Tutti gli articoli con tag Tesori Nascosti

I Tesori Nascosti: Kaos One - Fastidio

pubblicato da zago in: Video Hip hop Italians Do It Better

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Per l’ultima tappa del primo viaggio alla scoperta dei tesori nascosti della musica andiamo a parlare di un genere che abbiamo fino ad ora, ingiustamente, un po’ trascurato: l’hip hop.

Visto che siamo in Italia e si parla di Hip Hop (con le due “h” volutamente maiuscole) non possiamo non parlare di Kaos One. Potevamo citare anche gente come i Sangue Misto o il grande e compianto Joe Cassano ma a quel punto si sarebbe dovuto iniziare un lungo discorso sulla scena hip hop italiana.

“Fastidio”, il debutto solista di Kaos One è probabilmente il più grande album di rap italiano mai realizzato. Uscì nel fatidico 1996, l’anno d’oro del movimento, così come “Neffa & I Messaggeri Della Dopa”, “Contro Gli Estimatori”, “Conflitto” e quello che è forse il più grande successo commerciale di sempre per quanto riguarda il genere: “Così com’è” degli Articolo 31. Dopo il salto trovate la titletrack è tutta la “cattiveria” di Kaos One.

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I Tesori Nascosti: The Blackmen - L'Urlo Negro

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La scorsa settimana ci eravamo lasciati in compagnia dei Il Teatro Degli Orrori e della loro bellissima “La Canzone Di Tom” del 2007. Oggi rimaniamo in Italia ma andiamo indietro di ben quarant’anni, andando a scovare una chicca della musica italiana degli anni ‘60: “L’ Urlo Negro” dei The Blackmen.

Ammetto di essere venuto a conoscenza dei The Blackmen solo grazie alla versione del progetto Mondo Cane (di Mike Patton), ma è stata tanta la sorpresa quando ho scoperto che un pezzo del genere risaliva addirittura al 1967.

“L’ Urlo Negro”, che parlava della schiavitù messa in atto dal popolo bianco, musicalmente e soprattutto vocalmente era molto avanti, con una rabbia veramente difficile da trovare nelle canzoni dell’epoca, non solo italiane ma anche mondiali.

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I Tesori Nascosti: Il Teatro degli Orrori - La Canzone di Tom

pubblicato da zago in: Video Rock Italians Do It Better

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Il nostro (primo) viaggio alla scoperta dei tesori nascosti della musica sta lentamente terminando: oggi abbandoniamo la Polonia per tornare in Italia per le ultime tappe. Ci fermiamo in veneto in compagnia dei Il Teatro Degli Orrori.

Nel 2005 alcuni componenti di One Dimensional Man e Super Elastic Bubble Plastic formano la band e due anni dopo danno alla luce l’album di debutto: “Dell’ Impero Delle Tenebre” in cui confluiscono perfettamente rock italiano e le lezioni di band come Jesus Lizard e Melvins.

“Dell’ Impero Delle Tenebre” per chi vi scrive fu il miglior album italiano del 2007, un album diretto e tirato ma che regala il momento migliore in una ballata: “La Canzone Di Tom”, senza ombra di dubbio una delle più belle canzoni italiane degli ultimi dieci anni. Il Teatro Degli Orrori sono presenti anche nell’ operazione “Il Paese è Reale“. Dopo il salto trovate il video di “La Canzone Di Tom”.

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I Tesori Nascosti: David Lynch & Chrysta Bell - Polish Poem

pubblicato da zago in: Video Musica e Cinema

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Il nostro viaggio alla scoperta dei tesori nascosti continua abbandonando la scandinavia e facendo rotta verso sud in Polonia. Una tappa immaginaria, non reale, onirica, infatti i due artisti in questione sono americani e sono David Lynch e Chrysta Bell.

Il primo è uno dei registi più acclamati di sempre, suoi capolavori (difficile sceglierne due) come “The Straight Story” e “Mulholland Dr.” senza dimenticare l’immortale serie televisiva “Twin Peaks“, la seconda è una cantante della quale è veramente difficile trovare qualche informazione discografica. Perchè la Polonia allora?

