Quando c’è lo zampino di Mara Maionchi difficilmente si sbaglia, soprattutto quando deve investire su soggetti “oversize” con un immenso talento vocale da sfruttare. Fece centro con Tiziano ed adesso ci riprova con Antoniono Spadaccino, un vincitore reietto di “Amici”.
Già dall’anteprima del nuovo brano “Costellazioni” avevo speso buone parole: adesso, al first listen del brano completo, mi viene da dire che finalmente è stato ben sfruttato l’estro vocale di questo ragazzo che poca fortuna ha avuto in passato. Mara l’ha preso sotto la sua protezione e, musicalmente parlando, ha individuato la giusta strada, quella che potrebbe portargli molti benefici. Inoltre, cosa che non guasta, quel calo di peso va ad associarsi ad una serie di elementi positivi che riportano il personaggio ad essere competitivo (come sappiamo, volenti o nolenti, l’immagine conta).
Qui vi proponiamo il video ufficiale della canzone. La clip non brilla per originalità nè tantomeno induce lo spettatore ad appassionarsi al concept: per fortuna il sound del brano attira l’attenzione.

“Costellazioni è un brano che mi ha colpito al primo ascolto. E’ una canzone che probabilmente mi ha permesso di far conoscere altre sfumature della mia voce,un brano che ha una magia tutta sua. I riferimenti sono chiari si va dai suoni della Motown all’uso della voce in maniera soft quasi sognante un mix che mi ha piacevolmente sorpreso. Di sicuro è una canzone molto lontana dalle mie prime produzioni e il risultato finale è sicuramente qualcosa che non passa inosservato”.
Con queste parole l’ex vincitore di “Amici” Antonino Spadaccino introduce il suo nuovo singolo “Costellazioni”, primo estratto del nuovo album in uscita nel prossimo autunno.
Scritto da Fortunato Zampaglione, Mattia Del Forno, Fabrizio Ferraguzzo e Antonino (supportato dall’etichetta di Mara Maionchi), il pezzo risulta essere effettivamente molto accattivante per via dell’arrangiamento che rievoca una dimensione sognante caratterizzata da schitarrate, violini e suoni di campane.
Il testo, cantato grazie ad una metrica incalzante, riesce a calarsi bene nella modalità “onirica” (lasciatemi passare l’aggettivo) a cui si rifà il sound della canzone. Un valido singolo per il rilancio, insomma. Dopo il salto l’anteprima di “Costellazioni”.
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Non c’è Antonino Spadaccino che tenga, non c’è Alessandra Amoroso che tenga, non c’è Giusy Ferreri che tenga, non c’è Loredana Errore che tenga. Ragazzi diciamocelo senza fare troppi giri di parole: ad X Factor 3 ha dominato il talento puro grazie alla bravura superba di “Marco Mengoni“, il vincitore di quest’ultima edizione.
Finalmente uno dei talent show della penisola ha sfornato un bel gioiellino (il più bello di tutti quelli che abbiamo sempre decantato) ed è già pronto ad invadere le classifiche non solo italiane ma di mezzo mondo. Ha tutto quello che può servire ad una popstar: una bella presenza (estetica), una personalità particolare, presenza scenica, ecletticità, impegno, volontà, intelligenza e, cosa più importante di tutte, una vocalità pazzesca…e quando dico “pazzesca” la intendo nel vero senso della parola. Non è un caso se è stato soprannominato “Psycho Killer“. E come sappiamo la “pazzia” è uno degli elementi principali nella carriera di un artista e per fortuna lui detiene questa caratteristica.
Adesso ha solo bisogno di un buon lavoro della sua nuova casa discografica e il gioco sarebbe fatto. Non c’è da costruirgli nulla addosso: ha già nel proprio dna quello che il pubblico vuole, quindi non bisognerebbe cristallizzarlo in alcuna forma se non quella propria. Perciò a questo punto gli serve solo una bella canzone (purtroppo l’inedito assegnatogli non gli rende giustizia) ed una buona promozione. Speriamo che non si presentino passi falsi perchè in questo caso più di tutti lo spreco sarebbe eccessivo.
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Dopo la prima parte pubblicata ieri, ecco la seconda parte dell’intervista da noi realizzata ad Antonino Spadaccino. Oggi parliamo di connotati strumentali dell’album, una previsione sul prossimo vincitore di Amici di Maria de Filippi e una domanda “ficcante” sui dubbi che sul web vengono posti sulla sua sessualità.
