Personaggio contraddittorio, fortemente legato a una sessualità che tiene sempre conto in misura uguale della componente maschile e femminile, pioniera dell’electroclash e allo stesso tempo innamorata tanto del soul anni ‘70 quanto delle melodie più infantili, Peaches è una delle musiciste più singolari arrivate al successo negli ultimi anni.
Canadese, nata a Toronto (dove per un periodo ha diviso una stanza con Feist), Merrill Beth Nisker - questo il suo vero nome - ha lavorato per lungo tempo come insegnante di musica e recitazione in una scuola elementare. Suona tutti gli strumenti (anche se nel 2006 ha fondato i Peaches & the Herms: la formazione che l’accompagna dal vivo), produce i suoi album e ha lavorato con tantissimi musicisti dalla provenienza più disparata.
Da Pink a Josh Homme, da Beth Ditto a Feist fino alle Chicks on Speed: quella di cui celebriamo il compleanno oggi è un’artista abile nel riconoscere le potenzialità di una collaborazione per far funzionare un brano. Non è un caso che cinema e televisione abbiano spesso attinto alla sua discografia per sigle o colonne sonore. Un approccio aperto e propositivo che rimanda anche alla sua opinione sulle questioni di genere: “c’è così tanto di maschile e di femminile in ciascuno di noi” ed è impossibile non ritrovare nelle sue canzoni e nei suoi live la stessa attitudine.

Dell’uscita del nuovo album degli R.E.M. vi abbiamo parlato alla fine di settembre: al momento erano poche le indiscrezioni, ora invece si conosce il titolo (”Collapse Into Now”), l’uscita (i primi mesi del 2011) e una serie di featuring che andranno a impreziosire (o almeno speriamo) il prossimo lavoro in studio per la band di Athens.
I tre nomi ufficializzati sono Eddie Vedder (cantante e leader dei Pearl Jam), Patti Smith e Peaches. Un trio delle meraviglie che, come il bassista Mike Mills ha dichiarato a Spin, è stato cercato per rendere l’atmosfera delle canzoni più diversificata possibile. Un disco in forte contrasto con “Accelerate”, che invece partiva dall’esigenza di realizzare brani brevi e di impatto immediato.
Volevamo aggiungere varietà e non limitarci a una sola tipologia di canzone. Ci sono alcuni bellissimi brani molto lenti, altri sono dei mid-tempo e altri tre o quattro sono dei pezzi di rock molto tirati.

E’ un periodo in cui non fate altro che cercare regali di Natale per i vostri amici e parenti e non sapete cosa regalarVi? La soluzione si chiama “The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing the Dark Side of the Moon” (titolo corto…), ovvero l’album tributo dei Flaming Lips a uno dei più grandi (IL più grande?) dischi di tutti i tempi: “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd.
Non dovrete neanche perdere tempo per cercarlo nei negozi in quanto sarà distribuito esclusivamente su iTunes dal 22 Dicembre (dal 29 negli altri digital store), un click e via. A far compagnia ai Flaming Lips (ricordiamo “Embryonic“, acclamato unanimamente come uno dei migliori del 2009) ci saranno Henry Rollins (grandissimo sia prima con i Black Flag sia, poi, con la Rollins Band) e Peaches.
La curiosità è tanta dato che la psichedelia dei Lips è più vicina ai primi Pink Floyd rispetto a quelli di “Dark Side Of The Moon”… sarà qualcosa che suona come avrebbe suonato “DSOFTM” se ci fosse ancora stato Syd Barrett?? Vedremo… intanto dopo il salto vi proponiamo la tracklist dell’album e il particolare consiglio-regalo natalizio di Wayne Coyne.
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