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Tutti gli articoli con tag Freddie Mercury

Freddie Mercury tornerà sul palco come ologramma: è polemica

pubblicato da David


Oggi, 14 maggio, è il 10° anniversario del musical rock We Will Rock You. Per l’occasione Brian May dei Queen ha annunciato che nella celebrazione che si terrà stasera al Dominion Theatre di Londra salirà sul palco nientemeno che Freddie Mercury sotto forma di ologramma. Il chitarrista sostiene che si tratterà di un’illusione così convincente che al pubblico sembrerà di vedere davvero i leggendario frontman dal vivo.

Questa moda degli ologrammi, a nostro avvisto abbastanza squallida e addirittura un po’ macabra, è stata lanciata qualche settimana fa da Dr. Dre e Snoop Dogg allo festival Coachella, dove hanno “evocato” l’immagine di Tupac Shakur.

Qualche giorno fa Roger Taylor, batterista dei Queen, aveva detto di non avere alcuna intenzione di esibirsi sul palco di fianco a un ologramma del defunto Freddie Mercury. La band, effettivamente, non si esibirà stasera di fianco all’ologramma, ma ci chiediamo come Taylor avrà preso questa decisione del suo amico Brian May.

Non sarebbe la prima volta che i Queen post-Mercury vengono accusati di bieca speculazione sull’immagine del compianto cantante. Un’operazione del genere sembra decisamente più votata a pubblicizzare in modo discutibile l’evento che a far contenti i fan.

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Roger Taylor (Queen): "Non voglio esibirmi con un ologramma di Freddie Mercury"

pubblicato da David


Roger Taylor, batterista dei Queen, ha detto di non avere alcuna intenzione di esibirsi sul palco di fianco a un ologramma del defunto Freddie Mercury. Dalle pagine di Billboard, spiega:

«Non credo proprio di voler fare una cosa del genere. Non mi sentirei a mio agio. Non voglio apparire con un ologramma di un mio caro amico. Se non posso avere la persona vera, non voglio nessun ologramma. Credo che sia un effetto incredibile se utilizzato nel modo giusto, naturalmente nell’oscurità. Se qualcuno volesse usare un ologramma di Freddie, non farei obiezioni»

La moda degli ologrammi è stata lanciata da Dr. Dre e Snoop Dogg allo scorso Coachella, dove hanno “evocato” l’immagine di Tupac Shakur. Dopo la pausa troverete il video “incriminato”.

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Liam Gallagher votato miglior frontman di tutti i tempi (???)

pubblicato da David


Liam Gallagher, ex cantante degli Oasis ora in forza ai Beady Eye, è stato eletto miglior frontman di sempre dagli ascoltatori della radio britannica XFM. Gallagher, che si è piazzato davanti a leggende della musica come Freddie Mercury, Kurt Cobain e Jim Morrison, ha commentato:

«Il più grande frontman? Beh, già lo sapevo! Non ce ne sono tanti di noi. Ci sono tanti pretendenti al titolo la fuori. Ma voglio ringraziare tutti quanti per avermi votato. Bella storia.»

Di seguito vi riportiamo la classifica Top 20 completa, lasciando a voi ogni considerazione (e di considerazioni da fare ce ne sarebbero almeno una quindicina…).

I più grandi frontman di sempre secondo i lettori di XFM:

  1. Liam Gallagher
  2. Freddie Mercury
  3. Dave Gahan
  4. Dave Grohl
  5. Matt Bellamy
  6. Brandon Flowers
  7. Morrissey
  8. Jim Morrison
  9. Kurt Cobain
  10. Alex Turner
  11. Paul Weller
  12. Mick Jagger
  13. Tom Meighan
  14. Eddie Vedder
  15. Joe Strummer
  16. Ian Curtis
  17. Caleb Followil
  18. Ian Brown
  19. Thom Yorke
  20. Chris Martin

foto | TMNews

Freddie Mercury: vent'anni fa moriva il leader dei Queen

pubblicato da intweetion

Freddie Mercury: vent'anni fa moriva il leader dei Queen

Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia

Quello che avete appena letto fu l’ultimo messaggio di Freddie Mercury ai suoi fan. Un comunicato, reso pubblico poco più di un giorno prima di morire il 24 novembre di venti anni fa, con cui noi di Soundsblog abbiamo chiuso il post in cui festeggiavamo il compleanno del leader dei Queen. Lo mettiamo all’inizio per stabilire una sorta di continuità, per ricordare la scomparsa di un’artista dal talento incredibile.

