Pessima esperienza per Badly Drawn Boy, che in un concerto a Los Angeles finisce per insultare il pubblico e minacciare di andarsene. Alla fonte di tutto, alcuni problemi tecnici che impediscono al cantautore di suonare bene e irritano gli spettatori presenti. Spazientito, ha così perso le staffe:
«Non me ne frega un c***o, me ne vado a casa. Questa è la fine del concerto per me. Se questi s****i continuano a dire stupidaggini, me na vado. Qualcun’altro vuole dirmi ca***te? Pensate che mi piaccia stare qui? Non credete che starei meglio a casa con i miei due figli?»
E dopo che una fan ha urlato “ridacci i nostri soldi”, Damon Gough - questo il vero nome di Badly Drawn Boy - l’ha insultata chiamandola “cunt”, epiteto non precisamente traducibile in italiano ma comunque estremamente offensivo, soprattutto se utilizzato contro una donna. E ha continuato:
«Tutti quelli che non vogliono stare qui, vadano a farsi fottere. Suonerò ancora qualche canzone. Sto provando a fare del mio meglio, fottetevi se non volete stare qui. Fottetevi, str***i di Los Angeles»
Finito lo show, l’artista ha ammesso che il concerto è stato “un fottuto disastro”.

La ‘recente’ colonna sonora per il film-tv “The Fattest Man In Britain” ci aveva lasciati con un po’ di amaro in bocca: un buon lavoro, qualche ‘zampata’ da grande songwriter, ma sicuramente troppo poco per giudicare se il pop di qualità a cui Damon Gough ci aveva abituati con i primi album era tornato a splendere.
Detto fatto, arriva l’annuncio di un nuovo album, a quattro anni dal non riuscitissimo “Born In The UK”: un disco con molti difetti che mostrava la corda in troppe occasioni. Il prossimo lavoro arriverà nei negozi il 4 ottobre e si intitolerà “It’s What I’m Thinking, Pt 1″. Quel ‘part 1′ non vi sarà sfuggito: c’è la speranza di un seguito? Se sì, potrebbe significare che la vena creativa di Badly Drawn Boy è nuovamente in una stagione di abbondanza.
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Sarà forse uno dei peggiori segni dei tempi, ma l’utilizzo di brani in pubblicità è una fonte di notorietà (e di compensi economici) notevole. Una di quelle occasioni che possono segnare un punto di svolta nella carriera di artisti minori o, comunque, restituire ‘ossigeno’ a una etichetta in difficoltà.
In Inghilterra, dove di singoli e artisti emergenti ne sanno qualcosa, hanno deciso di stilare una classifica in merito. Identificare i dieci brani più utilizzati nelle pubblicità commerciali. Con tanto di marche e industrie. Alcune sorprese tra le posizioni. Innanzi tutto la prima.
I Polyphonic Spree, colpevolmente poco noti da noi, sono in testa con “Light and day”: la traccia che caratterizza la campagna di Sainsbury’s (nota catena di supermarket UK). Immancabili ovviamente i Take That con “Shine”, sempre per una catena di supermercati, e Badly Drawn Boy con la sua arcinota “All possibilities” a fare da colonna sonora a uno spot di materiali elettrici. Le dieci posizioni sono dopo il salto: voi, invece, diteci i vostri abbinamenti preferiti spot-canzone nei commenti.
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A tre anni di distanza dall’ultimo album “Born in the UK” e a ben sette dalla precedente ‘incursione’ nel mondo del cinema con “About A Boy”, Damon Gough, al secolo Badly Drawn Boy, ha curato un’altra colonna sonora.
Il songwriter inglese infatti sarà l’autore delle musiche del film-tv “The Fattest Man In Britain”, scritto da Caroline Aherne e Jeff Pope e che vede protagonista Timothy Spall (l’interprete di Peter ‘Codaliscia’ Minus nei film di Harry Potter).
Il il disco verrà pubblicato il 14 dicembre, si intitolerà “Is There Nothing We Can Do” e -avendo un titolo differente da quello del film- potrebbe essere un album intero di canzoni, in qualche modo ‘autonomo’ dalla colonna sonora, come è già accaduto in occasione del film tratto dal romanzo di Nick Hornby. Non ci resta che attendere fiduciosi. Intanto, dopo il salto, il video di “Silent Sigh” proprio dalla soundtrack di “About A Boy”.
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