Semplice, perchè il pezzo che andiamo a presentare è intitolato “Polish Poem” e fa parte della colonna di “Inland Empire“, l’ultimo film di David Lynch (2006), in parte ambientato in Polonia. Pezzo veramente bello che si adatta perfettamente all’atmosfera surreale del film e aiuta ad immergersi nel viaggio visivo e mentale che è “Inland Empire”. Dopo il salto trovate il video della canzone in versione “standard” e in quella della scena finale del film (chi non si vuole rovinare il finale è avvisato).

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I Tesori Nascosti: Ulver - Bergtatt - Ind i Fjeldkamrene e The Future Sound Of Music

pubblicato da zago in: Elettronica Metal Experimental Ambient

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Concludiamo il nostro viaggio nei freddi boschi scandinavi chiudendo la triade “metallica” abbandonando la Svezia e spostandoci in Norvegia, in compagnia degli Ulver.

Gli Ulver sono una delle band con la discografia più caleidoscopica e multiforme di sempre. I lupi (Ulver in norvegese) hanno iniziato la loro carriera con “Bergtatt - Et Eeventyr i 5 Capitler” del 1994, album fondamentale per tutto il black metal più d’atmosfera e per il folk metal. L’anno successivo uscirono con “Kveldssanger”, decisamente spostato verso il (neo)folk.

Poi nel 2000 la svolta. Via le chitarre e il growl, dentro l’elettronica e la musica ambient: Il risultato fu “Perdition City”, ancora volta un capolavoro. Da allora hanno continuato a rimanere sulle sonorità di “Perdition City” (seppur con le dovute variazioni), fino all’ultimo e ottimo “Shadows of the Sun” del 2007. Noi ci andiamo a sentire “Bergtatt - Ind i Fjeldkamrene” tratta dal primo album. Per chi volesse ammirare il cambio stilistico subito dopo trovate anche “The Future Sound Of Music” tratta da “Perdition City”.

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I Tesori Nascosti: Meshuggah - Bleed

pubblicato da zago in: Metal Experimental Hard & Heavy

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Il nostro viaggio alla scoperta dei tesori nascosti della musica ha messo le radici in scandinavia, infatti siamo ancora in Svezia rimanendo su territori decisamente “heavy”: dopo i Cult Of Luna, oggi è il turno dei Meshuggah.

I Meshuggah sono una delle band metal più importanti degli ultimi vent’anni. Gli svedesi sono stati fra i primi a mischiare sapientemente la tecnica tipica del progressive metal con i suoni del metal più estremo utilizzando spesso e volentieri complesse metriche dispari tanto da essere spesso etichettati come “math-metal“.

Tutto questo tecnicismo e questa ricerca sonora però non va a ledere minimamente la pura brutalità dei Meshuggah. Un esempio perfetto è “Bleed”, canzone tratta dall’ultimo e consigliatissimo (come gli altri album del resto) “obZen” del 2008. Un muro invalicabile di una potenza impetuosa e inarrestabile.

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I Tesori Nascosti: Cult Of Luna - Leave Me Here

pubblicato da zago in: Video Metal Experimental Hard & Heavy

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Riprendiamo dopo la pausa sanremese il nostro viaggio alla scoperta dei tesori nascosti della musica. Vi avevamo lasciati in Inghilterra in compagnia dei Death In June, ora ci spostiamo in scandinavia per immergerci nel mondo dei Cult Of Luna.

Attivi da più di dieci anni, gli svedesi Cult Of Luna hanno una discografia qualitativamente impeccabile: cinque album in studio tutti di ottima fattura. Il grande salto però l’hanno fatto solo nel 2004 con l’album “Salvation” in cui confluivano perfettamente elementi sludge metal, hardcore e post-rock.

