
L’8 gennaio 1947 nasceva a Brixton, Londra, uno dei più grandi artisti contemporanei: David Robert Jones, meglio noto come David Bowie.
Uno dei più grandi “trasformisti” di sempre, Bowie ha sempre saputo rinnovarsi e rimettersi in gioco, diventando un’icona pop, dettando le mode e arrivando a vendere oltre 150 milioni di dischi in tutto il mondo. E regalandoci veri e propri capolavori della musica moderna come A Space Oddity o Heroes.
Da anni, Bowie è lontano dalle scene a causa di problemi cardiaci. Nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno, Soundsblog gli manda i migliori auguri.

Se ancora non è certo il suo ritiro dalle scene (ricordate? Vi avevamo raccontato qualche mese fa le dichiarazioni dell’editor della rivista Mojo, Paul Trynka ), è invece molto più che certa l’influenza che David Bowie ha esercitato e continua ad esercitare sulle band in circolazione. Una carriera sorprendente e allo stesso tempo impeccabile, che un nuovo libro cerca di raccontare.
Si intitola “Any Day Now” ed è una biografia sul Duca Bianco che indaga i cosiddetti ‘anni londinesi’ del Nostro. Quelli, per intenderci che terminarono - almeno discograficamente - nel 1974 con l’uscita di “Diamond Dogs”: il primo album a sancire la fine del suo alter-ego Ziggy Stardust (e la collaborazione con la band “Spiders from Mars”).
Scritto da Kevin Cann, curatore per quasi vent’anni dell’archivio di Bowie, la biografia è stata definita dal Guardian “Il libro dei sogni per tutti i fan”, visto che l’autore ha avuto accesso a locandine e biglietti dei concerti, copertine e ritagli di riviste, oltre che a moltissime fotografie esclusive. “Any Day Now” nasce anche dalle centinaia di interviste a amici e collaboratori, contiene una prefazione di Ken Pitt (il manager di Bowie dal 1967 al 1970) e uscirà per Arcana il prossimo 23 novembre.
Bieca operazione di marketing o triste notizia sfuggita durante un’intervista? Bisognerà probabilmente attendere un comunicato ufficiale per saperlo, fatto sta che, in base alle dichiarazioni di Paul Trynka (editor della rivista Mojo), David Bowie avrebbe deciso senza grandi clamori di ritirarsi dalle scene. La notizia arriva dalle pagine di Spinner, che ha intervistato il biografo del Duca bianco.
Trynka infatti ha scritto un libro uscito lo scorso mese di marzo e intitolato “Starman”: per completare il lavoro - qui starebbe l’attendibilità della dichiarazione - ha intervistato più di duecento persone tra amici, ex-amanti e musicisti che hanno costellato la vita di Bowie. Il punto è che Bowie non pubblica un disco dal 2003 (anno di uscita di “Reality”) e non sale su un palco dal 2006, quando ha duettato con Alicia Keys Ecco allora le parole pronunciate al microfono di Spinner:
Il mio cuore dice che tornerà. Ma la mia testa dice che non ne ha intenzione. Penso che sarebbe tornato solo se pensasse di poter offrire qualcosa di pazzesco. Se fate un salto indietro nel tempo, in passato [i suoi live] sono sempre stati qualcosa di esplosivo e con un sacco di flash. Sarebbe un po’ un miracolo se tornasse, ma i miracoli accadono…
Oltretutto, il prossimo mese di novembre cadrebbe anche il quarantesimo anniversario di una delle tante ‘incarnazioni’ del Duca bianco: quello Ziggy Stardust che lo ha reso famoso nel lontanissimo 1971 e con il cui nome d’arte ha inciso uno dei dischi più belli della Storia della Musica Rock. Non ci resta che sperare in una smentita, magari accompagnata dall’annuncio di un nuovo disco (e - chissà - anche di un tour).
Mistero. Si intitola “Toy” e gira da qualche giorno sui circuiti del file sharing. E’ un ‘nuovo’ album di David Bowie, niente affatto ‘nuovo’ in realtà, visto che raccoglie canzoni che risalgono a molto tempo fa. Andiamo con ordine. Il disco è un insieme di tracce che includono nuove versioni di brani vecchi e meno noti, accantonati dopo una disputa con la Virgin, la sua etichetta al momento della lavorazione.
In realtà, due delle canzoni di “Toy” (”Uncle Floyd”e “Afraid”) sono stati poi rielaborate nel 2002 per l’album “Heathen” e altre tre (”Baby Loves That Way”, “Shadow Man” e “You’ve Got A Habit of Leaving”) sono stati rilasciate come B-sides di altrettanti singoli. La maggior parte della tracklist (14 pezzi che trovate dopo il salto) è invece al momento inedita.
Ovviamente non possiamo fornirvi il link con cui scaricare l’album, anche se alcune canzoni - come “London Boy” che trovate a inizio post - si possono ascoltare su YouTube. Non è - ancora - chiaro come “Toy” sia sfuggito alle maglie della discografia o se (chissà…) lo stesso Bowie abbia intenzione di riservare all’album una release ufficiale. Vi terremo aggiornati.
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Il tour (Outside Tour) di David Bowie e i Nine Inch Nails del 1995 è stato monumentale, un grande spettacolo che ha visto la collaborazione tra il Duca Bianco e il gruppo industrial rock: hanno duettato pezzi indimenticabili. Ora dopo parecchi anni sono spuntati online dei video tratti dal tour. In particolare é straordinaria la performance di Bowie e del leader storico della band, Trent Reznor, in “Hurt”, che trovate al top del post.
Oltre a questo sono stati caricati altri tre video dal montatore David Williams su Vimeo, all’inizio di questa estate, e sono stati pubblicati di recente sul sito SlicingEyeBalls. Le altre tre clip sono “Halo Space Boy” e “Hearth Filthy Lesson” interpretate da Bowie, e “Wish” cantata da Reznor e compagni. Godeteveli: sono portentosi.
Il nome di David Bowie circola spesso nonostante sia lontano dalle scene da un po’. Sarà per la passione e l’entusiasmo che regnano tra i fan. In particolare, per la gioia dei seguaci più accaniti, il 20 settembre esce, su etichetta Emi, la rispampa in due differenti versioni di “Station to Station”, magico disco di Bowie pubblicato nel 1976.
Un’edizione speciale composta da 3 cd compreso l’audio di un’esibizione al Nassau Coliseum nel 1976, e un libretto con note a cura di Cameron Crowe. L’altra versione super deluxe comprende, oltre ai contenuti già citati, anche un disco in vinile e altre chicche per collezionisti come una miriade di immagini e una copia della card dei membri del fan club dell’interprete britannico. Su Pitchfork trovate l’elenco dei contenuti delle due versioni, in dettaglio. Se non vi rammentate la canzone che dava il titolo al disco ve la segnalo, dopo il salto. L’interpretazione di classe di Bowie é live, a Tokyo nel 1978.

