Logo Blogo

Musica Italiana: 5 problemi da risolvere nel prossimo decennio

Pubblicato: 03 gen 2010 da Riccardo "Zago" Zagaglia

afterhours_paese

Si è appena concluso un decennio ed è quindi il momento di tirare le somme. Cosa è successo negli ultimi dieci anni di musica italiana? In linea generale quello che è successo un po’ in tutto il mondo: ottima musica lontano dal main$tream e robaccia proposta ogni ora del giorno sui canali tradizionali. Però noi in Italia ci portiamo dietro anche altri problemi, che andrebbero risolti nei prossimi dieci anni. Vediamo quali.

Età media elevata e tradizionalismo: Questo è il punto più importante: se guardiamo quali sono gli artisti italiani che hanno venduto di più in questo decennio, troviamo quasi solo “dinosauri” già famosi dieci, venti, trenta anni fa. Qualche nome nuovo in grado di vendere molto è arrivato (Tiziano Ferro o i Negramaro…), ma è incredibile vedere come siano solo eccezioni. Questo problema è comunque un problema legato all’Italia in generale, lo si può notare in molti altri campi e viene perennemente alimentato dalla comunicazione di massa (Sanremo, ospitate della domenica ecc..) che continua a puntare su un target di fascia di età decisamente avanzata. In più siamo un paese tradizionale nel midollo, l’abbiamo nel sangue… il problema è che “tradizionale=vecchio”.

In radio e tv passa solo un genere: Quanto è sconfinato il mondo della musica? Quanti generi e sottogeneri esistono? Allora perchè si continua a puntare esclusivamente su un genere solo, ovvero il pop melodico da sole-cuore-amore?? E’ un genere che rappresenta una piccolissima percentuale, su cento persone che fanno musica quanti fanno pop melodico? Seriamente, pensiamoci. Qui poi ci si riallaccia al discorso della tradizione, siamo sugli stessi clichè musicali da anni e anni. Che poi non sarebbe neanche un problema tragico, se non fosse che in questo modo è rimasta nell’ombra (o nella semi-ombra…) tutta la musica migliore (e ce n’è stata tanta e pure di altissimo livello) che il nostro paese ha proposto negli ultimi dieci anni.

I talent show: Va bene, hanno in qualche modo dato una mano all’industria musicale in crisi e hanno regalato parecchi “sogni adolescenziali” a migliaia di ragazzine, ma se parliamo di musica, sono stati più un danno che altro. Oddio, non è che una Noemi o un Marco Mengoni siano peggio di tanta musica italiana che ci hanno propinato negli ultimi dieci anni… anzi… però la linea generale è piuttosto scarsa e si riallaccia tranquillamente ai problemi dei primi due punti. Che musica esce da quei programmi??? Un solo genere, vecchio e tradizionale. Esempio massimo Mengoni, che ha dimostrato di poter fare qualcosa di buono ma poi una volta sul mercato si è trasformato automaticamente in una cosa che chiamerei “il solito”… come quando si va al bar o al ristorante: “Cosa le porto?”… “il solito grazie”. Senza contare il problema di fondo dei talent show, ovvero che spesso non sono altro che gare canore/karaoke. Quando si capirà che per fare Musica la voce può passare in secondo piano?

Non si crea cultura: Se in televisione si continua a elogiare l’ignoranza (in tutti i campi, basta vedere i programmi trash) c’è poco da fare. Ho sentito addirittura etichettare i Velvet Underground come “a-musicali” o gli Afterhours come “alieni”, per poi magari elogiare il Michael Bolton di turno (sembra una barzelletta…). Ora, la musica può essere sia cultura che intrattenimento ed è forse giusto che esista anche quella di puro intrattenimento (che mondo sarebbe senza?). Il problema è che viene proposta solo quella. In USA ci sono programmi seguitissimi (quelli di Letterman, Leno e compagnia bella) in cui vengono invitati artisti e gruppi di qualsiasi tipo e genere, stesso discorso in Inghilterra con Jools Holland, da noi invece tutto ciò è impensabile. Senza contare tutta l’ipocrisia gratuita a cui siamo abituati, in cui tutti sono bravissimi e tutti sono i migliori… così non si crea cultura.

Internet, siamo indietro: Abbiamo 13 milioni di iscritti a Facebook (1/5 della popolazione) ma un mercato digitale di dimensioni infime (siamo a livelli di paesi con 1/10 della nostra popolazione…). Dov’è il problema?? Infrastrutture?? Forse, ma è un problema prima di tutto di mentalità. In altri paesi Internet ha già un influenza superiore ai media tradizionali (tv e radio) da noi non è così, Internet conta ancora pochissimo. Quel che è successo con gli Arctic Monkeys in UK, da noi è impensabile (e stiamo parlando di 4 anni fa…). Manca la cultura dell’informazione musicale (rialacciandomi al punto precedente), siamo un popolpo di ascoltatori passivi che ascoltano solo quello che viene proposto dall’alto dai media tradizionali: Internet invece è universale, basta volerlo e ci si può fare una cultura immensa, il problema è che nella nostra mentalità non c’è questa volontà. Probabilmente però le cose stanno già iniziando a cambiare e con un po’ di fortuna fra qualche anno anche da noi Internet modificherà la situazione generale grazie alla “libertà di scelta” che esso offre.

Per fortuna questo decennio ci ha lasciato parecchi progetti musicali made in Italy che fanno sperare in un futuro migliore. Bisogna ripartire da quelli (e da progetti come quello dell’immagine che trovate in cima al post), cercando di risolvere questi cinque punti, cercando quindi si svecchiare il più possibile tutto il mondo che ruota attorno alla musica italiana. Per farlo però bisognerebbe però chiudere l’occhio che guarda verso i Talent Show e aprirne uno su Internet.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (13 Voti | Media: 4.38 su 5)
condividi condividi
98 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di skin89

    skin89

    03 gen 2010 - 16:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    D’accordissimo. Ci vorrebbe una standing ovation. Io proprio grazie ad internet ho cominciato ad ascoltare qualcosa che vada oltre il semplice pop che passa in radio! Il problema è che alla maggior parte non interessa… sono soddisfatti dei loro Tiziano Ferro e Laura Pausini…

  • Profilo di white

    white

    03 gen 2010 - 16:11 - #2
    1 punto
    Up Down

    zago bel post..mi piace. anche se io sono uno dei tanti poppettari che esiste in italia. che ne diresti di fare qualche Post-lezione sulla musica di qualità italiana?
    perchè come dici tu l’intrattenimento ci vuole, ma la cultura non guasta.

