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Tutti gli articoli con tag Michel Gondry

Bjork: il video di "Crystalline" diretto da Michel Gondry

pubblicato da intweetion

Di “Biophilia”, prossimo album in studio di Bjork atteso nei negozi per il 27 settembre abbiamo scritto davvero molto. Tante le notizie, i dettagli sulla genesi del disco, per non parlare del materiale interattivo, con la suggestiva applicazione per iPad e iPhone ancora in progress (gli aggiornamenti ai brani arriveranno presto).

E ancora lo spettacolo multimediale durante il “Manchester International Festival“, il restyling del sito… Insomma: di carne al fuoco ce n’è tanta e “Biophilia” sembra essere l’occasione buona per riscattare gli ultimi anni certo non privi di lavori validi, ma che hanno visto il talento della nostra islandese nel complesso un po’ appannato.

Tra le notizie, vi avevamo anche menzionato il ritorno di Michel Gondry tra i collaboratori. Il regista francese è stato protagonista di alcuni degli episodi migliori della videografia di Bjork e chiamarlo nuovamente in causa sembrava decisamente una buona idea. Parliamo al passato perché le immagini di “Crystalline” (la sceneggiatura è della stessa Bjork) , primo singolo dall’album, ci sembrano - purtroppo - quasi un banale esercizio di stile. Gondry che fa se stesso, con trucchi in stop-motion già visti e poca, pochissima ispirazione. Nulla che non raggiunga la sufficienza, ma dall’accoppiata era lecito aspettarsi qualcosa di meglio. Voi cosa ne pensate?

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Videoclip Story: Cibo Matto – Sugar Water

pubblicato da morgan

In “Sugar Water” (1996) Michel Gondry mette in scena un clip “speculare”: le due cantanti giapponesi diventano complementari l’una rispetto all’altra.

Gondry ha girato un unico piano sequenza in cui vediamo la prima ragazza che si alza, scrive sul vetro della finestra metà del titolo del brano (“gar” e “ter”) , si lava, compie altre azioni fino a che non sale in auto ed investe la seconda ragazza a bordo del suo scooter. A questo punto il regista ci mostra le vicende della ragazza “investita”, che altro non fa che compiere a ritroso le azioni della prima (anche se invece di lavarsi con l’acqua si versa dello zucchero in testa), completando però la scritta sul vetro con le lettere mancanti (“su” e “wa”).

Il videomaker però ha voluto raddoppiare la specularità, facendo scorrere le immagini a sinistra dello schermo in maniera normale, mentre nella parte destra, parallelamente, si svolge la stessa scena a rovescio. In questo modo si “saldano” le parti mancanti (come ad esempio il titolo “Sugar Water” sul vetro) e le azioni diventano coincidenti e complementari ( quando nella metà destra la seconda ragazza imbuca la lettera, la prima ragazza la riceve nella metà sinistra e viceversa).

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Videoclip Story: Radiohead – Knives Out

pubblicato da morgan

“Knives Out” (2001) è probabilmente il clip più surrealista del regista transalpino Michel Gondry. Il video è una metaforizzazione di una relazione sentimentale che viene declinata in tre differenti contesti: le immagini trasmesse da una tv, un letto posizionato sul pavimento ed una versione a grandezza naturale e “reale” del gioco “L’Allegro Chirurgo”.

La sequenza TV mostra la cabina di un treno passeggeri dove Thom Yorke (il cantante della band) e la fidanzata (nella finzione) sembrano avere dapprima sentimenti di contrasto che si tramutano, dopo che una mano ha premuto il tasto “rewind” nell’apparecchio televisivo, in dimostrazioni d’affetto.La sequenza del letto è caratterizzata da immagini bizzarre e non sense che “preludono” al tavolo operatorio de “L’Allegro Chirurgo”, in cui la fidanzata sta per essere operata.Il video si chiude con uno scheletro che ha al posto del cranio un grande cuore e canta davanti ad un microfono.

In generale il clip presenta un impianto da “cartone animato” (dovuto all’avanzamento accelerato della pellicola), goffo ed impacciato, intriso di uno humour cupo enfatizzato dal gioco de “L’Allegro Chirurgo” come drammatica metafora delle sofferenze di un rapporto.

