
Pronta la data di uscita (che, ve lo ricordiamo, è fissata per il 30 di agosto), le prime date del tour in Giappone (Osaka e Tokyo), il primo singolo annunciato (“The Adventures Of Raindance Maggie” atteso per il 18 luglio): tutte le carte in regola perché quello dei Red Hot Chili Peppers sia un ritorno eclatante.
Le certezze (Rick Rubin ancora una volta dietro il mixer, in studio) e le nuove conferme come la presenza di Josh Klinghoffer perfettamente integrato nella band, protagonista di un apporto notevole alla scrittura dei pezzi. Mancano le prime note, ovviamente (perché non un video-trailer come vuole la moda imperante?), ma arriva la scaletta. Dopo il salto, trovate la tracklist di “I’m With You”. I brani sono 14 (dopo una cernita dei 20 provinati) e non vediamo l’ora di ascoltarli tutti.
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I colleghi dell’autorevole emittente radiofonica britannica BBC Music 6 hanno indetto un sondaggio per capire, assieme ai propri ascoltatori, quale sia stato il migliore chitarrista che si sia affacciato sulla scena rock internazionale in questi ultimi tre decenni: ebbene, ad aver raccolto il maggior numero di preferenze dopo diverse settimane di votazioni è stato John Frusciante, il chitarrista storico dei Red Hot Chili Peppers uscito nuovamente dal gruppo nel 2008.
Il buon vecchio John è riuscito così a spuntarla su artisti del calibro di Slash (ex Guns N’ Roses), Matt Bellamy (Muse), Johnny Marr (The Smiths) e Tom Morello (Rage Against the Machine ed Audioslave).
Complimentandoci quindi con lui per aver conseguito questo speciale riconoscimento, vi lasciamo ad un sontuoso ed ipnotico assolo di Frusciante filmato al tempo in cui militava ancora nei RHCP.
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I Pixies continuano a far parlare di loro proponendo i brani della loro carriera che hanno fatto la storia dell’indie rock. In un recente live per beneficenza Winston’s Village Black Francis e soci (tranne Kim Deal) hanno invitato sul palco una serie di amici musicisti per reinterpretare alcuni classici della loro discografia.
Organizzato da Violet Clark, moglie e collaboratrice del leader dei Pixies (insieme anche artisticamente nel progetto Grand Duchy), lo show che si è tenuto al L.A.’s Echoplex ha visto avvicendarsi sul palco nomi del calibro di Flea dei Red Hot Chili Peppers (e recente bassista con il supergruppo di Thom Yorke), Tenacious D e una delle figure più assurde e dissacranti del pop degli ultimi trent’anni.
Weird Al Yankovic, noto per le cover con cui ha sbeffeggiato da sempre il mondo della musica, è salito sul palco per interpretare “I bleed”. Il risultato lo vedete (e sentite!) nel video che precede il post. Gli altri due featuring sono dopo il salto, insieme alla locandina dell’evento.
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Allora, ricapitoliamo. Flea suona con Thom Yorke. Sì. Anche Greenwood? Sì, ma solo nei Radiohead. Quindi Flea non suona con Greenwood! Sì. Come sì? Sì, e tutti e due suonano con Brian Ferry. Quello dei Roxy Music? Proprio lui.
Dall’ultimo disco di Brian Ferry (quinto nella classifica inglese) sono passati due anni e, l’ex (?) leader dei Roxy Music è al lavoro sul successore di “Dylanesque”. L’album è previsto per l’estate del prossimo anno, ma stanno già trapelando indiscrezioni. La più interessante riguarda le collaborazioni previste. Saranno in studio Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers e, recentemente, del progetto solista di Thom Yorke e Jonny Greenwood, il chitarrista dei Radiohead.
Insieme a loro, probabilmente per produrre l’album, Ferry ha convocato anche Nile Rodgers, il produttore preferito, tra gli altri, di David Bowie, Depeche Mode e Duran Duran.
Scusa ma Flea non suona con i Red Hot Chili Peppers? Sì, anche. E loro suonano con Brian Ferry? No, ci suona solo lui. E con i Radiohead chi ci suona? Lascia perdere..

Le cose iniziano a muoversi. I Red Hot Chili Peppers hanno annunciato il loro primo concerto insieme dai tempi della loro momentanea ’separazione’ dell’anno scorso. La data è il 29 gennaio del prossimo anno, l’occasione è un live tributo a Neil Young per premiare le sue attività benefiche.
“MusiCares 2010″ è un gigantesco concerto in onore del cantautore canadese, che vedrà protagonisti gli Wilco, Norah Jones, James Taylor e moltissimi altri artisti, tutti presenti per omaggiare un idolo della loro formazione musicale. Curiosa anche la partecipazione dei RHCP in questo contesto, anche se Frusciante (soprattutto nel suo “Smile From The Streets You Hold”) non ha mai fatto mistero della sua passione per il rock e il folk ‘d’annata’.
Intanto, mentre Flea è impegnato nel progetto solista di Thom Yorke, Chad Smith, il batterista dei Peppers, ha recentemente confermato che la band è effettivamente al lavoro sul seguito di “Stadium Arcadium” e che il disco dovrebbe vedere la luce proprio l’anno prossimo. Riserbo assoluto sulla data e su ulteriori informazioni.
I videogiochi sono entrati di recente a far parte di quelli che sono i modelli visivi a cui i videomakers musicali prediligono attingere.
Il video “Californication” (2000) dei Red Hot Chili Peppers narra le gesta dei componenti della band californiana, trasformati in alter ego digitali. Durante il video, i personaggi digitali si troveranno alle prese con missioni e peripezie tipiche dei videogames come superare ostacoli, ricercare oggetti e sconfiggere temibili avversari.
Il risultato è un videoclip sicuramente divertente e godibile.

Erano i primi anni novanta e, il collante che aveva legato stili e sonorità nei decenni precedenti (escludendo gli ’80, vittime della rivoluzione punk) tornava alla ribalta: neri che “indurivano” il loro funk sound e bianchi che aggiungevano funk al metal, il termine crossover riappariva nel mondo musicale ad indicare questo strano incrocio di stili e di culture.
I gruppi da citare sarebbero parecchi, ma io ve ne riporto solo tre: Red Hot Chili Peppers, Living Colour e Primus rappresentano bene questa fase. I primi sono stati i più diretti e, in fin dei conti, quelli che hanno sfruttato maggiormente il fenomeno (con una coda che arriva ai giorni nostri). La band di Vernon Reid (era il chitarrista ma anche il vero leader dei Living Colour) è stata quella più tecnica: grandi “turnisti”, ritmiche incredibili e un disco, Stain che resta a tuttoggi un album devastante. I Primus sono stati qualcosa di unico (con i bassisti estasiati dai prodigi di Claypool): musica contorta, articolata al punto da risultare incomprensibile ma con virtuosismi tali da meritare l’ acquisto di ogni nuovo disco.
Questo sommario riassunto solo perché volevo segnalarvi una band troppo spesso dimenticata, capostipiti del genere e molto di più: Bad Brains, Washington D.C. entrano in scena nel 1978 per pubblicare, 4 anni dopo, il primo album omonimo. Reggae e punk veloce (il termine hardcore lo stavano ancora confezionando) interpretato da quattro afroamericani con i controattributi (niente battute). Ballate dure e metalliche che si perdono in ritmi dub e downtempo per poi aggredirti con rabbia. Ascoltatevi (vedetevi) I Against I (1986) o il Live (1988) e sarete costretti a ringraziarmi …