  • Profilo di mattejo

    mattejo

    03 gen 2010 - 16:37 - #3
    2 punti
    Up Down

    Insomma,d’accordo in alcuni passaggi,decisamente meno in altri…
    Io non capirò mai perchè bisogna far passare la musica POPolare sempre come quella fruibile da una massa ignorante,io ascolto sia musica underground che POP e mi piacciono entrambe,quindi sarei metà ignorante e metà colto? Per me la musica è musica,non si possono fare discriminazioni “raziali” anche in quest’ambito…la vedo così. Viva Dente,viva Tiziano Ferro insomma…!

  • Profilo di fasti5

    fasti5

    03 gen 2010 - 16:39 - #4
    1 punto
    Up Down

    Lo trovo un post giusto. Soprattutto il punto di “creare cultura”, la trovo una cosa veramente importante. L’unica cosa su cui non concordo è il generalizzare con il termine “pop melodico”. Non demonizzerei il pop (melodico o meno) perchè anche in esso è possibile trovare degli ottimi compositori, interpreti, che hanno studiato e che fanno delle melodie interessanti e spesso volte molto più originali di tanti generi che invece si ripetono da soli (mi viene in mente il blues, l’originalità melodica del blues è veramente pari a zero!). Io trovo che il pop sia un genere degno quanto, che ne so, il rock o il jazz, solo che siccome questi generi sono, nella mentalità “da finto cultore” (e qui mi riallaccio al discorso della cultura, perchè in questo modo la gente valuta secondo una conoscenza e non secondo la diceria di fantomatici critici che non sanno distinguere un DO da un SOL) dei generi intoccabili, allora tutto ciò che è etichettato come rock o jazz non può essere criticato “altrimenti non capisci niente”. Invece come nel pop ci sono tante cose che non sono proprio artistiche, la stessa cosa capita negli altri generi (il rock e il jazz sono un esempio). Quindi io direi che sia importante valorizzare le cose belle del pop facendo si che le radio le trasmettano e non trasmettano tutte le altre orribili monopolizzando i media, però dall’altro pretendo anche che vengano valorizzate le cose belle degli altri generi altrimenti il problema non si risolve e diventa solo la crociata “contro il genere popolare” che è obiettivamente sintomo di ignoranza.

  • Profilo di gra106

    gra106

    03 gen 2010 - 16:49 - #5
    -3 punti
    Up Down

    Io ancora non capisco sta crociata contro il POP, io sono strasoddisfatto di Pausini e Ferro e me ne vanto, e non mi sento per questo più ignorante. Siamo nell’era di internet, ed ognuno è liberissimo di ascoltare ciò che più aggrada, senza farsi troppi problemi (io la radio nemmeno la sento, e se per questo, la Pausini che tanto schifo fa, non è poi passatissima alla radio, basta vedere i suoi due ultimi singoli).
    Siamo tutti liberi, di sentire ciò che ci piace, senza per questo limitare la libertà altrui, di ascoltare Ramazzotti, Pausini, Vasco, D’alessio, Ferro, Ferreri etc etc e sentirsi sempre derisi e offesi, capita sovente

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    03 gen 2010 - 16:59 - #6
    5 punti
    Up Down

    attenzione, non è pop = schifo, come in tutti i generi ci sono le cose buone e le cose da dimenticare. Ferro per esempio fa del buon pop, lo fa con intelligenza e gusto (soprattutto ultimamente), lo stesso Elisa, Carmen Consoli, Bersani, Silvestri, senza scomodare i grandi del passato come Battiato. Sempre Pop. Però nella maggioranza dei casi è comunque musica legata alla tradizione di decenni fa…qualsiasi pezzo uscito da Amici per esempio potrebbe essere un pezzo sanremese di vent’anni fa e potrebbe essere cantato dagli stessi cantanti di vent’anni fa. Basterà accendere la tv a Sanremo fra qualche mese e ci saranno sempre le solite canzoni, cambiano solo le voci.
    Ci rendiamo conto che le uniche cose che si distaccano solo in parte dal concetto di sole cuore amore che sono arrivate alla massa in questo decennio sono sozzerie come il TRL-pop-punk per dodicenni o un certo tipo di rap che chiunque ami il rap ci penserebbe due volte prima di ascoltarlo? E questo rappresenta una piccolissima percentuale della musica, per dire, il metal dove’? l’elettronica dov’è? il punk dov’è? il jazz dov’è? e sono tutti macrogeneri ben più vasti e pieni di sottogeneri rispetto al pop.

  • Profilo di pattok

    pattok

    03 gen 2010 - 17:11 - #7
    0 punti
    Up Down

    uau zago..bellissimo commento l’ultimo..non hai tutti i torti…

    ma cmq penso che la musica stia prendendo queste direzioni xk l’industria discografica si vuole salvare e ha bisogno di vendere..pure lanciando gruppi schifosi o nuovi ragazzi dai talent show su cui le ragazze sbavano…o nuove ragazze-donne dalle voci particolari…

    e poi cmq…tutti quesi che ho citato non vendono manco un granchè…solo pochi…gli altri al massimo fanno disco di platino..

    e non fanno mica le vendite stratosferiche di chi sa fare musica e la fa da bambino e ci lotta x farla bene…come l’artista che hai citato..

