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Tutti gli articoli con tag Bob Dylan

Tom Jones rifà What good am I di Bob Dylan, scarica la canzone

pubblicato da cesare


Premessa: sono un “dylaniano” de fero, di quelli che riescono ad amare Bob Dylan anche quando nei live rifà le sue canzoni leggendarie rendendole irriconoscibili. L’ho persino giustifcato quando ha venduto i diritti di Like A Rolling Stones alla pubblicità. Anche quando fa uscire dischi non proprio brillantissimi, insomma toglietemi tutto ma non Dylan quindi quando ho sentito che Tom Jones aveva fatto una sua cover ho pensato “Tom Jones, quello di Sex Bomb? Ma che scherziamo?”

Devo ammettere che mi sbagliavo di grosso, la versione di Jones è buona, anzi ottima. La voce di Tom non è mai stata in discussione, anzi e in questa sua cover tocca dei vertici blues degni di Johnny Cash. Niente da dire, mi ha sorpreso. Ora però vi prego non tiriamo fuori la vecchia storia che quando si tratta di Dylan sono sempre meglio le cover degli originali. Voce nasale forever.

La cover che sarà contenuta nel prossimo album della Sex Bomb intitolato “Praise and blame” è in download gratuito e legale su Drowned in sound.

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Soundsblog intervista i Lost in occasione dell'uscita del nuovo album "Allora sia buon viaggio"

pubblicato da Francesca Camerino

Soundsblog intervista i Lost

Lo scorso venerdì in occasione dello Street Party organizzato da Adidas Originals a Ponte Milvio di Roma abbiamo incontrato la band pop rock dei Lost, guest star dell’evento. In occasione dell’uscita del nuovo album dal titolo “Allora sia buon viaggio”, prevista per il 4 maggio, Soundsblog ha intervistato Walter Fontana, portavoce e frontman del gruppo (gli altri sono Filippo Spezzapria che suona la batteria, Luca Donazzan, il basso, e Roberto Visentin, la chitarra) che é apparso molto entusiasta anche per la partenza del nuovo Instore Tour che li vedrà impegnati per tutto il mese, a partire dal 6 maggio a Vicenza presso Mediaworld. Su Cineblog trovate anche un paio di domande inerenti al cameo dei Lost nel film “Una canzone per te”.

Ciao Walter.
Vi vedo sereni. Siete anche elettrizzati?

L’eccitazione c’è ma é tanta la voglia di ripartire con questa tournee.

Il nuovo album “Allora sia buon viaggio” esce il 4 maggio, ed é ascoltabile in anteprima sul sito Mtv. Come vi siete mossi nella realizzazione di questo progetto? Cosa avete realizzato prima, la musica o i testi?

Diciamo che in questo caso siamo partiti dalla musica però io nel frattempo avevo scritto dei testi miei anche se non erano legati a canzoni particolari, erano solo dei testi che poi successivamente abbiamo deciso di introdurre all’interno delle canzoni. E’ stato un processo live, lo abbiamo costruito in tour. E’ un’approccio molto diverso rispetto a quando passi un anno in studio cercando delle sonorità. Così è molto più spontaneo. Grazie alle esperienze che abbiamo avuto in tournee entrando in contatto con altri musicisti e band, abbiamo inserito anche degli strumenti come cornamuse, archi e fisarmoniche all’interno del disco.

Da dove nasce il nome della band “Lost”?

Da un adesivo che Roberto aveva sopra la chitarra: ci piaceva, era corto, facile da ricordare.

Il 2009 è stata un’annata importante. Disco d’oro per l’album “Sospeso”, vittoria come Best band ai Trl Awards e come Best Italian Act agli Mtv Europe Music Awards. Quest’anno siete candidati di nuovo ai Trl Awards con gruppi come Finley, Muse, Tokio Hotel, Vibrazioni. Cosa pensate dei vostri antagonisti?

L’anno scorso avevamo di fronte i Tokio Hotel, che erano molto agguerriti. Quest’anno ci sono band italiane, anche band di amici come i Sonohra. Non temiamo nessuno, andiamo lì con lo spirito di divertirci. L’anno scorso c’era molta più tensione: era il primo anno e il premio era molto sentito. Quest’anno se arriverà un altro premio bene, altrimenti va bene lo stesso.

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Joni Mitchell attacca duramente Bob Dylan: "è un plagiatore"

pubblicato da David


Joni Mitchell ha attaccato furiosamente la leggenda della musica Bob Dylan, etichettandolo come “una persona falsa” e “un plagiatore”. Dalle pagine del Los Angeles Times sono partite bordate di questo genere:

«Dylan non è mai stato originale. Anche il suo nome l’ha preso da qualcun altro (si riferisce al poeta Dylan Thomas, NdR) e sia la sua voce che la sua musica sono ispirate ad altri»

La cantautrice canadese ha poi rincarato la dose:

«Bob Dylan è completamente finto. E’ un plagiatore, il suo nome e la sua voce sono falsi. Tutto ciò che ha a che fare con Bob è un inganno. Io e lui siamo come la notte e il giorno»

Infine spara a zero anche sul popolo americano, a suo giudizio incapace di apprezzare la buona musica:

«Gli americani hanno deciso di essere stupidi e vuoti dal 1980: a segnare il giro di boa e’ stata Madonna»

Che il giorno di questa intervista si sia alzata col piede sbagliato?

