
La gente smetterà di comprare i CD: smetteranno di essere prodotti e venduti, quindi sto cercando nuovi modi per far arrivare la musica alle persone e le app al momento sembrano essere il migliore. L’app è il nuovo formato.
Parola di Sting che, in un’intervista al magazine Billboard spiega così il motivo per cui ha deciso di festeggiare i suoi venticinque anni di carriera solista (e i sessant’anni di età) con una retrospettiva in doppio formato. Da un lato quello ‘fisico’ con un cofanetto -intitolato appunto “25 years” - e il CD “Best of 25 Years” (in due versioni) con i maggiori successi. Dall’altro una app gratuita (questo il link per scaricarla) per iPad contenente interviste, foto, articoli, testi, immagini e filmati live. Ecco come la racconta lui stesso:
E’ in gran parte retrospettiva, ma è molto completa e può anche essere costantemente aggiornata, quindi non è qualcosa di statico. E’ piuttosto organica. Non sono un nostalgico. Credo che la nostalgia sia una sorta di malattia. Tuttavia, ho pensato che l’essere sopravvissuto 25 anni ai Police sia una quantità considerevole di tempo, e penso meritasse di essere riconosciuta come tale.
L’app è stata una bella occasione per guardare indietro e chiedersi: ‘Ok, hai fatto un buon lavoro?’ e rispondermi: ‘Sì’, ed esserne fiero. Ho avuto un notevole successo in questi 25 anni e quello che ho scelto di fare ha largamente coinciso con il gusto popolare, anche se il mio istinto mi portava a fare solo quello che volevo e ciò che mi interessava. Quindi direi che non ho proprio nulla di cui lamentarmi.
Dopo il salto, trovate le tracklist della versione CD e doppio CD di “Best of 25 Years”

Sarà che in tempi di ‘magra’ l’industria discografica e i grandi nomi devono battere cassa per risollevare un po’ i bilanci di fine anno, ma la quantità di ristampe annunciate nell’ultimo mese ha qualcosa di inquietante. Almeno (e questo va detto) sono pubblicazioni di gran qualità: non dei semplici ‘best-of’, ma edizioni complete e curatissime strapiene di materiale inedito. Il prezzo è proporzionale al contenuto, non aspettatevi regali.
Iniziamo a darvi notizia di “Sting: 25 Years - The Definitive Box Set Collection” il box che sarà pubblicato in tutto il mondo il 26 settembre 2011. Tre CD per un totale di 45 brani rimasterizzati e scelti personalmente da Sting che coprono l’intera discografia solista, dal suo esordio del 1985. “Rough, Raw & Unreleased: Live At Irving Plaza” il DVD inedito con 10 dei brani suonati a New York City durante l’ultima notte del Tour di “Broken Music” e un libro fotografico con i testi delle canzoni, commenti personali e un’introduzione scritta dallo stesso Sting.
Il prossimo 14 novembre sarà invece nei negozi “Quadrophenia: The Director’s Cut’ boxset”: la nuova edizione della monumentale ‘opera rock’, capolavoro degli Who, voluta proprio dal loro chitarrista e frontman Pete Townshend dopo il buon risultato live ottenuto alla Royal Albert Hall nel 2010 quando la band ha riproposto l’album per la “Teenage Cancer Trust”. La nuova edizione includerà versioni demo mai pubblicate, un DVD con otto tracce in audio 5.1, un libro rivestito da una copertina telata con note personali, inediti, fotografie e altre memorabilia che verranno svelate nei prossimi mesi. L’album sarà anche ripubblicato in doppio vinile, doppio digi-pak e in versione digitale.
Sting ha definitivamente messo una pietra sopra sui Police, dichiarando che la storica band non verrà mai più riformata.
«La live reunion del 2007 è stata semplicemente un esercizio di nostalgia per il trentesimo anniversario della nascita dei Police», spiega il cantautore. «Sentivo che fosse il momento giusto per farlo, e avevo ragione. Ma non è stato facile, e non lo farò di nuovo. E non ne ho bisogno».