  • Profilo di fasti5

    fasti5

    03 gen 2010 - 17:11 - #8
    0 punti
    Up Down

    Zago, però secondo me nel metal, nell’elettronica, nel punk e nel jazz ci sono tante cose che non sono belle così come alcune cose pop non lo sono. Ogni genere c’ha il suo “orrore” quindi è giusto che i media non si fossilizzino passando un solo genere, però non trovo neanche giusto che la radio mi passi l’ultimo singolo degli Offspring che è brutto. Mentre solo perchè sono gli Offspring e fanno quel punk-rock allora io devo dire che è giusto che passi in radio. Quindi anche le radio devono passare ciò che merita, perchè altrimenti è giusto che anche del pop passino le schifezze, così come degli altri genere passano.
    _____
    Comunque gra06 il discorso di zago non verteva sul “la gente non deve esser libera di ascoltare ciò che ci piace” ma “ci sono dei generi musicali che meritano di essere promossi attraverso dei media che parlano alla massa come la radio e la televisione”.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    03 gen 2010 - 17:22 - #9
    1 punto
    Up Down

    @Fasti, concordo…ed infatti il problema è che praticamente le uniche cose punkrock (anche se è un termine un po forzato per gli ultimi Offspring) che vengono passate sono le cose che meritano di meno. Ma di punkrock quanto ne passano 1 su 1000? stesso discorso per gli altri generi. (escludendo le radio tematiche…ma anche li, in percentuale alla fine si tende a proporre le cose meno interessanti.

  • Profilo di pattok

    pattok

    03 gen 2010 - 17:30 - #10
    -1 punto
    Up Down

    bè dai i muse non fanno un genere tanto pop ma hanno qualcosa di strano e le radio li passano…l’ultimo loro singolo è davvero bello….

    e uprising..pur essendo bello non mi sembrava tanto da radio..main radio c’era cmq..

  • Profilo di white

    white

    03 gen 2010 - 17:37 - #11
    0 punti
    Up Down

    si ma i muse sono l’eccezione.
    è vero che le radio passano sempre le stesse cose.
    anche se qualche radio sta cercando di emanciparsi,mandando anche molte hit storiche del passato.

  • Profilo di mattejo

    mattejo

    03 gen 2010 - 17:45 - #12
    0 punti
    Up Down

    Così è un altro discorso,se ci togliamo gli artisti citati da Zago allora già andiamo ad escludere una bella fetta del mercato discografico,questi sono ARTISTI,senza dubbio,e non c’entrano nulla con un ventennio fà…A parte l’ultimo Bersani,piuttosto deludente rispetto al passato. Alla luce di questo quoto moltissimo fasti5 quando dice che ogni genere ha i suoi “orrori”.
    Per quanto riguarda i Talent,a mio avviso vanno sfruttati ma in maniera migliore;giusto per dare continuità al discorso di Zago,direi che forse in Italia non siamo ancora “pronti”,nel senso che è un problema non solo di case discografiche ma anche di autori e SOPRATTUTTO arrangiatori,abbiamo anche autori piuttosto capaci ma a livello di lavoro fonico e melodico siamo molto sotto gli standard;qualcuno buono ce n’è,ma è abbastanza di “nicchia” (vedi Big Fish).
    Che gli Offspring abbiano abbandonato ormai da un pò un certo tipo di sonorità più specifica e senza dubbio più interessante non è una novità.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    03 gen 2010 - 18:12 - #13
    0 punti
    Up Down

    Che poi i Muse come concetto non sono tanto lontani dal mondo del pop, ma comunque siamo già in ambito internazionale. Qui stavo parlando della situazione della musica italiana.

    Io reputo certe cose come Britney Spears o che so gli NSych delle vere sozzerie a livello musicale, però è emblematico il fatto che da noi neanche cose del genere vengono fuori. Noi siamo limitati (nel tradizionale sole-cuore-amore) all’interno di un campo già limitato di suo come è il pop commerciale.

    @Mattejo, vero il problema è anche degli autori e degli arrangiatori (le cose sanremesi sembrano fatte con lo stampino) …ma questi sono due ruoli che alla fine rientrano spesso nella solita categoria del pop all’italiana o del karaoke. Per dire, una rock band difficilmente ne ha bisogno, lo stesso un progetto di elettronica o un cantautore sperimentale o un rapper (che magari può aver bisogno di un collega che fa le basi).

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    03 gen 2010 - 18:21 - #14
    2 punti
    Up Down

    Il discorso non è “pop o non pop”, il discorso è “solo pop o anche qualcos’altro?”. Pop è un termine che non ha molto senso tra l’altro. Anche i Beatles e i Beach Boys erano pop, ma di che qualità! Il problema non è il pop ma la mancanza di qualsiasi altro genere. Il pop si nutre solo di se stesso perché la maggior parte della gente, inclusi gli aspiranti “aertisti” dei talent show, non conosacono altro. Se una volta i musicisti pop si ispiravano alla musica classica o al jazz (ad esempio Brian Wilson si ispirava a Gershwin) ora i cantanti pop si ispirano a Laura Pausnin e Eros Ramazzotti, che, con tutto il rispetto, fanno musica molto banale. Se un tempo gli aspiranti artisti avevano una cultura musicalmente poliedrica, oggi gli aspiranti artisti (parlo ovviamente di quelli sempre sotto i riflettori dei media) sono ragazzini cresciuti a karaoke che non distinguono una base MIDI da un’orchestra che suona dal vivo. Diciamo che in Italia si sta allargando sempre più il divario tra esperti, musicisti veri di mestiere, e ignoranti cronici. Una volta la gente fischiettava arie di Verdi, oggi fischietta l’ultimo spot della Vodafone. Quindi direi che la musica pop ci sta benissimo, ma deve rimanere musica pop, non esseere osannata e spacciata come grande musica da tutte le tv. Altrimenti qui non capiamo più il valore delle cose. Pensate che un diplomato in conservatorio valga quanto chi non sa leggere uno spartito? Penso che la maggior parte della gente risponderebbe “sì” in Italia. E credo che la colpa sia anche dll’istruzione e dei mezzi di comunicazione statali. Va bene X-Factor, va bene Sanremo ma dateci anche qualcos’altro per favore. Avete mai notato che al gente ai concerti applaude quando il cantante prende note alte di tono o di intensità? PErché in Italia non sappiamo giudicare al qualità della musica in altro modo. Allora uno è bravo quando canta forte. E di tutto il resto non ci interessa più nulla.