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Videoclip Story: The White Stripes – The Hardest Button To Button

pubblicato da Francesco

“The Hardest Botton To Botton” (2003) diretto da Michel Gondry possiede una caratteristica comune a varie opere del regista francese, ovvero quella di far corrispondere ad ogni parte musicale una controparte visuale. In questo caso la “forma” stessa della canzone può aver indotto Gondry ad utilizzare questo espediente. La partitura della canzone che fa doot-doot-doot [-doot], doot-doot-doot-doot è stata tradotta dal videomaker in una successione numerica visiva 1,2,3,4 … 4,8,12,16…2,4,8,16,32. E così accade che quando Meg White percuote la batteria, lo strumento si moltiplica; e quando Jack White suona la chitarra, il suo amplificatore si moltiplica.

Le scene sono state filmate in presenza della luce naturale, in locations situate nella città di New York non distanti tra di loro più di 300 metri (il quartiere di Harlem, il parco di Riverside ed una fermata della metropolitana). I luoghi in questione danno una senzazione di naturalità (accresciuta anche dall’aver ripreso solo alla luce naturale) all’assurdo moltiplicarsi degli strumenti musicali, ma anche alla rapida progressione di spostamenti del duo.

Infine voglio segnalare il cammeo fatto nel video dal cantante Beck. Questi, in omaggio al testo della canzone, porta al gruppo una piccola scatola rossa che non contiene nulla. Inoltre, omaggiando in questo caso il duo, l’artista indossa una abito bianco con un fiocco rosso sulla giacca (un chiaro riferimento ai “colori” dei White Stripes).

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Videoclip Story: White Stripes – Feel in love with a girl

pubblicato da morgan

Diretto dal genio del videoclip Michel Gondry, “Feel in love with a girl” (2002) è un clip molto breve (meno di due minuti). La canzone, interpretata da Jack White (il componente maschile del duo), si compone di soli tre versi che narrano di un confuso ma appassionato amore per una ragazza dai ricci rossi.

Il video prende spunto proprio dalla storia d’amore, in cui i protagonisti di questo affare di cuore sono personaggi realizzati con i Lego. La realizzazione del clip ha visto in primo luogo filmare la band e montare le immagini al fine di ottenere un versione in “carne ed ossa” del video. Successivamente un team di animatori ha riprodotto le scene “reali” con i Lego, facendo combaciare in particolare le animazioni con il sincrono labiale.

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Björk - Declare Independence

pubblicato da maxreali

Basterebbe dire che è il nuovo video di Bjork. O che Declare Independence è il pezzo più bello di Volta. Ma vi aggiungo anche che accanto a lei c’è il sempre visionario Michel Gondry.

Musica a colori o colorare la musica? Difficile da dire ma come hanno scritto anche i nostri cugini di designerblog: Declare independece, don’t let them do that to you.

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Videoclip story: The Chemical Brothers – Star Guitar

pubblicato da morgan

“Star Guitar” (2001) è uno dei videoclip che ha reso celebre il genio creativo di Michel Gondry.

Il video descrive un viaggio come lo si vede dal finestrino di un treno, sola che la posizione di ogni elemento che si scorge nel paesaggio è esattamente in sincrono con la musica. Ogni traccia sonora è illustrata da una componente del paesaggio che fa la sua presenza ogni volta che quel dato suono è udito. Man mano che la canzone si fa più elaborata, il paesaggio diverrà sempre più complesso.
Le riprese sono state effettuate (con una telecamera digitale) in differenti orari della giornata al fine di ottenere diverse gradazioni cromatiche e di luce. Il lavoro in post produzione è durato molti mese per ottenere, ad esempio, che al suono delle tastiere corrispondesse l’ammassarsi del fumo.

Continua a leggere: Videoclip story: The Chemical Brothers – Star Guitar

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Videoclip Story: Daft Punk - Around The World

pubblicato da morgan

I videoclip sono, nella loro essenza, immagini che accompagnano della musica. E proprio la musica può essere la diretta ispiratrice delle immagini, determinandone il senso ed il significato.

Il video dei Daft Punk “Around The World” (1997) diretto da Michel Gondry presenta una struttura ripetitiva delle immagini che ricalca la traccia sonora. Il clip ha come ambientazione un palcoscenico circolare ed una scala inclinata, in cui abbiamo dei gruppi di personaggi travestiti (chi da nuotatrice, chi da robot, chi da scheletro e così via) che ballano seguendo il ritmo sincopato della canzone. I movimenti dei singoli gruppi e nell’insieme sono tutti perfettamente sincronizzati. L’effetto che si ottiene è quasi ipnotico, con lo spettatore che viene ingabbiato nel mondo di suoni ed immagini che viene creato.

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