia reputazione o della mia immagine che si tratta. Sapete quanto me ne frega? Se avete passato il limite della diffamazione ne dovrete rispondere ai miei avvocati e in sede legale. È inutile che vi arrampichiate sugli specchi. Dovete prendervi la “responsabilità” di quello che avete fatto. Se verranno accertati gli estremi della diffamazione, i danni che vi chiederò di pagare, saranno devoluti in beneficenza e non saranno pochi. Questi ve lo posso garantire. Ma questa è solo una questione “tecnica”. Restano solo gli “specchi”…da pulire e la vostra arrogante ignoranza …da punire”
E poi non allenta in toni, nello status successivo:

Tutto è bene quel che finisce bene: gli avvocati di Vasco Rossi hanno ritirato la denuncia contro gli amministratori di Nonciclopedia che, come sapete, hanno intentato una volontaria chiusura del sito (o, come hanno detto loro, uno “sciopero”) proprio a causa dell’azione legale intrapresa dal Blasco.
Da ieri sera, infatti, il famoso sito satirico è di nuovo online senza, però, che vi sia una pagina dedicata a Vasco Rossi. A questo punto molti di voi penseranno che i legali di Vasco sono riusciti a “vincere” il braccio di ferro con Nonciclopedia che, per ritornare online, ha dovuto per forza di cose eliminare la pagina dedicata al rocker di Zocca. E, infatti, ad una prima analisi è proprio quello che sembra…ma c’è di più: i ragazzi di Nonciclopedia hanno ammesso d’aver “esagerato” e che si dissociano da tutta quella serie di insulti che molti, indignati dal provvedimento che Vasco ha preso nei confronti del sito, hanno scritto online in questi due giorni “infuocati”. Di certo la vicenda lascia un po’ l’amaro in bocca per svariati motivi, ma non è certo Soundsblog la sede più idonea per parlare della libertà intellettuale nell’epoca di Internet e dei Social Network!
Resta ora da capire quando, su Nonciclopedia, riapparirà una pagina dedicata al Blasco che non sia offensiva o diffamatoria nei confronti del rocker che, sicuramente, non è uscito del tutto “indenne” da questa assurda quanto insolita vicenda…

La diatriba tra Vasco Rossi e Nonciclopedia è appena iniziata e, dopo l’annuncio shock di ieri, tocca al Blasco e ai suoi avvocati fornire la propria versione dei fatti sulla chiusura (o, meglio, “sciopero”) del sito satirico.
Ed è da ieri che sul sito ufficiale di Vasco sono apparsi non uno, ma ben tre post di spiegazioni su quanto accaduto tra il cantante e Nonciclopedia. Il primo, scritto dall’avvocato del cantante, è effettivamente corrispondente alle accuse che Nonciclopedia ha lanciato verso i legali del Blasco: questi, a febbraio 2010, hanno realmente mandato una mail agli amministratori del sito chiedendo la rimozione dei contenuti diffamatori, ma alla richiesta di sapere chi sono stati i ragazzi che hanno scritto gli insulti al cantautore, gli admin di Nonciclopedia hanno risposto “picche” per tutelare l’anonimato degli editor. Ed è su questo punto che premono maggiormente entrambe le parti: se da un lato i ragazzi di Nonciclopedia hanno cercato di difendere gli autori evitando che questi possano finire sotto “bersaglio” degli avvocati di Vasco, dall’altro lato gli stessi accusano gli admin di non fare satira e di “offendere e basta”, senza avere il coraggio di rivelare i nomi di chi ha diffamato il cantante.
E mentre la rete si schiera quasi tutta dalla parte di Nonciclopedia (pagine di supporto su Facebook e trend su Twitter si stanno moltiplicando a vista d’occhio), Vasco e suoi legali premono affinché la gente capisca che il sito “incriminato” non è quel ritrovo di allegri ragazzi satirici come si è sempre detto quanto, piuttosto, un luogo dove le offese e le diffamazioni minano alla reputazione di personaggi famosi e non. Insomma: la “guerra” è appena iniziata e, per il momento, entrambi i “contendenti” non hanno assolutamente intenzione di cedere il passo ai rispettivi avversari! E voi, da che parte state?