  • Profilo di b3rlin

    b3rlin

    03 gen 2010 - 18:22 - #15
    2 punti
    Up Down

    purtroppo è tutto vero. Anche il nostro pop mainstream più sfrenato è altamente obsoleto. Tanto per intenderci, in Italia una come lady Gaga al massimo le facevano fare un pezzo dance che sarebbe durato 3 mesi e poi addio. I cantanti sono vecchi: verissimo. Se la rai mette in prima serata un gianni morandi che non fa altro che improvvisare un piano bar, di cosa dobbiamo meravigliarci. I talent show non producono innovazione. Purtroppo è vero anche questo. Due anni fa tutti pazzi per la ferreri, ora è semi sparita quasi. Spenti i riflettori, si spegne anche la loro buona stella. E poi sono tutti omologati. Se non è una storia d’amore finita, allora sarà una canzone sul fatto che oggi si è più forti di ieri. In Italia non c’è cultura musicale. Vero anche questo se rapportato al mezzo televisivo. Grazie a dio esiste una stampa di settore e molti siti che riescono ancora a proporre molte cose valide, ma ahime, sconosciute ai più in campo nazionale ed estero. Internet è sottousato. Vero anche questo. Esistono tanti siti ricchi di curiosità, di schede di approfondimento o , perché no, di notizie che vanno oltre la pausini, ferro e chissà chi altro. Giusto per far capire cosa voglio dire, esistono i post di tommyromi, per carità rispettabilissimi, e quelli di chi invece fa capire che oltre al mainstream, tra l’altro rispettabilissimo, esiste tutto un universo musicale di livello, per non fare troppa polemica, uguale.

  • Profilo di thenameless

    thenameless

    03 gen 2010 - 18:47 - #16
    0 punti
    Up Down

    zago for president!!!

  • Luca@111

    03 gen 2010 - 20:19 - #17
    0 punti
    Up Down

    Siamo alle solite, il pop vede sempre i soliti cantanti e lo stesso tipo di musica. Siamo d’accordo… Ma non mi pare che né il rock, né l’indie, né il rap, né i cantautori, nè le nuove band, né la cosiddetta musica “culturale” sono vitali, nuovi; tutt’altro: si ripetono sempre gli stessi moduli, si scopiazza qualcosa dai mercati esteri, specie anglosassoni, dove tra l’altro non c’è nulla di originale, per cui in Italia abbiamo anche (o soprattutto) tra la musica “colta” modelli di seconda mano.
    Mettiamocela via. Oggi come oggi, nulla si crea, molto si distrugge, ma soprattutto si copia (tutti, pure gli Afterhours e il Teatro degli Orrori), quindi inutile piangersi sempre addosso e realisticamente guardiamo quel che c’è e ascoltiamo felici ciò che più si confà a ciascuno. Soprattutto smettiamola coi “distinguo” e i puntini sulle “i”: sembra di sentire i nostri politici

  • Profilo di b3rlin

    b3rlin

    03 gen 2010 - 20:29 - #18
    -1 punto
    Up Down

    luca prova ad ascoltare carboniferous degli zu, o libro audio degli uochi toki se ti piace il noise rap, o Weiße dei microlux pop ambient estremamente minimale

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    03 gen 2010 - 20:51 - #19
    -2 punti
    Up Down

    @B3rlin, nomi azzeccatissimi. Gente come Zu e Uochi Toki sono “nuovi” anche a livello internazionale. E ce ne vuole ad essere innovativi al giorno d’oggi.

    In più una cosa è l’evoluzione di suoni precedenti stranieri (come può essere quello dei Il Teatro Degli Orrori con un certo noise-rock anni ‘90), un conto è riproporre lo stesso pop melodico di decenni e decenni fa, con gli stessi cliche e con le “basi” musicali, praticamente invariate.

  • lilli3

    03 gen 2010 - 21:07 - #20
    -2 punti
    Up Down

    Scusate se m’intrometto, mi sento estremamente ignorante dal punto di vista musicale (anzi, da tutti i punti di vista) e quindi di solito leggo senza intervenire, ma quando si arriva al discorso “oggi è peggio di ieri” mi si accende qualche curiosità in più e mi chiedo il perchè. Perchè oggi c’è poco di nuovo? Perchè si scopiazza? Perchè internet è sottoutilizzato (considerando che una volta neppure esisteva…) ?
    Non sarà magari che oggi c’è “troppa roba”? Che c’è poco di nuovo perchè tutto ( o tanto) è già stato fatto quando il panorama musicale era quasi vergine? Che per un non addetto ai lavori riuscire a distinguere il buono dal mediocre non è così immediato e richiederebbe (vista la mole di proposte, soprattutto in internet) tanto di quel tempo che uno dovrebbe stare con le cuffie giorno e notte?
    Insomma, io ci provo, ma non ce la faccio. Allora mi rifugio, tra l’altro, in programmi tipo XFactor (amici l’ho abbandonato dopo la prima edizione) che, se non altro, mi fanno conoscere un po’ della grande musica del passato e mi fanno sperare che da qualche giovane talento, tipo Marco Mengoni, possa uscire un artista “popolare” ma che, col tempo, ci possa proporre qualcosa di diverso. Almeno, ci spero.

