
La 4AD quest’anno ha celebrato i trenta anni di attività. Nata nel 1979 in Inghilterra, si è imposta da subito come una delle etichette più importanti per la pubblicazione di artisti dell’area indipendente in ambito post-punk e new wave.
Letteralmente impossibile elencare tutti i musicisti e le band che hanno dato lustro alla 4AD negli anni. Dai Pixies ai Bauhaus, dai Birthday Party di Nick Cave ai Cocteau Twins e i Piano Magic. Nel tempo, la label britannica poi ha saputo aprire a nuovi generi, ospitando anche nomi al confine con la dance e l’elettronica come i Gus Gus e, prima ancora, i M/A/R/R/S (sì, proprio quelli di Pump Up The Volume, il primo brano composto interamente da campionamenti ad entrare nelle classifiche UK)
Per festeggiare il trentennale e cogliere l’occasione per fare insieme il punto della situazione e promuovere i propri artisti, la 4AD ci regala questo sampler in download gratuito. La qualità media dei brani proposti è altissima: un’eccellente occasione per scoprire nuove band o per riascoltare pezzi già noti del meglio della scena indipendente. Dopo il salto, una versione live acustica di “The Strangers” di St. Vincent, presente nella raccolta.
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Parliamo di un genere musicale fondamentale che negli ultimi tempi sta vivendo una seconda vita, in una forma opportunamente modificata e impregnata di influenze più disparate: lo Shoegaze.
Lo Shoegaze (o shoegazing) si sviluppò in Inghilterra sul finire degli anni ‘80 partendo principalmente dalle idee noise-pop dei The Jesus and Mary Chain, da quelle dream-pop dei Cocteau Twins, dallo space-rock dei Spacemen 3 e in parte da quelle di gruppi come Dinosaur Jr. e Sonic Youth. In poche parole melodie sognanti sotto una montagna di feedback di chitarra, un mix unico e assolutamente spettacolare.
Il gruppo più importante dell’intero genere sono stati sicuramente i My Bloody Valentine che con il loro “Loveless” del 1991 hanno realizzato uno dei 5/10 dischi più importanti degli anni ‘90. Uno di quei must-have assoluti che ogni appassionato di musica dovrebbe avere. Oltre ai My Bloody Valentine erano tanti i gruppi shoegaze che all’inizio degli anni ‘90 uscirono allo scoperto (più o meno contemporaneamente alla scena “Madchester” di Stone Roses e compagnia): gli Slowdive, i Ride, i Swervedriver, i Lush e i Medicine per dirne alcuni. Da segnalare due gruppi che poi hanno segnato il brit-pop che nei primissimi tempi erano fortemente influenzati dallo shoegaze: Blur e soprattutto Verve.

Ritengo che quella di Elizabeth Fraser sia una delle migliori voci femminili di sempre. Prima di tutto perchè con i suoi Cocteau Twins ha influenzato generazioni intere, ha dato via all’intero movimento dream pop e ci ha regalato brani del calibro di “Carolyn’s Fingers” e “Aikea Guinea“.
Poi perchè, come se non bastasse, Elizabeth ha quasi sempre trasformato in oro qualsiasi cosa a cui abbia partecipato: dalle collaborazioni con i compagni di etichetta (la 4AD) Dead Can Dance e This Mortal Coil (va ricordata la stupenda cover di “Song to the Siren” di Tim Buckley) fino alle collaborazioni in ambito più trip hop, da “This Love” di Craig Armstrong alla famosissima “Teardrop” dei Massive Attack.
Dopo un po’ di tempo lontana dalle scene è tornata a far parlare di sè per un singolo (un 12 pollici) uscito per la Rough Trade. Si chiama “Moses” e si può acquistare sul sito della Rough Trade (dove però c’è scritto che è limitato a 900 copie!). Purtroppo non siamo in grado di farvi ascoltare il brano (a parte le anteprime, anche dei remix contenuti nel vinile, presenti su We7), quindi dopo il salto vi riproponiamo alcuni dei suoi lavori del passato.
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