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Tutti gli articoli con tag Lucio Battisti

Il ritorno di Enzo Carella

pubblicato da emanuele

Chi scrive ha passato da un pò la boa dei 30 ed è cresciuto a pane, calcio e discoring. E oltretutto ha pure una passione per gli anni’80. E per i geni musicali in assoluto. Enzo Carella è uno di questi. C’è qualcuno che se lo ricorda? Pochi, credo, perchè come tutti i geni, Enzo Carella è rimasto abbastanza incompreso. Eppure dietro di lui, a scrivergli i testi (lui compone le musiche) c’è Pasquale Panella, mica uno qualsiasi. Quello dell’ultimo Battisti, per dire, il poeta dell’ermetismo.

Ebbene, dopo 12 anni di silenzio, riecco il genio sregolato sul palcoscenico musicale con l’album inedito “Ahoh ye’ nana”. Carella, nel 1979 era arrivato secondo al Festival di Sanremo con “Barbara”, un brano licenziosissimo per l’epoca, battuto solo dall’uomo in salopette Mino Vergnaghi, oggi tra gli arrangiatori di Zucchero. Già allora c’era tutta la sua follia. La sua carriera la trovate cliccando qui. Il lavoro, per inciso, è stato presentato in anteprima al “Musicultura Festival” allo Sferisterio di Macerata qualche settimana fa. Molti di voi non conosceranno Enzo Carella. Bene, è l’occasione per farvelo ascoltare.

Nel seguito, ascolta “Barbara”, in un reperto unico datato 1979.

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E se Mogol non scrivesse più come una volta?

pubblicato da Kaos

Che Mogol sia uno dei più grandi parolieri italiani, non vi è dubbio. Non sono di certo io che posso arrogarmi il diritto, tra l’altro sbagliando, di oscurare la storia di un mito. Ma un dubbio oggi c’è, e lo insinuo. Ad ascoltare questo singolo d’esordio del figlio Francesco Rapetti, “Libero come un gabbiano”, guardando alle parole nella fattispescie, c’è da dire che la magia e profondità del passato il nostro amato Mogol sembra averla lasciata un po’ per strada. Quando fin da bambino sentivo il suo nome, svincolato da qualsiasi ricordo visivo del suo volto, avevo però ben chiaro che era colui che aveva scritto le più grandi canzoni di Lucio Battisti, Mina e Celentano. Brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Un mago che sapeva mescolare sapientemente le parole in maniera tale che non avessero età.

Poi arriva Sanremo 2006, e scopro che “Essere una donna” di Anna Tatangelo è stata scritta da Mogol. E mi si smonta un mito. Non per la Tatangelo, che trovo molto più brava ed emozionante di tante sgallettate sulla piazza, ma per essere testo scritto da lui, il risultato non mi è sembrato un granchè convincente. Il colpo di grazia è arrivato poi quest’anno, sempre a Sanremo, quando ho ascoltato per la prima volta “Forever - per sempre”, di Gianni e Marcella Bella. Ecco, lì ho inteso che c’era qualcosa che non andava. Che la storia non mi dava più ragione. Che il mito era stato smitizzato. E non sono uno radicato alla musica e agli stili del passato, anzi. Il singolo del figlio Francesco, sempre a mio modestissimo parere, ne è in parte una conferma.

Il dubbio serpeggia: e se Mogol non scrivesse più come una volta? Lo chiedo a voi con un piccolo sondaggio. Vi ho influenzato forse, ma sono sicuro che siete lettori abbastanza maturi da poter ragionare in maniera indipendente. A seguire, due video che potrebbero esservi utili nelle manovre di votazione, che si concluderanno la prossima settimana. Anna Tatangelo con “Essere una donna” e Lucio Battisti con “Il mio canto libero”.


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