  • Profilo di b3rlin

    b3rlin

    03 gen 2010 - 22:13 - #21
    1 punto
    Up Down

    @zago:si verissimo e tra l’altro moltissime riviste specializzate si sono sperticate in lodi per gli zu mentre qua li conosciamo in 3

    @lilli: se ti riferisci al lavoro che fa morgan nel proporre pezzi validissimi della storia musicale mondiale allora fai bene, però le logiche di mercato che animano la discografia dietro x factor sono notevolmente distanti. Insomma sono le stesse che stanno dietro ad amici. Se invece ascoltando le cover che fanno a x factor ti viene voglia di saperne di più su questo o quel cantante allora puoi sempre provare a sentire altri pezzi sul tubo e magari poi acquistarli. Anche se non sono un gran sostenitore, puoi servirti per cominciare, di wikipedia per meglio capire con cosa hai a che fare o se vuoi saltare wikipedia (te lo consiglio) puoi sempre scrivere nome del cantante e titolo dell’album seguito dalla parola review o recensione per farti un’idea di ciò che stai ascoltando. Qualche tempo fa se non sbaglio poi lo stesso zago aveva pubblicato una serie di post che riguardavano alcuni movimenti musicali. Puoi partire anche da quelli altrimenti l’ascolto che fai dei brani che sceglierai resta piuttosto fine a se stesso o, se vuoi, al mi piace/non mi piace. Insomma anche la musica fa cultura :D

  • Profilo di scam

    scam

    03 gen 2010 - 22:54 - #22
    1 punto
    Up Down

    Gran post zago d’accordo su tutta la linea. E aconferma diq uello che dice zago vi faccio cinque nomi ovvero Teatro degli orrori, Zu, Zen Circus, Giardini di Mirò e Ministri. 5 gruppi italiani che chi da poco chi da un po di più come i Giardini di Mirò fanno musica di qualità aldilà del genere. Ma non c’è cultura. E questi nomi non passano, se non in qualche trasmissione radiofonica di nicchia come Stereonotte. persino Virgin Radio che si vanta di essere alternativa, non è che sia cosi differente da altre radio sotto certi punti di vista. Ma il problema più grande sta proprio in quello di creare cultura ahimè. Una falla che è in tutti campi in Italia: basta vedere che tipo di film incassano tanto qui e quali libri vendono. Figuriamoci nella musica!

    Altra conferma a favore diq uello che dice zago è Marco Mengoni: ha una voce che potrebbe sfruttare in vari generi. E invece che tipo di canzone gli hanno fatto fare? La classica italiana..ma cavolo osate!

    Per quanto riguarda la tv il vero danno è Amici che ha un repertorio di canzoni tale da generare ignoranza su ignoranza.

    Io dico che se venisse dato spazio con regolarità al rock, al.rock, prog, metal, jazz, blues, trip-pop,ecc.. le persone inizierebbero a capire che forse Laura Pausini avrà si potenza vocale ma che è limitata ed è una macchietta. Comicerebbero a capire quanto sia banale Gigi d’Alessio e con lui Marco Carta. Comincerebbero a capire che Vasco oramai da 15 anni e Ligabue da 10 hanno finito le idee. Capirebbero che le emozioni si possono comunicare con altre tipologie di musica. é capitato a me che ascoltavo solo musica che passava la radio, in 10 anni grazie ad Internet e alcune (poche) trasmissioni radio ho scoperto mondi musicali che mai avrei pensato.

    Spero che quello a cui accenna zago non resti un’utopia!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    03 gen 2010 - 23:36 - #23
    0 punti
    Up Down

    La colpa non è solo delle logiche di mercato ma credo anche dei catnanti. A mio avviso se Marco di X-Factor avesse una cultura musicale un po’ decente si sarebbe scelto dei pezzi migliori. In fondo il nome e la faccia ce li mette lui, no? Si vede che gli sta bene cantare canzoncine così. Prendete i Bastard Sons of Dioniso ad esempio; anche loro sono usciti da X-Factor ma han fatto un album decisamente ben fatto e piuttosto originale. Preché i loro modelli non sono le canzonette degli ultimi 10 anni di Sanremo ma hanno un minimo di base classica. Le logiche di mercato seguono anche i gusti della gente e li assecondano. Se la gente non ha spirito critico tanto vale spednere poco e produrre dischi banali e malfatti in poche settimane, no? Tanto chi si accorge più della differenza tra Giusy Ferreri e i Pink Floyd? Anzi, meno una musica (o un film, o un libro…) mi impegna il cervello meglio è. Non possiamo aspettarci che sia il mercato ad educarci: il mercato ha lo scopo di fare più soldi possibili spendendo il meno possibile; è la sua natura, giusta o sbagliata che sia. Siamo noi che dobbiamo darci una mossa. Siamo noi che siamo culturalmente pigri e soddisfatti della nostra cultrua basata su Grande Fratello e Amici. Cosa ci aspettiamo, che la Sony apra una divisione di musica colta per acculturare le masse? Cominciamo noi a svegliarci dal torpore e poi vedrete che il mercato si adeguerà se vorrà continuare a vendere.

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 00:43 - #24
    0 punti
    Up Down

    @ zago: Mi dispiace: una copia è una copia, sia che copi il noise rock anni ‘90 sia che copi la melodia anni ‘50… se stessimo a guardare la datazione allora chi copia Bach è un povero demente ripetitivo o un raffinato cultore della musica “alta”?
    Suvvia…
    Quanto al nois rap o al pop ambient mi spiace, ma non sono certo stati inventati dagli uochi toki o dai microlux e lo sappiamo bene. Che poi vi piacciano, questo è un altro paio di maniche. Ad ogni modo nemmeno tutto ciò che è straordinariamente nuovo (e, ribadisco, non c’è quasi nulla di veramente originale) è bello, può essere solo sperimentale (e non significa geniale), ma anche fine a se stesso, brutto o bello, piacevole o sgradevole. Spesso e volentieri è solo un vicolo cieco, adatto per un pubblico che si stanca presto di soluzioni meno originali, ma che non ha di certo in mano la verità.Punto. Dire che bello = nuovo è come dire vecchio = brutto. Sarebbe piuttosto banalotto, no?

