
A prescindere da come la pensiate in merito a coppie di fatto, adozioni e maternità ‘in prestito’, la notizia sta avendo un gran risalto, visto che ‘incrocia’ due nomi decisamente importanti dell’universo musicale. E’ nata infatti Viva Katherine Wainwright Cohen. Rileggete gli ultimi due cognomi, stupitevi e poi iniziamo a spiegare il tutto.
Rufus Wainwright e il fidanzato Jorn Weisbrodt volevano un figlio e hanno chiesto la disponibilità a Lorca Cohen, amica d’infanzia di Rufus e figlia della leggenda vivente, il grandissimo cantautore, scrittore e poeta Leonard Cohen. Detto fatto: a breve distanza dalla decisione, la gestazione e poi la nascita, avvenuta lo scorso 2 febbraio a Los Angels.
Wainwright ha atteso un po’ prima di dare la notizia sul suo sito, dove specifica che Jorn Weisbrodt è il ‘deputy dad’ (una sorta di ‘padre in seconda’) e che - diversamente da come riportato in molti articoli - la mamma non è la ’surrogata’, ma a tutti gli effetti, uno dei due genitori. Inoltre ha commentato lo stato di salute della bimba con queste parole: “L’angioletto è evidentemente in forma, presumibilmente felice e sicuramente davvero bellissima”. E’ l’inizio di una nuova ‘dinastia’ musicale?

Sesto album in studio per Rufus Wainwright, il cantautore canadese che aveva pubblicato il suo ultimo lavoro “Release the Stars” tre anni fa, nel 2007. Dodici tracce che arriveranno nei negozi il 23 marzo in Canada, il 5 aprile nel Regno Unito (e, presumibilmente nel resto d’Europa) e il 20 aprile negli Stati Uniti.
L’ispirazione per questo nuovo “All Days Are Nights: Songs for Lulu”, arriva da due fonti ben distinte. La prima è Shakespeare. Il titolo è infatti nei due versi che chiudono il Sonetto 43 del ‘bardo di Stratford-upon-Avon’ (”All days are nights to see till I see thee…”). Dubbio invece il riferimento alla “Lulu” a cui questi brani sarebbero dedicati. Wainwright sostiene di aver pensato a Louise Brooks, famosa attrice del cinema muto, protagonista del film “Pandora’s Box”.
La seconda fonte di ispirazione è -purtroppo- il triste episodio della morte della madre, la cantante folk Kate McGarrigle, scomparsa a causa di un cancro lo scorso gennaio. Il forte legame di Rufus con la famiglia non è mai stato un mistero per nessuno: a partire dal padre Loudon Wainwright III, celebre cantautore, fino al rapporto con la sorella Martha (anche lei musicista), l’ambiente familiare ha caratterizzato scelte e carriera di Wainwright fin dagli esordi.
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Rufus Wainwright è già al lavoro per A Not So Silent Night il suo concerto di Natale. Ospiti confermati quest’anno sono Boy George, Ed Harcourt and Guy Garvey degli Elbow. La sede è la prestigiosissima Royal Albert Hall e Wainwright ha dichiarato di volerla trattare come una specie di ’salotto’: un posto dove salire e scendere dal palco per esibirsi insieme a amici e parenti.
Non a caso si parla di famiglie e parenti: oltre a quelle degli ospiti, è nuovamente prevista anche la presenza di Martha Wainwright, musicista e sorella del cantautore e, soprattutto, della madre di entrambi, Kate McGarrigle.
Moglie del cantautore Loudon Wainwright III (dal quale è separata) e membro dell’ Order of Canada, la McGarrigle ha creato una fondazione che si occupa di raccogliere fondi per la lotta al Cancro. Gli incassi della serata saranno devoluti proprio alla causa. Insomma: un’occasione prestigiosa e importante per trascorrere una serata orchestrata da Rufus Wainwright, in compagnia di una famiglia di talenti e di ospiti. Il 9 dicembre, a Londra.
