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Tutti gli articoli con tag Keith Jarrett

Uscite discografiche (23 gennaio 2009)

pubblicato da Dodo

Bruce Springsteen - Working on a dream

Nuovo appuntamento con i dischi in uscita della settimana. Dopo la piccola ripresa di venerdì scorso oggi arrivano diversi album interessanti.

A cominciare dall’attesissimo ritorno di Bruce Springsteen di cui abbiamo tanto parlato (e che potremo ascoltare dal vivo a luglio) e del nuovo cd dei Franz Ferdinand (a marzo live in Italia) di cui abbiamo anticipato la scheda dettagliata.

Gli amanti del buon jazz non si lasceranno sfuggire il disco newyorkese di Enrico Rava o quello del trio Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack DeJohnette mentre i bluesmen potrebbero apprezzare il cd di J. Tillman.

Sul versante italiano poi arrivano, come vi abbiamo annunciato, il nuovo album di J-Ax, le nuove canzoni di Gino Paoli, l’esordio dei Liberpool e la prima raccolta dei Marlene Kuntz. E molto altro ancora.

Ricordando la nostra nuova rubrica con le Schede degli Album freschi di stampa, di seguito vi riporto l’elenco dei dischi in uscita oggi. Se ci fosse sfuggito qualcosa potete, come sempre, segnalarlo nei commenti.

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Keith Jarrett ci ricade: ora se la prende con chi tossisce

pubblicato da emanuele

Qualcuno dirà che sarebbe meglio non se ne parlasse più, per evitare che qualcuno se lo fili ancora. E forse ha ragione. Ma io che con le notizie ci vivo non posso tenermela dentro. Keith Jarrett si è esibito alla Scala di Milano, 12 anni dopo l’ultima volta. Tutto bello, tutto immenso. Come si addice ad un musicista del suo calibro. Però ancora una volta, una sua bizzarria ha rovinato tutto.

Nel luglio scorso, ad Umbria Jazz, insultò la città per colpa di uno sventurato che lo stava fotografando e noi di Soundsblog puntualmente ne riferimmo. Così come riferimmo della sua espulsione dalla rassegna e del suo goffo tentativo di scusarsi (tardivamente).

Stavolta se l’è presa con un gruppo di spettatori rei di essere stati costretti ad un colpo di tosse: “Chi tossisce cancella le dinamiche, chiedo scusa ma il rumore rovina la musica”, l’uscita del 62enne pianista americano. Con conseguente stupore del pubblico. Stavolta un rimbrotto garabato, niente a confronto del “Perugia città dannata” di quest’estate, ma davvero al peggio non c’è mai fine.

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Umbria Jazz- Keith Jarrett si scusa (ma non troppo)

pubblicato da emanuele

Marcia indietro di Keith Jarrett. Che dopo aver insultato Perugia ed il pubblico pagante durante la sua esibizione ad Umbria Jazz, attraverso il suo manager cerca di ricucire lo strappo.
L’altra sera, il “genio” del jazz se n’era uscito con una simpatica affermazione, della quale finalmente è uscita la traduzione letterale: “Non parlo italiano, ma se quei fottuti str… che hanno quelle fottute macchine fotografiche non le spengono lascerò questa “goddamn city” (dannata città) e voi avrete pagato il biglietto per niente. Il privilegio di essere qui è vostro, non mio”. Come si puo notare c’è una leggera punta di ego nella chiosa finale.

Il manager dell’artista Steve Cloud, scrivendo al direttore artistico del festival Carlo Pagnotta ha sottolineato come Jarrett non ce l’avesse con Perugia: “Avrebbe potuto essere benissimo New York o Parigi”, dice, sottolineando come l’artista si sia detto “frustrato” per l’accaduto. Che sia vero ravvedimento? Forse. O forse è solo che il 14 ottobre Jarrett ha in programma un concerto al Teatro alla Scala. E allora è meglio mettere le mani avanti.

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Umbria Jazz - Keith Jarrett insulta pubblico e città: espulso

pubblicato da emanuele

“Perugia, dannata città”. Keith Jarrett se ne esce così, piccato per due flash dei fan e per le telecamere e le foto di chi stava facendo soltanto il suo lavoro: “Maledette telecamere e maledetta tecnologia. Non avete bisogno delle nostre foto. Se volete ascoltare la nostra musica spegnete subito quegli apparecchi”. Il pianista americano, sommo esponente del jazz, è un pò come certi calciatori, ha le valvoline inversamente proporzionali al talento. Va bene essere schivi e scontrosi, ma diamine, prendersela pure con quei quattromila che hanno pagato (salato) per venirlo sentire al vecchio stadio Santa Giuliana, questo è troppo.

L’organizzazione di Umbria Jazz, quando ha sentito gli insulti alla città ed al pubblico pagante, non c’ha visto più. E se Keith Jarrett il palco l’ha abbandonato da solo (quando gli hanno chiesto il bis un incauto spettatore ha fatto scattare un flash), per protesta, il direttore artistico del Festival, Carlo Pagnotta ha chiaramente detto che Umbria Jazz farà a meno di lui. Decisione saggia, diremmo, perchè signori nasce e per dirla con Totò, Jarrett non lo nacque per niente. La vicenda, com’è ovvio ha avuto grande eco nella rete. The Runner la raccontà così. Miscellaneousthoughts ci va ancor più pesante (con ironia ma non troppo).

Noi, da parte nostra ci limitiamo a sottolineare che stavolta s’è andati ben oltre l’eccesso. Già prima del concerto Jarrett s’era segnalato. A cena, prima del concerto, ha fatto svuotare la sala del ristorante ed ha chiesto di essere servito da un cameriere che avesse smesso di fumare da almeno tre mesi e quando è uscito, s’è piccato (ma no??) per la foto di un fan, che aveva avuto la colpa di averlo riconosciuto. E sette anni fa non volle suonare all’aperto perchè c’erano 19 gradi, temperatura che non gli si confaceva. Poi gli misero due stufe a gas sul palco e lui ci ripensò. Pensavamo di averle viste tutte con Britney Spears & co., ma qui siamo davvero al limite.

Nel seguito, guarda una esibizone storica di Keith Jarrett a Perugia, nel 1974

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