Il sound dei Cult Of Luna, che qualcuno ha etichettato come post-core apocalittico, è un alternarsi di (apparente) tranquillità e pure esplosioni sonore. Ingredienti che troviamo anche nell’ultimo e bellissimo “Eternal Kingdom”, uno dei migliori lavori del 2008. Noi però torniamo ai tempi di “Salvation” e ci guardiamo il video di “Leave Me Here”

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I Tesori Nascosti : Death In June - Rose Clouds Of Holocaust

pubblicato da zago in: Rock Experimental Dark Industrial

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Rimaniamo in Inghilterra e continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei tesori nascosti della musica con uno dei gruppi più ambigui, controversi e discussi di sempre : i Death In June.

I problemi dei Death In June, che da sempre ruotano attorno alla misteriosa figura del loro leader Douglas P., derivano soprattutto da presunte ideologie filonaziste e dall’ uso di simbologie esoteriche. Ma a noi interessa solo il lato prettamente musicale e in questo caso va riconosciuto il valore oggettivo dei Death In June i quali hanno influenzato generazioni di muicisti dando vita (assieme a Current 93 e ai Sol Invictus dell’ex D.I.J. Tony Wakeford) a veri e propri nuovi generi come il “Neofolk” o il “folk apocalittico”.

Dopo dieci anni passati fra post-punk,dark e industrial, con il capolavoro del 1992 “But, What Ends When the Symbols Shatter?” (ascoltatevi la title-track) la band aggiunge al loro sound anche la fondamentale componente folk. L’esempio massimo del movimento “Neofolk” è “Rose Clouds Of Holocaust” tratta dall’omonimo album del 1995.

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I Tesori Nascosti : Squarepusher - Come On My Selector

pubblicato da zago in: Elettronica Experimental

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Spostiamoci di poco verso ovest, dall’ Inghilterra al Galles. Dopo il post-rock dalle tinte elettroniche dei 65daysofstatic continuiamo il nostro viaggio alla ricerca dei tesori nascosti spostandoci ancora di più verso territori digitali, in compagnia di Squarepusher.

Squarepusher è in realtà il nome d’arte di Thomas Jenkinson, musicista gallese da anni nome di punta della scena elettronica mondiale che, come il suo “amico” Aphex Twin, esce su Warp Records e proprio come Aphex è esponente del movimento drill and bass. Thomas/Squarepusher in più è anche un ottimo bassista e ciò si riflette anche sulla musica, infatti, a differenza di Aphex Twin, Squarepusher ha una una componente quasi “jazz” in alcuni momenti.

Siccome i paragoni con il grande Aphex Twin non possono finire qui, quello che ci andiamo a vedere è un video diretto da Chris Cunningham, il regista-genio che in passato ha diretto fra gli altri “Come To Daddy” di Aphex Twin (oltre che Portishead, Björk, Leftfield e il pezzo più bello di Madonna : “Frozen”). La canzone è “Come on My Selector” e il video è veramente da vedere.

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I Tesori Nascosti : 65daysofstatic - Radio Protector

pubblicato da zago in: Rock Elettronica Experimental

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Questa settimana rimaniamo in Inghilterra ma facciamo un balzo verso nord e verso il futuro, da Northampton andiamo verso Sheffield, città natale dei 65daysofstatic.

I 65daysofstatic sono piuttosto indefinibili e sono autori di un tipo di musica riconducibile esclusivamente a loro stessi. Le influenze però non mancano : il post-rock strumentale dei fondamentali Mogwai e l’elettronica meno convenzionale di Aphex Twin. Tre album in studio all’attivo : The Fall of Math (con l’ottima Retreat! Retreat!), One Time for All Time e The Destruction of Small Ideas.

Da “One Time for All Time” del 2005 ci andiamo a vedere il video di “Radio Protector”, uno dei pezzi più “dolci” della band inglese, costruito attorno ad uno strumento insolito per una band rock : il pianoforte/tastiera. Un crescendo da brividi che live ha ancora più fascino.

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