
Conta già importanti adesioni tra gli artisti e le rispettive etichette la Rough Trade con gli The Strokes e i Mystery Jets, la 4AD con i The Big Pink e i TV On The Radio, la Matador Records con i Sonic Youth e la XL Recordings con Vampire Weekend e MIA. Eppure il MusicDNA è un formato destinato da subito a far discutere.
Capace di immagazzinare musica, video, testo, immagini e feed, tutti in un unico file fino a 32Gb di dimensioni, MusicDNA è il formato che promette di rivoluzionare il mercato dell’industria musicale. Come una sorta di widget, potrà essere aggiornato ogni qualvolta l’utente lo desideri con tutte le novità dell’artista prescelto.
Nato dall’esperienza di Dagfinn Bach, padre putativo del primo lettore Mp3, MusicDNA annovera tra gli investitori anche Karlheinz Brandeburg, uno degli inventori del formato Mp3, insieme all’ingegnere italiano Leonardo Chiariglione. Questo gli garantisce una buona qualità audio e, contemporaneamente, un flusso di informazioni che vengono ‘linkate’ al semplice file musicale.
Continua a leggere: MusicDNA contro mp3: ne rimarra solo uno (?)

Giusto pochi giorni fa vi abbiamo mostrato la classifica dei migliori album italiani del 2009 realizzata da Stereogram, oggi invece vi proponiamo quella relativa agli album “stranieri”.
Su Stereogram hanno diviso la classifica in tre post differenti per un totale di 31 posizioni. Fra la 11 e la 31 hanno trovato posto dischi acclamati come ad esempio “Primary Colours” dei The Horrors (30), “Tarot Sport” dei Fuck Buttons (28) o “Logos” del progetto Atlas Sound di Bradford Cox (14).
Nella top10, che vi mostriamo dopo il salto, invece troviamo grandi album come “The Ecstatic” di Mos Def (alla 9), “At The Cut” del compianto Vic Chesnutt (alla 6) e una top 3 piuttosto psichedelica: bronzo per “Embryonic” dei Flaming Lips, argento per “Veckatimest” dei Grizzly Bear e oro per l’immancabile “Merriweather Post Pavillion” degli Animal Collective.
Continua a leggere: I migliori album internazionali del 2009 per Stereogram
Hanno davvero tutto per fare il cosiddetto botto quest’anno i The Big Pink. In primis sono stati inseriti da NME nella lista di quelli che, secondo il magazine made in UK, saranno i gruppi più caldi da tenere d’occhio in questo 2009.
E anche se a volte questo sentirsi predestinato può essere un’arma capace di ritorcersi contro, sembra che Robbie Furze e Milo Cordell abbiano le spalle larghe (anche perché il secondo è il capo della Merok records, una delle label indipendenti più attive nel sottosuolo londinese).
A metà fra gli Spiritualized e gli Stone Roses più scuri e lo shoegaze più melodico dei My Bloody Valentine. Si aspetta il debutto sulla lunga distanza, che arriverà sulla 4AD. Quello in testa al post è il video di Velvet.
L’anno scorso la famosa rivista inglese NME a fine 2007 stilò una lista di “next big things” che, secondo loro, sarebbero diventati grandi nel 2008. Fra i nomi presenti c’erano Foals, Glasvegas, MGMT e Ting Tings, tutti realmente diventate famose, alcune proprio grazie al supporto del magazine.
Quest’anno NME ha fatto una cosa simile, pubblicando la lista degli artisti più “caldi” del 2009. Inutile dire che, visto i precedenti, questa lista è molto utile per capire cosa ci aspetta l’anno prossimo, musicalmente parlando.
Così come può essere utile per fare i “fighi” con gli amici per poi dire mesi dopo “vedi? io questi li ascoltavo già mesi fa!”. Sciocchezze a parte, dopo il salto vi riportiamo alcuni dei nomi presenti sulla lista, cercando di evidenziarne le caratteristiche principali.