Ancora un riferimento a una storia precedente. In occasione dei trentasei anni dalla pubblicazione di “A Night at the Opera”, anniversario caduto solo qualche giorno fa, vi abbiamo segnalato un canale di YouTube in cui è possibile ascoltare le tracce separate del capolavoro “Bohemian Rhapsody”, contenuto nell’album.

Uniamo idealmente - e non solo - i due momenti e lasciamo che la voce di Mercury che trovate in streaming subito dopo il salto, racconti da sé cosa ha rappresentato Farrokh Bulsara per la Storia della Musica. Ci sembra sia il modo migliore per celebrarlo, anche in un’occasione triste come questa.

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Queen: il 21 novembre di trentasei anni fa usciva il capolavoro "A Night at the Opera"

pubblicato da intweetion

Queen: il 21 novembre di trentasei anni fa usciva il capolavoro "A Night at the Opera"

Mettiamolo subito in chiaro: “A Night at the Opera” è IL capolavoro dei Queen. Registrato in diversi studi del Regno Unito (il Trident Sarm, il Roundhouse, l’Olympic, il Rockfield, lo Scorpio e i Lansdowne Studios), nacque però come metà di un progetto più ampio. Il progetto prevedeva l’uscita di un doppio album che avrebbe dovuto contenere anche il successivo “A Day at the Races” (pubblicato poi l’anno dopo). Motivo? Un omaggio - e un ‘concept’ - alla folle e geniale comicità dei Fratelli Marx (i rispettivi titoli sono gli stessi di due dei più famosi film del collettivo statunitense).

Se fu possibile separare i due dischi (soprattutto a causa delle insistenze della EMI) divenne invece impossibile separare “A Night at the Opera” da quello che è probabilmente il punto più alto della scrittura del compianto Freddie Mercury. Stiamo - ovviamente - parlando di “Bohemian Rhapsody”, la mini-suite di 5′ e 55′ (curiosa coincidenza: il 5 era la data di nascita di Mercury) che unì opera, pop e rock in un brano epocale. Diffidate dai detrattori che la ritengono troppo ‘pomposa’ e pretenziosa: la Rapsodia è un gioiello di composizione che impreziosisce un album già memorabile.

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Freddie Mercury tra droga e sesso (secondo il libro del suo assistente)

pubblicato da Alberto Graziola

libro verità su freddie mercury

Se c’è una cosa che, generalmente, proprio non tollero e sopporto sono i famigerati “Libri verità” che vengono scritti (e pubblicati) su un personaggio famoso che ormai è morto. Sono dell’idea che, tranne nel caso di parenti che lo hanno amato e lo ricordano con affetto, gli altri siano, quasi tutti, casi di ricercata notorietà. Ed irrispettosa. Per un semplice fatto banalissimo: il diretto interessato non potrà mai replicare.

Questa premessa è necessaria anche per parlare del nuovo libro di Peter Freestone, assistente per ben 12 anni, di Freddie Mercury. L’uomo ha voluto dare alla stampa un volume nel quale ricorda il cantante. E ovviamente si sofferma sulle presunte serate a base di sesso e delle giornate scandite dagli acquisti di droga.

In questo modo, il mix aumenta la curiosità e si ottiene l’attenzione desiderata. Sulla vita non di se stessi, ma di un morto

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Una cover fantastica di 'Somebody to love' di Freddie Mercury - Video

pubblicato da Alberto Graziola

No, vabbè, parliamone.

