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Tom Meighan (Kasabian): "Internet ha ucciso il mito delle rockstar"

Pubblicato: 22 feb 2010 da Michele

Tom Meighan (Kasabian): "Internet ha ucciso il mito delle rockstar"

È inappellabile e assolutamente negativo, quasi fino ai limiti della crudeltà, il giudizio che il cantante e leader dei Kasabian, Tom Meighan, dà nel corso di un’intervista ad NME del rapporto delle rockstar con il loro pubblico nell’era di Internet:

“Penso che Internet, specie negli ultimi tre o quattro anni, abbia stretto in una morsa mortale il mito delle rockstar. Per colpa dei social network si conosce troppo della vita delle rockstar, non esiste più quell’aura di mistero che contribuiva a rendere immortali le figure carismatiche del rock, come David Bowie e Marc Bolan negli anni ‘70 e ‘80. Nessuno si sorprende più delle interviste rilasciate da questo o quel personaggio, ed è un fatto che ha davvero dei risvolti tragici.”

Secondo Meighan, quindi, caduti con Internet i filtri che mantenevano distanti le stelle del rock dai loro fans, si è perso del tutto il “divismo” che contribuiva a consolidare la carriera delle rockstar del passato. E voi, cosa ne pensate al riguardo?

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Vikk

    22 feb 2010 - 10:09 - #1
    1 punto
    Up Down

    Internet non ha fatto proprio nulla, più che altro non ci sono più rockstar nella vecchia accezione del termine, ma solo bambocci

  • Profilo di avorio

    avorio

    22 feb 2010 - 10:10 - #2
    0 punti
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    Facile, penso che chiunque faccia musica dovrebbe pensare solamente a questo, ovvero fare musica, studio, live, di qualunque tipo. Essere o meno una “rockstar”, essere o meno un’”icona” sono cose che decide il pubblico, non tu! Se anche sanno tutto di te, e meriti comunque di essere apprezzato e idolatrato, lo faranno comunque con o senza internet.

  • Profilo di carter

    carter

    22 feb 2010 - 10:18 - #3
    1 punto
    Up Down

    A dire il vero c’era una parte importante dell’intervista che non è stata riportata nella quale lui parlava dei blog di alcune di queste presunte rockstar dove si parlava di tutto, anche di cosa mangiano a colazione tra un po’!
    In parte secondo me ha ragione; l’aura di mistero ha giocato una grandissima parte nella costruzione di alcune star come David Bowie, mentre adesso c’è una tale morbosità del pubblico nei confronti delle persone famose che tra un po’ si sa pure che taglia di mutande portano!

  • Profilo di govinda

    govinda

    22 feb 2010 - 11:06 - #4
    0 punti
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    David Bowie è proprio la dimostrazione che, chi la sa fare la “rock star”, riesce a passare indenne nell’era di internet e dei SN. Sono mezzi di comunicazione aggiuntivi. Quello che più conta alla fine è la musica.

    Personalmente mi fa piacere se un artista si racconta ai fan e condivide un ropparto un po’ meno “divistico”. Se si parla invece degli eccessi, come il vero elemento che fa la “rockstar”, penso che sia un discorso che vada contestualizzato con i tempi. I comportameni che ha oggi la gente comune, anni fa, sarebbero stati visti come gli eccessi di una rockstar.

  • Profilo di madagascar

    madagascar

    22 feb 2010 - 14:20 - #5
    0 punti
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    È proprio il caso di dire che Rockstar con la R maiuscola si nasce. Intendo dire che quando c’è il talento e il carisma (quelli veri) e la musica è potente, allora non c’è facebook e twitter che tengano. I tempi sono certamente radicalmente cambiati dagli anni 60. Chi può paragonarsi però a Jimi Hendrix o ad Elvis oggi? Non diano la colpa ai nuovi mezzi di informazione. Semmai il vero pericolo è la pirateria informatica che negli ultimi anni ha tagliato la testa alla discografia e quindi anche agli artisti, potenziali nuove Rockstar. Non illudiamoci però, di vere Star ne nasce solitamente una ogni 30 anni.

  • axz

    22 feb 2010 - 16:01 - #6
    0 punti
    Up Down

    Il problema é che nessuno dei personaggi attuali ha di suo il carisma delle rockstar storiche. A furia di volere a tutti i costi “sembrare gente come noi” hanno perso molto.

    Le vecchie rockstar erano miti perche’ personaggi di rottura, trasgressivi, controcorrente. Quelle attuali sono omologate, commerciali.

    Essere rock era anche uno stile di vita.

  • Profilo di carmila

    carmila

    22 feb 2010 - 18:32 - #7
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    Forse è semplicemente il pubblico che è cresciuto, ormai le generazioni di 60/50enni hanno già nel loro background la musica pop/rock e il rapporto artista/pubblico non potrà essere mai più così ingenuo come era una volta. Oggi è più “paritario”, anzi, è il pubblico ad aver assunto più potere rispetto ai musicisti ed è un bene.
    E’ anche vero che oggi più che mai le “star” vengono costruite e tavolino, sono una il clone dell’altra e si susseguono annualmente, ormai: quale carisma e talento volete che abbiano? Comunque la vera star, quella che nasce ogni 20/30 anni non ha nulla da temere dalle nuove tecnologie.

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