Quella che vedete qui sopra è la nuova homepage di Nonciclopedia, equivalente italiano di Uncyclopedia che, da anni, delizia gli utenti con voci enciclopediche “stile” Wikipedia ma con un piglio decisamente goliardico e sarcastico. E, come potete leggere voi stessi, è colpa di Vasco Rossi se il sito, da oggi, chiude ufficialmente i battenti!
Stando a quanto dichiarato dagli admin, Vasco non avrebbe gradito i contenuti sulla sua persona apparsi su Nonciclopedia e, come in passato hanno fatto molti personaggi famosi infastiditi dai contenuti a volte troppo offensivi del sito in questione, ha incaricato il suo avvocato di mandare una email agli amministratori del sito per la rimozione delle parti diffamatorie della pagina dedicata al Blasco. Questi, preoccupati, hanno mandato una mail all’avvocato dicendo che non possono fornire gli IP degli utenti che hanno scritto i contenuti della pagina di Vasco ma che, ovviamente, si son dichiarati pronti a cancellare tutte quelle parti reputate offensive. Ma l’avvocato del “Blasco” non si è fatto sentire e, convinti che fosse una “farsa”, gli admin di Nonciclopedia hanno lasciato correre. Mai errore fu più grave: di li ad un anno, uno degli admin è stato contattato dalla Polizia Postale e, oltre a chiedergli il funzionamento del sito, gli hanno fatto firmare addirittura un verbale!
Uno dopo l’altro, ben tre admin di Nonciclopedia sono stati convocati dalla Polizia Postale e, a causa di ciò, i ragazzi hanno deciso di chiudere il sito per evitare ulteriori beghe legali. La faccenda è alquanto spinosa e sta facendo rapidamente il giro del web perché, quasi sicuramente, ognuno di noi è capitato anche di sfuggita su Nonciclopedia che, per alcuni, era diventata una vera e propria “Mecca” del sarcasmo “Made in Italy”! E fa strano sapere che sia stato proprio Vasco, fautore di tante battaglie sociali, a volere la chiusura di Nonciclopedia…

Fabri Fibra ha rilasciato un’intervista su Rolling Stone in previsione dell’uscita del suo libro “Dietrologia. C’è chi vuole uscire da questo mondo di plastica”. E nelle parole non si è risparmiato su alcuni cantante molti amati in Italia. Per esempio su Ligabue, uno che non capisce di musica ed è considerato erroneamente il Bruce Springsteen italiano:
“Ogni volta che entro in un ipermercato, dopo 10 minuti tra gli scaffali risuona un pezzo di Ligabue. Non conosco nessuno tra quelli che ascoltano Ligabue che capisca di musica. E non è per buttarla addosso a Ligabue, che è uno che lavora duro: il problema è come la gente lo vive: per i fan è il Bruce italiano, e allora poveretto anche lui è chiuso in una gabbia, che si chiede come uscirne. Lui non è seguito perché è figo. E’ seguito perché è capito a differenza di Battiato. Non c’è un cazzo da capire oltre ciò che dice: Cos’ha di rock? E’ un cantautore buono per l’italiano che sogna lo stesso lavoro per cinquant’anni e il posto fisso”
E Vasco Rossi? Con lui è stato meno ‘impetuoso’ (forse):
Continua a leggere: Rolling Stone: Fabri Fibra a ruota libera su Ligabue e Vasco Rossi

Ancora nessuna nuova entrata ai piani alti della classifica album FIMI/GfK di questa settimana, ma c’è qualche piccola scossa di assestamento: Amy Winehouse, per esempio, scavalca Jovanotti e si riporta alla #2 con Back To Black (mentre esce dalla Top-10 con Frank, oggi alla #11).
Montagne russe per le signore della chart: se Gianna Nannini scende con Io E Te (5>10), Lady GaGa (11>9) e Maria Gadu’ (7>5) riprendono invece quota.
Rimangono stabili Zucchero alla #8, Adele alla #6, i Modà alla #4 e…il signore alla #1, naturalmente!
[La classifica fa riferimento alla settimana 34 - dal 22 al 28 Agosto 2011]
L’album più venduto in Italia di questa settimana è…
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