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Tutti gli articoli con tag Beirut

Beirut: "The Rip Tide" è il nuovo album. Ascolta il primo singolo "East Harlem"

pubblicato da intweetion

Beirut: "The Rip Tide" �¨ il nuovo album. Ascolta il primo singolo "East Harlem"

Finalmente ci siamo. Dopo una lunga attesa (due anni da “March of the Zapotec/Holland EP” e quattro dall’ultimo lavoro di lunga durata - “The Flying Club Cup”) tornano i Beirut, il progetto di Zach Condon con un nuovo album “The Rip Tide”, in uscita il prossimo 30 agosto per la “Pompeii Records”: l’etichetta fondata dallo stesso Condon.

Nove nuovi brani, incluso il singolo “East Harlem” che la band ha deciso di mettere in streaming gratuito (su disco sarà accompagnato da “Goshen”, il lato B). Buffa la copertina, buffa ancora di più la press photo allegata al comunicato: il gruppo è in barca, con un’aria decisamente allucinata. Vi ricordiamo che i Beirut saranno sul palco di “Ferrara Sotto le Stelle” in piazza Castello il prossim o5 luglio. Dopo il salto, la tracklist completa.

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Beirut, nuovo singolo e doppio Ep in arrivo

pubblicato da Lollodj

Uscirà il 17 febbraio “March of the Zapotec”, il nuovo ep di Zac Condon, aka Beirut. Come annunciato tempo fa, questa volta Condon si è ispirato alle sonorità ispaniche, tanto da volare in Messico per registrare l’album insieme alla Jimenez Band, un’orchestra mariachi di 19 elementi.

Allegato all’album ci sarà un secondo ep intitolato Holland, contenente cinque brani registrati da Condon da solo, nel suo studio personale, e su cui non si hanno per ora molte notizie. Il video che vedete qui sopra invece è il singolo estratto da “March…”.

Si intitola La Llorona, la “donna piangente”, ispirato a un’antica leggenda spagnola: racconta di una donna condannata a vagare come fantasma, piangendo per l’eternità dopo essersi tolta la vita per amore. Poetico e struggente come sempre, Condon è un artista che piacerà agli amanti del Capossela più romantico, o a chi apprezza le atmosfere rarefatte dei Radiohead più malinconici.

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Ritmi spagnoli per il nuovo corso dei Beirut

pubblicato da Lollodj

Dei Beirut avevamo parlato in occasione dell’uscita del loro ultimo album, un lavoro bellissimo fortemente influenzato dai suoni tradizionali parigini. Il grosso problema della band di Zach Condon, deus ex machina del gruppo, era però la capacità di rinnovare un suono, quello di stampo etnico-balcanico, che ha ben pochi spazi di innovazione.

Lo stesso Condon, in una lettera pubblicata qualche tempo fa sul sito ufficiale, annunciava che “è venuto il momento di cambiare qualcosa e di reinventarne altre, e di tornare con una nuova fresca manciata di canzoni”. Canzoni che lo scorso sabato ha presentato durante un concerto alla Music Hall di Brooklyn.

My wife, The shrew, Benito Juarez e Leaotinito i titoli dei nuovi brani, questa volta influenzati dai suoni e dai ritmi della musca tradizionale spagnola e portoghese. Dopo i Balcani e la Ville Lumière, la penisola iberica sembra quindi essere la nuova fonte di ispirazione del gruppo, che continua a trovare nella vecchia Europa (Zach è americano) la sua fonte di creatività.

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Beirut band, un nuovo corso per la musica indie

pubblicato da Lollodj

beirut bandChe il fenomeno indie (la musica di Bloc Party, Arctic Monkeys e Franz Ferdinand, per intenderci) stia cambiando bruscamente direzione dopo aver dominato gli ultimi anni, è ormai chiaro sopratutto dopo il successo di band come Arcade Fire, The Go! Team, I’m From Barcelona. E il prossimo album dei Beirut, stravagante progetto dell’autore-polistrumentista Zach Condon, potrebbe essere il punto di svolta. Strana storia quella di Condon, ragazzo prodigio di Albuquerque che a 15 anni produceva da solo, nella sua cameretta, brani doo-wop e electro-pop. A 16 anni, nonostante un ottimo curriculum scolastico, lascia il liceo e parte per un lungo viaggio in Europa, un viaggio liberatorio dove tra eccessi, sbronze e avventure romantiche, scopre la musica gitana e balcanica. Narra la leggenda che una sera, sentendo della strana musica arrivare dall’appartamento sopra il suo, sia finito in mezzo a un gruppo di musicisti gitani e che in una sola notte abbia maturato “The Gulag Orkestar”, il suo primo album.

Descriverlo non è facile: prendete una buona dose di Goran Bregovic (il musicista dei film di Emir Kusturica), aggiungete la voce sognante di Thom Yorke, l’atteggiamento vagamente stradaiolo alla Beck e una spruzzata di densa malinconia (incredibile in un ragazzo di soli 19 anni) e avrete un’idea delle atmosfere dell’album. Dopo questa esperienza, Condon si trasferisce a Parigi dove ciò che resta dello spirito bohemien gli ispira l’ep Long Island, uscito nella primavera del 2007. Il caratteristico sound balcanico viene leggermente smorzato dalle fisarmoniche, che riportano direttamente alla Parigi che fu la Ville Lumière di fine ‘800, come nella struggente “Elephant Gun”: echi di fredde mansarde (la tipica abitazione dei bohemien), di romanticismo maledetto, di Rimbaud e di bottiglie di vino scolate per non sentire il male dell’esistenza. Intanto il nome dei Beirt comincia a uscire dai blog di appassionati e dalle riviste specializzate per farsi conoscere da un pubblico più vasto.

Il nuovo album, “The flying club cup”, in uscita il 9 ottobre, risente ancora di più delle influenze parigine, anche se non mancano l’ukulele (la tipica chitarrina hawaiana strumento preferito di Condon) e i fiati gitani che hanno reso famoso il sound del gruppo. Se l’album avrà il successo che ci auguriamo, potrebbe essere l’inizio di qualcosa di più grande, e speriamo anche più originale, della scena indie rock dominante. E’ possibile ascoltare parte del nuovo album è sul sito flyingclubcup.com, e intanto vediamoci il video della romantica “Postcard from Italy”, dall’album “The gulag orkestar”.

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