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 01:22 - #25
    -2 punti
    Up Down

    A quelli di qualche post fa: i Muse sono decisamente pop
    W la Tatangelo

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    04 gen 2010 - 01:30 - #26
    2 punti
    Up Down

    Trovami gruppi precedenti che “suonano” come Uochi Toki e gli Zu e poi ne riparliamo ;). Anche gli stessi Amari nei primi tempi proponevano una specie di post-hip hop che era assolutamente al passo con i tempi

    E non è questione di vecchio=brutto, nuovo=bello, è questione di immobilità musicale di decenni e decenni a livello italiano.
    Quando in Italia si hanno gruppi di questo tipo (e ci aggiungo anche i Port-Royal), essere rappresentati da gente come Ramazzotti o la Pausini è quasi offensivo.

  • Profilo di pattok

    pattok

    04 gen 2010 - 01:35 - #27
    1 punto
    Up Down

    io trovo il loro pop diverso dagli altri e non tanto classificabile come pop..

    solo xk le radio famose li passano non vuol dire che siano pop….

    undisclosed desires è fantastica e …diversa

  • Profilo di pattok

    pattok

    04 gen 2010 - 01:35 - #28
    0 punti
    Up Down

    ma la tatangelo che c’entra??

  • London80

    04 gen 2010 - 01:43 - #29
    2 punti
    Up Down

    quindi non ho capito, se fosse per luca saremo ancora qui ad ascoltare le porcate sanremesi anni 70 o tutte quelle cose da tv in bianco e nero?? Dio ci salvi! O magari di più recente chi?? Giorgia?? la Nannini? speriam ben di no!

    Ho vissuto in prima persona quegli anni e riguardarle oggi certe cose rasentano il ridicolo. Ben venga aria nuova, specialmente se diversa dalla canzone all’italiana.

  • Profilo di gra106

    gra106

    04 gen 2010 - 10:14 - #30
    -4 punti
    Up Down

    Zago offensivo per te, non per molte altre persone. Che peccato che la democrazia esista….

  • hugosss

    04 gen 2010 - 10:42 - #31
    1 punto
    Up Down

    Mi reputo una persona abbastanza curiosa musicalmente, un po’ orientata verso il pop/rock per lo + mainstream (Skunk Anansie, Smashing Pumpkins, Carmen Consoli, Afterhours, La Crus etc..) ma devo fare un’amara riflessione: gli Zu non sono poi così eccezionali come dite! :D
    Spinto dalle vostre recensioni ho provato ad ascoltare l’ultimo disco…l’ho ascoltato 2 volte…ma non ce la faccio proprio!!! Mi risultano irritanti e insensati!
    Questo cosa significa?Che gli Zu siano scarsi? No, che effettivamente il gusto condiziona il tutto…e non si può condannare qcno perchè i cantanti di nicchia non piacciono a tutti!!
    W la diversità musicale… ma anche il sano pop nazionalpopolare…
    …tanto alla fine..c’è posto x tutti!

  • alessioboom

    04 gen 2010 - 13:01 - #32
    0 punti
    Up Down

    Se i talent-show iniziassero a fare altra musica qui cambierebbe tutto. Sono (purtroppo) questi programmi mal fatti il fulcro di tutto il problema.

    Per la citazione fatta nel post a facebook:

    gli italiani sono un popolo strano. Gruppi creati per fare qualcosa di buono vengono ignorati, mentre gruppi del tipo “Se raggiungo 1 milione di fan mi tatuo 151 Pokemon sulla schiena” raggiungono centinaia di migliaia di fan nel giro di pochi giorni, e forse anche il milione. Con questo ho finito.

  • Profilo di fasti5

    fasti5

    04 gen 2010 - 14:38 - #33
    0 punti
    Up Down

    Volevo solo dire che concordo con MATTEJO quando dice che il problema del pop nostrano rispetto a quello estero (da cui, dai talent, escono cose anche buone) è perchè è un problema di autori e arrangiatori.
    E concordo anche col discorso di CLAUDEROUGES quando dice che il problema è che il pop si ispira allo stesso pop, che poi lo riconduco al concetto che facevo io della cultura, che in primis deve riguardare chi fa musica e poi, secondo me, anche chi l’ascolta.

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 15:20 - #34
    1 punto
    Up Down

    @ zago: pur non piacendomi né Ramazzotti né Pausini non ritengo che sia compito di nessuno scegliere chi debba rappresentare un paese. Altrimenti, dovessi scegliere preferirei essere rappresentato da Vivaldi o da Verdi piuttosto che dagli Uochi Toki o da Albano, parlando solo di totale qualità della musica: la qualità la fa il tempo. Il tempo seleziona. Ci rivediamo tra 50 anni e vedremo chi si ricorderà degli uochi toki. Farò il facile profeta: nessuno o 4 gatti (i quali naturalmente penseranno di essere i pochi eletti). Di Vivaldi, Puccini e Verdi si parla ancora. Modugno ha rifondato la musica italiana. Le scuole genovese, milanese e romana dei cantautori hanno profondamente mutato la canzone. E la rivoluzione si può dire riuscita perché hanno unito novità e notorietà. E non c’è rivoluzione senza le due cose assieme. Gli uochi toki (e altri) sono una rivoluzione (?) di nicchia (io continuo a pensare che siano copie, ma accetto il tuo punto di vista in merito), ovvero un ossimoro. Una non-rivoluzione. Che rivoluzione è una rivoluzione di cui non si accorge nessuno? Inutile.

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 15:26 - #35
    0 punti
    Up Down

    @ London 80: io non parlo dei miei gust personali, ma è un fatto che come al solito quelle saranno “porcate” per te, ma non per altri. Il fatto che tu le ritenga “porcate” è un tuo personale e rispettabilissimo giudizio che non raggiungerà mai il livello di verità assoluta e assodata. Ogni tanto un po’ di relativismo culturale (sì, proprio CULTURALE) non farebbe male. Non se ne può più di integralismi e di parrocchiette in questo paese.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    04 gen 2010 - 15:34 - #36
    -2 punti
    Up Down

    la qualità non la fa il tempo, il fatto che dopo 10 (e lo faremo ancora per anni) anni stiamo ancora a parlare di gente come Britney Spears o da 20 anni di Celine Dion è la dimostrazione.