Ecco una cover di ‘Somebody to love’ dei Queen. Chiudete gli occhi e ascoltate la voce. C’è un trucco? E’ un playback impeccabile? Oppure questo ragazzo ha la voce identica a quella di Freddie Mercury…

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Brian May: "quando è morto Freddie Mercury ho pensato al suicidio"

pubblicato da David


Brian May ha confessato di aver contemplato il suicidio nel periodo successivo alla morte di Freddie Mercury. Il chitarrista dei Queen, che nel 1991 ha perso il suo compagno di band e nel giro di pochi mesi anche suo padre, ha così parlato dalle pagine del Daily Mail:

«Stavo molto male, ero ferito e a pezzi. Sono caduto in una depressione molto seria, ero sommerso dal sentimento della perdita. Se stai in una band che va in giro a fare concerti metti i tuoi amici e famiglia come in pausa. Hai in testa solo una cosa: la band. Quando questo finisce, sei in una sorta di limbo. La band finì, quindi sentii un terribile sentimento di perdita. La band era la mia famiglia. Abbiamo perso Freddie e mio padre è morto poco dopo. Non volevo più amare, mi sarei voluto perdere completamente»

I Queen hanno celebrato Freddie Mercury proprio la scorsa settimana, in occasione di quello che sarebbe stato il suo sessantacinquesimo compleanno. May ha poi continuato spiegando come negli ultimi giorni Freddie Mercury avesse smesso di prendere medicine e accettato di morire per una malattia che, con il sistema immunitario debellato dall’AIDS, gli sarebbe stata fatale:

«Disse che la generazione successiva avrebbe vinto contro questo male. E la cosa triste è che se avesse smesso di prendere le medicine anche solo un anno più tardi, quando inventarono nuove cure. Ma stava diventando fragile e decise di smettere con tutte le medicine tranne gli antidolorifici. Freddie amava la vita, e l’ha vissuta fino alla fine, quando ha capito che non era più divertente.Stava soffrendo, e purtroppo non c’era una via di uscita.»

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Google celebra Freddie Mercury con un video cartoon sul web

pubblicato da Alberto Graziola

google celebra freddie mercury


Dopo lo streaming di 48 ore su YouTube del live al Wembley Stadium
, anche Google celebra i 65 anni che oggi Freddie Mercury avrebbe compiuto.

Il cantante, morto di Aids nel 1991, ha segnato la storia della musica a tal punto da rimanere un punto fermo a distanza di 20 anni dalla sua scomparsa.

Andando sulla pagina di Google e cliccando sul tasto play al centro del disegno, parte un video cartoon con la canzone di ‘Don’t Stop Me Now” e il cantante che, partendo da un concerto con i fan, viaggia per il cielo, atterrando su un trono che gli spetta di diritto.

Un modo originale e colorato per rendere omaggio all’icona mondiale, strappato alla vita troppo presto.

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Freddie Mercury oggi 5 settembre 2011 avrebbe compiuto 65 anni. Per ricordarlo, su YouTube in streaming per due giorni il "Live at Wembley Stadium"

pubblicato da intweetion

Si chiamava Farrokh Bulsara, era nato a Stone Town, nella parte vecchia di Zanzibar. Pochi forse sanno che il primo responsabile della sua carriera come cantante fu il preside del St. Peter College, la scuola che il giovane Farrokh frequentava nei pressi di Bombay, in India. Il preside suggerì ai genitori di fargli prendere lezioni di musica e pianoforte. Alcuni anni dopo, inizia a farsi chiamare Freddie e arriva in Inghilterra, appena diciottenne. Da lì una serie di incontri e band dalla vita più o meno breve, fino al 1970. Freddie comincia ad adottare il cognome Mercury e battezza il nuovo gruppo “Queen” (”È solo un nome, ma è molto regale e sembra splendido. È un nome forte, molto universale e immediato. Aveva un sacco di potenziale visivo ed era aperto ad ogni tipo di interpretazione. Ero certamente consapevole delle connotazioni gay, ma quello era solo uno dei suoi aspetti.”)

Due anni più tardi progetta il logo della band, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito e includendo i segni zodiacali dei quattro componenti (Mercury aveva studiato arte e design all’Ealing Art College di Londra). La ‘rivoluzione’ non è solo grafica: inizia a indossare gli abiti della stilista Zandra Rhodes e, truccato vistosamente, trasforma gli show dei Queen in spettacoli molto teatrali, durante i quali instaura quel rapporto col pubblico che non abbandonerà - ricambiato - fino alla fine. Gli anni ‘80 sono un periodo difficile e strano.

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