Sting ha poi approfondito l’argomento, precisando: «[Nella reunion] non si è visto niente di nuovo. Nessuna nuova canzone, nessuna nuova energia, nessun desiderio di ricominciare come una vera band. La gente ha reagito ai Police come se mamma e papà separati fossero tornati insieme, si poteva vedere quel tipo di emozione nel pubblico. Ma in fondo chi vuole suonare live con la moglie da cui ha divorziato?».
Sting è attualmente impegnato in un tour per la promozione di Symphonicities, un nuovo album contenente rivisitazioni orchestrali dei suoi brani più celebri, in usvita il prossimo 19 luglio.
via | Spinner

Negli Stati Uniti dovranno aspettare il prossimo 6 luglio, mentre da noi il suo nuovo album “Flesh Tone” è già uscito da qualche giorno e Kelis inizia a promuoverlo con video e apparizioni negli show televisivi.
Uno dei più noti in Inghilterra è il Later… with Jools Holland, una specie di spin-off di un’altra trasmissione molto celebre che è stata il “The Late Show”, sempre sulla BBC. Jools Holland è un pianista, cantante e compositore (ha collaborato tra gli altri con Sting, Eric Clapton, The Who, David Gilmour dei Pink Floyd e Bono degli U2) che dal 1992 ospita in qualità di presentatore il meglio della musica in circolazione.
Durante l’ultima puntata, era presente proprio Kelis che accompagnata al piano dallo stesso Holland ha eseguito una sua versione di un classico che più classico non si può: la famosissima “Sweet Dreams” degli Eurythmics. Trovate il video dell’esibizione dopo il salto.
Continua a leggere: Kelis e la cover di "Sweet Dreams" degli Eurythmics con Jools Holland
A pochi giorni di distanza dall’annuncio del suo nuovo, atipico progetto discografico, Sting ci comunica attraverso il suo sito ufficiale che per l’autunno ha fissato tre appuntamenti dal vivo con il suo fedelissimo pubblico italiano, e naturalmente con tutti coloro che vogliono ammirarlo nell’insolita veste di direttore d’orchestra.
Il 25 ottobre al Teatro Verdi di Firenze, il 2 novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano e il 10 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, infatti, l’ex Police rileggerà in chiave sinfonica tutti i suoi più grandi successi per celebrare la sua incredibile carriera e, ovviamente, per sostenere il suo nuovo disco “Symphonicities”, previsto in uscita per luglio.
Per tutti gli aggiornamenti sulla prevendita dei biglietti, che partirà il prossimo 28 maggio, vi rimandiamo alla relativa pagina del sito ufficiale di Sting.

Dimenticate questa versione di Sting rock’n'roll. Il cantante col passare del tempo e degli album diventa sempre più introspettivo affacciandosi ad un tipo di musica che risulta essere più intimista.
Per il suo nuovo album (in uscita a luglio) che porta il nome di “Symphonicities”, l’ex dei Police ha ben pensato di chiedere l’aiuto della Royal Philharmonic Concert Orchestra, diretta da Steven Mercurio, al fine di reinterpretare in chiave classica/sinfonica alcuni dei suoi più grandi successi come “Every little thing she does is magic” e “Roxanne”. Ecco cosa dice l’artista in merito alle sue nuove idee musicali:
“Avere a disposizione un così ampio spettro di colori per dare una nuova veste ai brani è indubbiamente eccitante”.
Intanto fa sapere che il due di luglio partirà da Vancouver col suo nuovo tour.
“Sto già pensando a come reinventare dal vivo le canzoni che sono stati i veri e propri pilastri della mia carriera”.
Molto coraggioso il nostro Sting. Chissà se lo rivedremo più indossare “i panni commerciali”?!
Ultimamente “Don’t Stop Believin’” si sta facendo riascoltare, ottenendo molto successo, grazie a quelli di Glee.
In questa occasione a riproporci il brano sono Lady Gaga, Sting, Debbie Harry, Elton John, Dame Shirley Bassey e Bruce Springsteen. Vi proponiamo il video (amatoriale) dell’esibizione qui in alto.