Bob Dylan annulla il tour in Asia

pubblicato da David

Il leggendario Bob Dylan ha deciso di annullare l’intero tour asiatico dopo che il governo di Pechino gli ha impedito di esibirsi sul suolo di Cina, Hong Kong e Taiwan. Il promoter locale Jeffrey Wu ha dichiarato:

«Il ministero della Cultura Cinese ha negato a Bob Dylan il permesso di esibirsi a Pechino e Shanghai. Questa decisione non ci lascia altre alternative: saremo costretti ad annullare tutta la branca del tour programmata nel sudest asiatico. La possibilità di esibirsi in Cina rappresentava per il nostro assistito la fonte di interesse principale: decaduta questa opportunità, il calendario precedentemente stilato perde di senso»

Questo veto arriva probabilmente dopo il recente concerto di Bjork, che ha palesemente appoggiato la causa tibetana facendo infuriare il governo cinese che, si sa, non è assolutamente un esempio di democrazia e libertà.

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Copertine di album classici ricreate con il Lego

pubblicato da Francesca Camerino

30 copertine di album classici ricreate con il Lego Il Lego, la linea di cosruzioni più antica e nota al mondo, ha delle possibilità infinite. Con i mattoncini danesi si può ricreare quasiasi oggetto se avete la passione per le costruzioni e un po’ di fantasia.

Sul sito Speakyboy ho trovato una serie di copertine di album famosi ricreate con il Lego. La mia preferita é “One Steb Beyond” dei Madness dove una serie di mini figure si piegano indietro riproducendo la classica posa da copertina del gruppo ska che ha fatto la storia della musica. Accanto ad ogni riproduzione in stile lego c’è la copertina originale. Alcune cover sono riprodotte solo con i mattoncini come “Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd che trovo meravigliosa, altre sono ibride, ricreate graficamente con aggiunta di pupazzetti o elementi lego.

Su Flickr trovate tante altre copertine in un gruppo organizzato da fan dei mattoncini con la passione per la musica.

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Bob Dylan torna in Italia - a Parma a fine giugno

pubblicato da Michele

Bob Dylan torna in Italia - a Parma a fine giugno

Nonostante sia attualmente impegnato in Giappone nel suo Never Ending Tour, l’entourage di Bob Dylan e i curatori del ParmaPoesia Festival ci fanno sapere che l’eclettico musicista e cantautore statunitense tornerà qui in Italia per un concerto che si terrà nella splendida città ducale nella terza settimana di giugno.

Quello del leggendario menestrello è però soltanto uno dei tanti appuntamenti in calendario fra aprile e novembre in quello che si preannuncia come un evento culturale di caratura mondiale: è prevista infatti la presenza, tra gli altri, di due premi Nobel della letteratura come Dario Fo ed Herta Muller, del regista Mario Monicelli e dello scrittore cileno Luis Sepulveda.

Per tutte le informazioni del caso, vi lasciamo al sito del ParmaPoesia Festival, tenendovi naturalmente aggiornati sul luogo e sulla data scelta per il concerto di Bob Dylan attraverso queste pagine.

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Billboard: ecco chi sono i musicisti più ricchi del mondo

pubblicato da intweetion

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Diciamolo chiaramente: i torti delle major sono difficilmente contestabili. L’attenzione al mercato e sempre meno alla qualità della musica dipende da precise scelte editoriali e da calcolate strategie di investimento. Chi vende continua a vendere (e a vedere promossa la sua musica nel migliore dei modi) mentre, chi fatica a stare a galla con prodotti di qualità -salvo rare eccezioni- continua ad avere vita dura.

Fa una certa impressione leggere la classifica pubblicata da Billboard dei “Top 40 Money Makers”: i quaranta artisti che hanno guadagnato più soldi durante lo scorso anno. Innanzi tutto per le ultime posizioni, dove troviamo mostri sacri del calibro di Bob Dylan superati dal nostro Andrea Bocelli o i Green Day e Paul McCartney che, nonostante tour e partecipazioni, faticano a raggiungere anche solo la metà della chart.

Intediamoci: si parla sempre di cifre astronomiche (Sir Paul ha guadagnato 12,203,170 dollari in un anno, mica male, no?), ma il distacco con le prime posizioni è da vertigini. Chi è in top five? Al primo posto ci sono gli U2 che tra vendite dei dischi, biglietti dei concerti e royalties hanno incassato 109 milioni di dollari.