    E poi…è importante scindere…ricordato da chi?? dalla massa o dagli esperti e musicisti? perchè se fosse per la prima non sarebbero ricordati neanche gruppi fondamentali come Velvet Undreground o Joy Division che non vendevano una copia.

    Le rivoluzioni non ci saranno più proprio per motivo di saturazione, c’è solo evoluzione, ogni volta viene aggiunto o tolto qualcosa sono mutazioni piccole. Quelle di Uochi Toki e Zu, sono mutazioni belle grandi.
    P.S. se continui a pensare che siano copie, devi fare anche i nomi degli “originali”, se no non ha senso ;)

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 16:01 - #37
    0 punti
    Up Down

    @ zago: è stata la massa, anche se in ritardo, a dare la fama ai Joy Division o ai Velvet Underground. Così come Eva Cassidy è divenuta famosa dopo la sua morte. La qualità la fa il tempo che ti piaccia o no. Se tra 50 anni si parlerà ancora di Britney Spears ti dovrai arrendere e accettare la cosa. Se no siamo sempre lì: c’è chi pontifica col paraocchi della sua presunta idea di qualità e poi c’è la musica che non ha barriere. Qual è la qualita intrinseca musicale dei gruppi o autori che esalti? Quali aspetti specificatamente musicali che li distinguono… solo la novità? Pochino, troppo poco. Ripeto novità non significa qualità, mix di generi non significa qualità, vecchiaia non significa qualità. Allora quali sono i criteri che connotano la qualità? Quella dei critici musicali che hanno preso solenni cantonate o che esaltano fenomeni di nicchia? Non credo proprio. Quanto agli Uochi Toki mi spiace ma l’hardcore non l’hanno inventato loro né il garage-punk né tampoco l’hip hop, i CCCP sono venuti prima di loro, e del resto loro stessi affermano con chiarezza (dovresti saperlo) : “Tutto ciò che diciamo o facciamo è stato già detto o fatto, quindi siamo degli str*!”. Il dadaismo dei testi inoltre viene direttamente dai primi del Novecento. Basta come modelli?

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 16:07 - #38
    0 punti
    Up Down

    @ zago: ah prima che mi chiedi di cosa siano copie gli Zu: sono un mix di jazz contemporaneo, un po’di Ahleuchatistas, aggiungici John Zorn e gli Ephel Duath e il gioco è fatto. Copie.

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 16:33 - #39
    0 punti
    Up Down

    bravo Luca@111 ti stavo già per mordere sulla questione CCCP ma ti sei corretto…se non facevano il viaggio berlinese non avrebbero fatto una cippa, hanno importato la Neue Deutsche Welle in Italia e basta (lo han fatto bene magari).
    Gli Uochi Toki arrivano dopo gli Offlaga Disco Pax che arrivano a loro volta dopo alti ancora…per far capire che tutto questo è decisamente “il solito discorso”

  • Profilo di zagoz

    zagoz

    04 gen 2010 - 16:35 - #40
    0 punti
    Up Down

    hai usato google?

    peccato che ti abbia portato completamente fuori strada. cosa c’entra il garage punk con gli Uochi Toki…lol… e l’hardcore? Pure il rap gli sta molto stretto…i CCCP pure non ci azzeccano nulla con gli Uochi Toki (mi chiedo se hai usato le orecchie per ascoltare o no…)

    John Zorn ci sta, ma siamo al limite (e siamo comunque nello stesso cerchio di “amicizie” con Patton e compagnia), gli Ephel Duath mondi proprio opposti.

    Senza contare che essere un “mix” di tante cose (perlopiù opposte) è lontanissimo dal concetto stesso di “copia”. Chi inventò il crossover fra rap e rock era una copia di chi? di Afrika Bambaata o dei Led Zeppelin? …suvvia..

    riguardo alla “qualità”, l’originalità ma soprattuto la non banalità (musicale e dei testi) sono fondamentali. Molto più dell’intonazione. Come è fondamentale l’importanza che viene esercitatà sui gruppi successivi. Ovviamente è una cosa che la si può sapere dopo svariati anni, ma è altrattanto ovvio che se non sei un minimo originale e diverso dai predecessori, l’influenza non è attribuile a te ma ai tuoi predecessori.

    “Se tra 50 anni si parlerà ancora di Britney Spears ti dovrai arrendere e accettare la cosa” - perchè c’è un limite di tempo prestabilito? 50 anni quindi? XD 49 no e?. Quindi se fra 50 anni si parlerà ancora di Britney Spears (magari per la sua bella pelata) allora dobbiamo arrenderci al fatto che la sua musica era “di qualità”. Scusa ma rido…

    Per ultimo, non li esalto solo io, anzi tutt’altro…è opinione condivisa (consiglio: cerca su google un’altra volta)

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 16:35 - #41
    1 punto
    Up Down

    sulla questione tempo mi trovo d’accordo con Zago, a costo di prendermi tanti tanti tanti meno (cosa di cui me ne sbatto il ca**) vi dico che Elvis non era niente di che eppure lo si continua a ricordare come dio in terra…e sui Beatles ci sto ancora riflettendo..

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 16:38 - #42
    1 punto
    Up Down

    ancora d’accordo su Zago sulla questione “copia/mix”. Perchè allora dovremmo bruciare i M/A/R/S/S con Pump up the volume e i Prodigy con Firestarter

  • Profilo di zagoz

    zagoz

    04 gen 2010 - 16:38 - #43
    0 punti
    Up Down

    Trigun gli Uochi Toki non arrivano dopo gli Offlaga;)

    E basta veramente poco per capire che se l’innovazione che portano gli Uochi Toki è un 10 su 100 (innovazione massima), quella della musica italiana che viene proposta tutti i giorni (quella di cui si parla nel post) e 0.0 periodico. E ripeto al giorno d’oggi tanto oltre quel 10 su 100 è difficile andare.