In quali luoghi nascono di solito le tue canzoni?
Uno dei pezzi di quest’album è nato su una scogliera di una città del Gargano, Vieste, posto dove sono cresciuto andandoci spesso in vacanza. Gironzolavo con il mio cane e l’I-pod, andavo su questa scogliera e scrivevo. Più che il posto è l’orario che è bizzarro. Io scrivo sempre alle cinque del mattino. Se poi piove è ancora meglio.
Leggendo la tracklist, noto che c’è una fortissima attenzione alla componente strumentale, e in un album pop non è spesso contemplato. Da dove nasce questa esigenza?
Partiamo dal presupposto che oggi è tutto falso nella musica. Io a otto anni cantavo “Proud Mary” di Ike e Tina Turner, per farti capire come sono cresciuto. Con il secondo album, ci siamo detti: prendiamo i musicisti e usiamo gli stessi per tutte le tracce, con un suono tondo, Motown, anni ‘60, come piace a me. Tipo Eagles, Creeders. Poi, chiaramente, non nascondiamoci: dobbiamo nadare in radio e i pezzi singoli avranno un lustrino un po’ più pop e un suonino un po’ nuovo di roba digitale. A me però interessava lo scheletro, la struttura dell’album doveva essere così, live in studio. Per i cori non ho preso voci particolarmente bianche, anzi, ho preso tre vocioni di grande pregio.
Quanto è importante la competenza tecnica nella musica italiana oggi?
Se parliamo di Laura Pausini o Tiziano Ferro, sono due esempi di artisti che sono cresciuti molto, c’è uno sviluppo pazzesco. La Pausini di oggi rispetto agli esordi è completamente diversa. Nei live è incredibile. Nonostante sia un’artista diventata ormai di fama internazionale, al top nelle classifiche in tutto il mondo, migliora e studia. Anche se uno magari non fa un percorso di studi sui libri, ma ruba e rubacchia dai grandi della musica internazionale, è uno stimolo per chi ti ascolta. Sente come cresci e si appassiona sempre di più. Poi ci sono prodottini fatti a tavolino per le ragazzine che durano giusto una stagione. Senza fare esempi specifici, mi sentirei male a cantare certe canzoni.
Continua a leggere: Soundsblog intervista Antonino Spadaccino / 2
E’ con molto piacere che pubblichiamo oggi la prima parte di intervista ad Antonino Spadaccino, che molti di voi conosceranno come vincitore di Amici di Maria de Filippi nell’annata 2004/2005.
Non solo: nonostante le difficoltà che un’artista reduce da un reality ha per emergere poi per davvero (qui in Italia), Antonino ha raggiunto ottimi risultati di vendite e lo ritroviamo oggi in pieno periodo promozionale tra radio e tv.
E’ oggi infatti al suo secondo album dal titolo “Nero Indelebile”, uscito lo scorso 18 gennaio. Parleremo di musica, televisione, con qualche sfumatura legata al mondo del gossip e qualche aneddoto molto interessante, personale e non.
Oggi, la prima parte dell’intervista. Ricordiamo tutti i contatti web di Antonino: Myspace, sito ufficiale, forum ufficiale.
Chi è Antonino oggi?
Sicuramente è un Antonino più consapevole di quello che sta facendo. Sa già cosa vuole fare e dove vuole andare rispetto a due tre anni fa quando c’è stato il primo approccio con le telecamere e i primi palchi importanti. In fondo è l’evoluzione naturale che ogni artista ha.
Partecipare e vincere Amici ti ha portato oggi a raggiungere condizioni totalmente favorevoli alla tua immagine e alla tua carriera?
Guarda, se prendiamo come esperienza singola, per come l’ho vissuta io sì, ho un ottimo ricordo di Amici. Poi sta un po’ a te cominciare a camminare nel verso giusto. Finisci Amici, hai tanta visibilità, devi scegliere cosa fare, se vuoi diventare un personaggio televisivo oppure vuoi prendere la tua strada. La strada più semplice è entrare nel cast di o di Buona Domenica oppure cominciare a fare il prezzemolino in tutte le trasmissioni tv, oppure fare l’opinionista o roba del genere.
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