David Bowie continua ad essere -giustamente- celebrato. Uno degli artisti più influenti e importanti degli ultimi 30 anni. Capace non solo di fare la differenza attraversando qualsiasi ‘moda’, ma anche di caratterizzare a tal punto le sue scelte musicali da lanciare nuovi indirizzi da seguire.
‘Stavolta il tributo è doppiamente importante. Non solo per le vecchie e nuove ‘glorie’ che raduna, ma anche e soprattutto per l’iniziativa benefica che promuove. I proventi del doppio album andranno infatti a The War Child il network di organizzazioni indipendenti che lavora in tutto il mondo per aiutare i bambini vittime delle guerre.
Il disco dovrebbe uscire i primi giorni di settembre (usiamo il condizionale visto che la data è stata modificata più volte), anche in download per la Manimal -non nuova ad operazioni benefiche di questo tipo- che ha già messo a disposizione il preorder.
Nel frattempo, verranno rilasciati alcuni brani in streaming che anticiperanno l’album vero e proprio. Dopo il salto, la cover e la tracklist completa.
David Bowie é uno degli artisti in circolazione più completi e poliedrici, capace di passare dal campo musicale, al teatro, al cinema con una naturalezza indescrivibile. Anche se lontano dalle scene da un bel po’, la mia passione per lui non ha confini. Tra le mitiche fatiche artistiche di Bowie, voglio ricordarvi “1980 Floor Show”, che inizialmente doveva essere un’opera di teatro musicale costruita intorno a “1984″ di George Orwell, ma poi fu costruito come una sorta di breve resurrezione del meraviglioso show “Ziggy Stardust” portato in scena da Bowie nel 1972. “1980 Floor Show” é un vero e proprio musical rock che si tenne nel 1973 al Marquee Club, il locale londinese fra i preferiti di Bowie.
Una sorpesa, nel corso dello spettacolo, fu la presenza della cantante e attrice Marianne Faithfull, ex compagna di Mick Jagger e autrice insieme ai Rolling Stones di successi indimenticabili. Marianne, vestita in abito da suora, con la schiena nuda, duettò con Bowie (nei panni di un affascinante angelo della morte) nella cover di “I Got You Babe” ed eseguì un paio di brani come solista, tra cui il suo successo del 1964, “As Tears Go Bye”. La performance dei due artisti é nel video al top del post, una vera chicca dato che lo show seguito da un esiguo pubblico di 200 persone, non venne mai trasmesso in televisione.
Dopo aver insultato Bono Vox, Chris Martin e suo fratello Noel, aggiungendo così un altro paio di mattoncini al castello di egocentrismo ed eccentricità che è il suo personaggio borderline, Liam Gallagher è tornato a parlare di musica, o meglio, del suo nuovo album attraverso un’intervista concessa alla stazione radiofonica newyorkese RXP:
“Andy (Bell) e Gem (Archer) sono eccitati quanto me per quello che stiamo facendo con questo nuovo disco. Sicuramente siamo stati influenzati da artisti come David Bowie e i T-Rex, ci saranno tantissime sonorità psichedeliche ma anche tanti bei pezzi rock. Torneremo in studio entro la metà di aprile per registrare qualche pezzo, dovremmo finire entro giugno. Così per ottobre, o al massimo per il periodo natalizio, potrete ascoltare il nostro lavoro.”
Dopo la pausa, il triplice filmato dell’intervista radiofonica di Liam Gallagher ad RXP.
via | NME
E’ partita la commercializzazione della serie speciale di francobolli voluta dalle Poste Britanniche per celebrare alcune delle copertine di dischi più popolari degli ultimi 40 anni.
Vi abbiamo già parlato della cosa lo scorso ottobre, quando al londinese Studio Dempsey venne commissionata l’opera di adattamento dalla Royal Mail. Ieri è avvenuto il lancio in pompa magna dell’iniziativa, il cui testimonial d’eccezione è Sir Jimmy Page.
Il motivo è presto spiegato: i Led Zep fanno parte dell’esclusiva (e ristretta) cerchia di artisti omaggiati, 10 in tutto, con l’artwork di “Led Zeppelin IV”. Chi sono gli altri? Date un’occhiata alla galleria di immagini che segue e fate il salto per scoprirlo. La responsabile del progetto Julietta Edgar ha dichiarato che la campagna è “un tributo ad una vera e propria forma d’arte che per decenni ha sfornato opere meravigliose di grandi artisti della grafica”. Siamo tutti d’accordo con lei?
Galleria immagini francobolli della Royal Mail inglese




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