La scorsa settimana avete votato veramente in tanti per incoronare la migliore cover di “Impressioni Di Settembre“, scegliendo la versione dei Marlene Kuntz. Oggi la nostra rubrica “Cover Story” parla di un’ altra delle più belle (e coverizzate) canzoni di sempre: “Hallelujah”
La versione originale della canzone è del grande Leonard Cohen che la inserì nell’album “Various Positions” ma sicuramente la versione più famosa è quella dell’ immenso Jeff Buckley, una delle tante perle contenute nel suo capolavoro “Grace” del 1994.
Il risultato del sondaggio quindi potrebbe sembrare scontato, ma per correttezza vi proponiamo altre sei cover oltre a quella di Jeff: quella di John Cale (Velvet Underground) contenuta in “I’m Your Fan”, album tributo a Leonard Cohen, quella di Rufus Wainwright per la colonna sonora di Shrek, quella rock e epica dei Pain Of Salvation, quella a cappella di Imogen Heap, quella di
Alexandra Burke, ultima vincitrice di X factor UK e quella della nostra Elisa, contenuta in “Lotus”. A voi la scelta.
Il nuovo album di Marianne Faithfull “Easy Come, Easy Go”, in uscita a novembre, si annuncia spettacolare e già di culto. 18 canzoni (10 nella versione CD singolo, + 8 nell’edizione Deluxe) scritte da alcuni tra i più significativi autori degli ultimi 60 anni, spesso eseguite in duetto con personaggi da leggenda per hype e per talento.
Con lei appaiono infatti, tra gli altri, Nick Cave, Antony, Rufus Wainwright, Cat Power, Jarvis Cocker, Sean Lennon, senza dimenticare il vecchio amico Keith Richards (la Faithfull negli anni Sessanta è stata la più chiacchierata groupie dei Rolling Stones, nonché inquieta compagna di Mick Jagger).
La bella discendente del barone Von Masoch ha avuto infatti una vita molto più che spericolata. Molti suoi amici e compagni d’avventura hanno pagato caro la sregolatezza e gli eccessi degli anni “Sex, Drugs & Rock ‘n’ Roll”. Lei in qualche modo è una sopravvissuta. Le ultime notizie sulla sua salute non erano affatto buone (l’ultimo tour di qualche mese fa fu annullato improvvisamente). La signora però è di nuovo pronta a ripartire.
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Sono usciti in contemporanea il cd doppio e il dvd che documentano un esperimento musicale unico nel suo genere per rigore e culto della memoria. Si tratta di due concerti tenuti dal raffinato folksinger canadese Rufus Wainwright nel 2006, il primo a New York, il secondo a Londra. Entrambi sono, a loro volta, la ricostruzione “filologica” e completa di un concerto epocale: quello tenuto da Judy Garland nel 1961 alla Carnegie Hall di New York.
Per omaggiare la tormentata star americana degli anni ‘50 e ‘60 - madre putativa di tutte le icone gay e madre naturale di Liza Minnelli, talentuosa, tormentata e icona a sua volta - Rufus Wainwright ha scelto dunque il modo più devozionale e originale. In effetti, sia il supporto audio “Rufus Does Judy at Carnegie Hall”, sia il dvd (”Rufus! Rufus! Rufus! Does Judy! Judy! Judy! Live at the London Palladium”) trasudano ammirazione, divertimento, gayezza e amore per il periodo d’oro dello swing e del musical.
Molte famose torch song americane sono riproposte in tutto il loro splendore grazie alla presenza di un’orchestra sinfonica e a un Rufus gigione, divertito e particolarmente in forma dal punto di vista vocale. Come spesso succede con l’autore di “Want One” e “Want Two”, non mancano inoltre le collaborazioni familiari: in questo caso la sorella Martha Wainwright e la madre Kate McGarrigle, che duettano in due brani.
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