Niccolò Fabi contro i talent show: "Non fanno bene alla musica. I giudici sono i veri protagonisti"

In una lunga intervista a Libero, in occasione dell'uscita del suo settimo album, Ecco, Niccolò Fabi ha espresso la propria irremovibile contrarietà ai talent show di nuova generazione:

Che sono dai talent show, appunto: il talento senza la o. Sono spettacoli televisivi che corrispondono a logiche televisive. Nel caso dell'Italia, poi, c'è una vanità tripla per cui i veri protagonisti sono i giudici. X Factor è accattivante. Ma i talent show non mi piacciono. Non fanno bene alla musica. Ne fanno alla tv e a qualche casa discografica che riesce, grazie a loro, a raccimolare qualche soldino in più. Utilizzano i sogni di una generazione, non certo per scopi di educazione musicale. Ormai una discografica che vuole investire sui giovani non può se non attraverso le forche caudine di 'o fai Sanremo giovani o fai un talent'.

Il cantautore ha motivato anche la mancata partecipazione a Sanremo 2013:

Bisognerà vedere nella pratica. L'Italia peggiore è quella mafiosa, delle parocchie, delle caste. La logica del 'vado lì e porto tutti i miei amici'. Se Fazio e il suo team faranno la stessa cosa e porteranno tutti gli amici loro, vuol dire che non è cambiato niente. Sarà un'edizione più seria nel senso che hanno amici che suonano meglio. Se dobbiamo giudicare dalla scelta dei giovani non è che proprio mi venga un gran sorriso. Volendo fare la carta d'identità di chi è passato non mi sembra che sia in atto una grande rivoluzione. Ma non vorrei giudicare a priori.


Chissà che l'ascolto dei pezzi dei colleghi emergenti non possa fargli cambiare idea...

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