Il rumore di sottofondo non permette di apprezzare al meglio le voci degli artisti coinvolti nella performance ma ad ogni modo si riesce a capire abbastanza. Date uno sguardo alla clip e diteci se vi è piaciuto questo sestetto d’eccezione. Da notare l’ennesimo outfit strambo di Germanotta.
Secondo quanto riportato dal famoso sito americano di news “Huffington Post”, Sting si sarebbe dichiarato apertamente favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere (marijuana, in questo caso) per una serie molteplice di fattori, dal riutilizzo a fin di bene delle tasse raccolte in questo modo alla revisione delle leggi che, secondo il musicista britannico, violano inequivocabilmente i diritti fondamentali degli individui:
“La guerra contro le droghe ha fallito e le persone che hanno veramente bisogno di aiuto non possono averlo come neanche chi ha la necessità di utilizzare la marijuana come medicinale per curare una malattia. Stiamo spendendo migliaia di milioni, riempiendo le carceri di delinquenti non violenti e sacrificando le nostre libertà fondamentali. Legalizziamo la marijuana e utilizziamo i soldi raccolti in questo modo per contrastare la povertà e il riscaldamento globale.
Le libertà civili sono state calpestate. L’applicazione della legge è stata militarizzata. Centinaia di migliaia di milioni di dollari, che avrebbero potuto debellare epidemie e carestie, sono stati sperperati. Le persone che hanno bisogno di aiuto attraverso le droghe sono state trattate come delinquenti. Tutto questo nel silenzio più assoluto, mentre diminuiscono significativamente le risorse per combattere il crimine.”
via | Huffington Post

Difficile esprimere il proprio talento se alle spalle c’è una figura importante. Si viene spesso tacciati di ricevere favoritismi anche involontari, solo a causa del cognome che si porta. Vale in tutte le discipline e a tutti i livelli, ma in campo artistico la cosa diventa motivo di polemiche: visto che non è certo il DNA a regalare inventiva e creatività, la diffidenza è molta.
Se poi i cognomi in questione sono due di quelli che hanno cambiato la Storia della Musica, allora riesce difficile anche solo immaginare il livello di pressione (ma anche di benefici) che si deve sostenere. Che James McCartney (figlio di ‘un certo’ Paul, baronetto e membro di quel gruppo il cui nome storpiò quello degli scarafaggi) stia lavorando alla sua musica, è noto da anni, anche se, fino ad oggi, non ha pubblicato mai nulla.
Fino ad oggi, appunto, perché pare che James, figlio di Paul e la compianta Linda, stia per far uscire il suo album d’esordio (alla tenera età di 33 anni). Dopo alcune comparsate col padre e dei live con lo pseudonimo di “Light”, arriveranno un disco e il primo vero tour solista. Canzoni originali e musica ispirata ai Nirvana, ai Cure, a PJ Harvey, ai Radiohead e -ovviamente- ai Beatles. Prima data: il 25 febbraio a -chi l’avrebbe mai immaginato?- Liverpool.
Dopo l’annuncio della presenza allo show “Hope for Haiti” che sarà trasmesso in Italia da Mtv il prossimo 22 gennaio, Bono Vox ha dichiarato di essere al lavoro su un brano inedito, scritto a quattro mani con Jay-Z, per raccogliere ulteriori fondi.
Molti altri artisti si stanno mobilitando per utilizzare la loro popolarità a fini benefici. Lady GaGa devolverà l’incasso di biglietti, merchandise e acquisti via web in occasione del suo show al New York City’s Radio City Music Hall previsto per il 24 gennaio. In più c’è una t-shirt in edizione limitata, creata per l’occasione che è possibile acquistare per supportare la causa.
I Mogwai -la storica band post-rock- hanno invece deciso di mettere all’asta il piano utilizzato durante il tour mondiale 2006-2007, oltre a una serie di poster e album in vinile. Potete acquistarli qui. Il ricavato andrà alla Oxfam e a Medici Senza Frontiere.