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I 100 migliori album del decennio per Rolling Stone

pubblicato da Riccardo "Zago" Zagaglia

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Ammetto di non nutrire molta simpatia per il Rolling Stone: a prescindere dalla mole immensa di pubblicità che attraversa le pagine della rivista, in passato hanno spesso stroncato album fondamentali e magari esaltato album tranquillamente definibili come “inutili”.

Ciò non toglie che Rolling Stone rimane probabilmente la rivista “musicale” più famosa al mondo e che quindi le loro liste di fine anno (o di fine decennio come in questo caso) acquistino un valore storico piuttosto importante. Ieri sul sito ufficiale del magazine è uscita la lista dei migliori album del decennio che sta terminando. Sul numero uno sono d’accordo al 100% e bisogna dire che in top10 ci sono album indubbiamente importanti (molti dei quali sono stati trattati nella nostra rubrica So 00’s in tempi non sospetti), ma a ben vedere in top 100 ci sono alcuni album trascurabili e che non meritano di stare fra i 100 album migliori di un decennio che tutto sommato ha dato molto alla musica.

Qualche nome? “Stadium Arcadium” dei Red Hot Chili Peppers (loro sono dei grandi, hanno fatto capolavori… ma non in questo decennio), “Get Rich or Die Tryin’” di 50 Cent (a livello mediatico sicuramente, ma qualitativamente è terribile) o “All That You Can’t Leave Behind” degli U2 addirittura alla 12 (piattume, il loro peggiore assieme al successivo “How to Dismantle an Atomic Bomb”). Ne approfitto per ricordarvi che abbiamo già parlato delle liste di fine decennio di Pitchfork, Paste Magazine, NME e Panopticon. Dopo il salto trovate la top20 di Rolling Stone.

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Sesso, droga, Rock and Roll e molto altro nella biografia della groupie più famosa del mondo

pubblicato da Michele

Sesso, droga, Rock and Roll e molto altro nella biografia della groupie più famosa del mondo

Dopo un’intera esistenza vissuta intensamente assieme ai protagonisti storici del rock, la groupie più importante del mondo, Chris O’Dell, ha deciso di raccogliere tutte le sue incredibili esperienze in un lungo memoriale che ci offre un punto di vista unico per assistere di persona ai tumultuosi anni della contestazione giovanile e della nascita del Rock & Roll come lo conosciamo adesso. Ma andiamo con ordine.

Nonostante non abbia ancora raggiunto le librerie inglesi e statunitensi, “Miss O’Dell: My Hard Days And Long Nights With The Beatles, The Stones, Bob Dylan, Eric Clapton And The Women They Loved” ha naturalmente catturato l’attenzione dei tabloid d’oltremanica che ne hanno pubblicato una serie di stralci a dir poco sconvolgenti.

Poco più che ventenne, la bionda Chris decise di scappare dalla grigia Tucson (Arizona) per partire alla volta di Londra dove, nel 1967, trovò lavoro come segretaria nella Apple Records: lavorando a stretto contatto coi Beatles, la O’Dell conobbe di persona i Fab Four ed entrò, di conseguenza, nell’esclusivissimo Olimpo del rock degli anni ‘60 e ‘70.

Tra i personaggi con i quali Chris O’Dell dice di aver avuto uno stretto legame (intimo e non) figurano Ringo Starr, George Harrison, Mick Jagger, Bob Dylan, Eric Clapton e molti altri: a questo punto non ci rimane altro da fare se non attendere che il libro della Disneyland raccontataci dall’ormai sessantenne groupie giunga anche da noi.

via | Daily Mail

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Bob Dylan al lavoro su un album di cover natalizie

pubblicato da tommyromi


Ok: siamo in estate e sentir parlare di Natale fa venir “la pelle d’oca”. Eppure c’è qualcuno che, non curante del caldo estivo, si è rinchiuso in sala di incisione (da maggio addirittura) per registrare cover di canzoni natalizie.

Ora voi vi starete chiedendo “chi è questo pazzo?”? Beh, a dir il vero un pò fuori di testa c’è sempre stato (non si possono creare delle canzoni bellissime come le sue se non si è almeno un minimo fuori di senno), quindi ci siamo abituati: il personaggio in questione è il grandissimo Bob Dylan.

A quanto pare il cantante avrebbe già registrato pezzi conosciutissimi quali ‘Must Be Santa’, ‘Here Comes Santa Claus’, ‘I’ll Be Home For Christmas’ e ‘O Little Town of Bethlehem’. Non sappiamo se il tutto avrà una sua collocazione discografica (formato cd/album) o se sarà veicolato in altro modo (internet, radio o qualcos’altro). Passate nei prossimi giorni da queste parti e vi aggiorneremo su quanto detto. Nel frattempo, se avete qualche richiesta particolare da fare a Bob, scrivete direttamente una letterina a Babbo Natale…non si sa mai!

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