Umbria Jazz Winter #20: ultimo giorno con Gino Paoli, Danilo Rea e Messa Gospel

Che il Jazz ad Orvieto sia diventato di casa come il vino, il Pozzo, la Torre del Moro e il Duomo, ce lo dimostra da vent'anni Umbria Jazz Winter che ad ogni fine dicembre ravviva le strade e la vita cittadina di una frizzante e festante atmosfera, carica di suoni e colori. Vent'anni di Umbria Jazz Winter hanno trasformato Orvieto da bella, ma pigra cittadina di provincia in capitale invernale del jazz.

In questi due decenni i più grandi musicisti italiani ed internazionali hanno calcato le scene del Teatro Mancinelli, del Palazzo del Capitano del Popolo, del Palazzo dei Sette e di tutte le altro più piccole, ma non meno prestigiose location del centro storico. Nei giorni della manifestazione, sempre a cavallo tra la fine di un anno e l'inizio di un altro, il jazz, il funk, lo swing e il gospel diventano l'aria che respiriamo e tutto, dalle facce che incontriamo per le strade alle vetrine, al ritmo delle nostre giornate, ci ricorda che la musica ha preso pieno possesso della città.
Quest'anno si sta, ancora per poche ore, celebrando l'edizione numero 20, riuscita e ricca, nonostante le difficoltà incontrante, stavolta più che mai, di reperire fondi e sponsor in un anno in cui la crisi ha colpito tutto e tutti, figuriamoci la musica. Ci si è messo anche l'alluvione che a novembre ha messo a terra un'economia locale già piegata. Ma alla fine il rito è stato celebrato ed il jazz è tornato puntuale, promuovendo anche una bella iniziativa a favore dele vittime di quel tragico evento, mettendo in vendita la sciarpa della solidarietà.
La ventesima edizione alla fine è diventata realtà, con spettacoli e personaggi di grande calibro, proposte interessanti, nuovi talenti e vecchie conoscenze. Nomi di punta quelli dei cantanti Gregory Porter, Kurt Elling e della grande Dee Alexander, del pianista Jonathan Baptiste, giovane promessa classe 1986, del percussionista cubano Pedrito Martinez.
Apprezzatissimi i virtuosismi a ritmo di samba di Paula e Jaques Morelembaum, il viaggio nel tempo alla ricerca di un antidoto ai talent show di Mauro Ottolini ed i suoi Sousaphonix, il quintetto tutto italiano di Giovanni Tommaso, accompagnato da Roberto Gatto, Pietro Tonolo, Flavio Boltro e Danilo Rea. Quest'ultimo oggi pomeriggio alle ore 16 al Teatro Mancinelli, sarà anche il protagonista insieme a Gino Paoli di uno dei concerti più attesi, già sold out da settimane dal titolo “ Due come noi che....” il viaggio di due grandi artisti attraverso il meglio della canzone francese, genovese e napoletana.
In questi giorni però, gli happening più divertenti e coinvolgenti sono stati quelli ospitati dal Meeting Point del Palazzo dei Sette, suggestiva location che di solito ospita una grande libreria, ma che a fine anno si trasforma in sala concerti. Sotto la cupola di vetro abbiamo ascoltato Gegè Telesforo ed il suo ottimo gruppo, abbiamo incontrato Renzo Arbore, seduto in platea ad applaudire il suo amico e pupillo, per poi ballare e ridera a crepapelle con l'energia dei Four Vegas e dei Rimbamband.
Ma Umbria Jazz Winter non sarebbe quello che è senza il Gospel di Capodanno, oggi alle 17 durante la Messa della Pace al Duomo e senza la street band dei Funk Off, vivace ensemble di fiati e percussioni che ogni giorno del festival alle 12 ed alle 18, come moderni pifferai magici trascinano code di persone danzanti da una piazza all'altra della città in festa. Da Umbria Jazz Winter e da Orvieto Buon Anno 2013 a tutti.

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