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 16:47 - #44
    0 punti
    Up Down

    Trigun gli Uochi Toki non arrivano dopo gli Offlaga;)

    secondo me si :D…testo stile torrente in piena..ti concedo le basi dai (essendo in stile hip hop), mi piace ma non sento la novità di cui tutti parlano, il dio dell’anno rimane Dan Deacon :D

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    04 gen 2010 - 16:55 - #45
    0 punti
    Up Down

    no no, dicevo che non arrivano dopo perchè sono assolutamente contemporanei, anzi se non sbagli i primi lavori degli Uochi sono precedenti a quelli degli Offlaga.

    Comunque le differenze sono molto evidenti, in linea generale si può parlare di spoken words su basi elettroniche ma è come dire che i metallica sono uguali agli iron maiden perchè entrambi fanno metal.

    Gli Uochi Toki hanno dei beat molto pù “tosti”, martellanti, distorti, noise, decostruiti, e il pseudo-rap è spesso e volentieri senza tregua, sbriciolando parole e dizionari interi, entrando ed uscendo di continuo dalla metrica che vorrebbe l’hip hop ritmato.

    Le basi degli Offlaga sono più avvolgenti, più legate ad un modo di fare elettronica di anni e anni fa, se non sbaglio vanno ancora giù di moog e comunque usano anche strumenti veri, e la linea vocale anche se a-melodica è totalmente diversa, per dire basta una parola per capire chi è uno e chi e l’altro e non per la voce, ma per come viene detta.

  • Profilo di trigun86

    trigun86

    04 gen 2010 - 19:14 - #46
    0 punti
    Up Down

    si si, sono aggrappati al Moog in modalità cozza alla bricola :)

  • Profilo di maxpayne

    maxpayne

    04 gen 2010 - 19:21 - #47
    2 punti
    Up Down

    IMMENSO intervento di zago che ben descrive la situazione che caratterizza il nostro paese. Il problema più grande è appunto la staticità. Di conseguenza arriva tutto il resto.

  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    04 gen 2010 - 19:51 - #48
    2 punti
    Up Down

    “Quando si capirà che per fare Musica la voce può passare in secondo piano?”

    Bella domanda, direi che in Italia, nel mainstream, una rivoluzione del genere non ci sarà mai, o se ci sarà, dovranno passare altri 2-3 decenni. Basti pensare a moltissima gente, anche di questo blog, che accusa la musica di Lady Gaga di non essere vera musica solo perchè è fortemente influenzata dalla musica elettronica. Per carità, non sto dicendo che Lady Gaga sia il modello perfetto di musica di qualità, al contrario, ma il concetto è più o meno lo stesso, la mentalità musicale di tantissime persone è molto ristretta. Pensate invece la reazione di questa gente all’idea di una canzone senza parte vocale. Uno shock!
    Certo, non sto dicendo che il primo adolescente che esce da un talent show si debba mettere a fare le suite di 10 minuti di rock sperimentale in stile Velvet Underground, ma basterebbe anche una canzone tipo “Around the World” dei Daft Punk (giusto per andare nel filone Elettronica da ballo) per regalare 5 minuti di puro intrattenimento moderno senza altri infiocchettamenti tipo testi sull’amore o arrangiamenti di batteria-chitarretta come si sentono da 100 anni e dimostrare di avere comunque un talento (il famoso fattore x). Adesso invece funziona solo così (ed è sbagliatissimo): bella voce=talento.

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 20:38 - #49
    0 punti
    Up Down

    @ zago: uh quanta acredine! Non ho cercato su Google ma ascolto e leggo le recensioni che, sui gruppi citati, parlano di quei modelli e di quei generi: ti piaccia o meno, questa si chiama “documentazione” (cito alcuni critici di cui se vuoi ti presenterò articolo cartaceo in merito: Stefano Pifferi, Francesco Nunziata). La verità è che ascolto senza paraocchi e ascolto tutto. Pezzi come “Il Necromante” mi fanno venire il mal di testa e oltretutto copiano testi di Calvino (sto citando testi e nomi, cosa che tu non fai…). Infine concludo che una cosa mi piace e un’altra no. Ma non faccio divenire i miei gusti Verità Assoluta. Poi, essere un mix di tanti originali non rende originali, rende un mix di copie. Che la qualità sia fatta dalla non banalità (altro criterio soggettivo) e non dall’intonazione è un altro principio soggettivo. E che Britney Spears (per inciso non mi piace) possa un giorno tra 22, 33, 44, 55 anni (chissenfrega di quanto tempo, se ti devi appigliare a qualcosa, usa pretesti meno banali) essere ritenuta un classico (spero di no) è una cosa alla quale non vedo perché dovrei oppormi partendo da chissà quale pulpito. Ed è qui il vero problema della musica italiana: la vocazione alla nicchia sia degli autori sia dei critici, il ripetuto e vano “mantra del “se tutti fossero come noi”. Io preferisco il “vivi e lascia vivere”. Comunque nessun problema: io mi terrò il mio relativismo culturale e ti lascio in compagnia della tua Verità Assoluta (sei in buona compagnia: tu, il Papa, qualche ayatollah, tutti i nostri politici italiani e un mazzetto di presidenti Americani…).
    Infine, non hai MAI, e ripeto MAI, fornito nessun chiaro, esplicito e pratico, e sottolineo PRATICO, criterio che connoti la qualità (e non intendo sostantivi generici come “non banalità”, “originalità”). Quali accordi o quali arrangiamenti non sono stati eseguiti già? Quali rime o quali assonanze nei testi non sono già state scritte? Nessuno. Vero?

  • Luca@111

    04 gen 2010 - 20:45 - #50
    0 punti
    Up Down

    P.S. scusa non capisco. Siccome è opinione condivisa da alcuni che gli Uochi Toki siano da esaltare allora va bene; se è opinione condivisa da altri che Britney Spears (che, ripeto, non mi piace) sia una numero uno, non va bene? Comodo considerare solo chi la pensa come te….

Pagina 1 di 2 - Totale commenti: 98
12 Successivi »
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento