Oggi, 22 novembre 2008, giorno di Santa Cecilia, patrona della musica, in Gran Bretagna viene celebrato il No Music Day. Di cosa si tratta? Bill Drummond, musicista scozzese tra i maggiori esponenti dell’Acid house, uno dei padri fondatori del movimento che organizza la giornata ha dichiarato:
“Il No music day, la giornata senza musica, è un’aspirazione, un’idea, un sogno impossibile, un incubo”.
Insomma una giornata senza I-pod, stereo, radio accesa in macchina, canzoncine sotto la doccia per protestare contro la commercializzazione della musica, contro il suo presunto decadimento. In realtà Drummond non è nuovo a questo tipo di iniziative eclatanti, se si pensa che nel 1992, per protestare contro i Brits Awards, gettò una pecora morta tra gli spettatori dopo aver sparato in aria un colpo a salve. Tuttavia bisogna ammettere che questo singolare sciopero vanta molti sostenitori al suo seguito, come alcune radio, tra cui presumibilmente la BBC, che promettono di trasmettere soltanto dibattiti e reading.
Ora non voglio discutere sull’utilità di questa iniziativa, che peraltro ha il merito di aprire una discussione sulle varie piaghe che affiggono il mondo della musica. Solo mi chiedo: ma qualcuno non potrebbe dire ad Anna Tatangelo che lo sciopero è stato spostato al 23 in modo da evitare la pubblicazione del suo nuovo singolo “Lo so che finirà”?
PS - Si ride, si gioca. La Tatangelo vende un botto, altro che scherzi.