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Alice In Chains: "Black Gives Way To Blue", l'album senza Layne

Pubblicato: 02 ott 2009 da Riccardo "Zago" Zagaglia

aicscheda

Presentazione: Dopo quattordici anni dall’ultimo album in studio e dopo aver scritto pagine importanti della storia della musica, gli Alice In Chains tornano con un disco molto chiacchierato.

Giudizio complessivo: Si può recensire “Black Gives Way To Blue” senza fare riferimento al fatto che continuare l’avventura con gli Alice In Chains senza Layne Staley sia a dir poco scandaloso? Forse no, ma ci proviamo lo stesso. Il nuovo singer William DuVall, pur avendo un centesimo del carisma, si impegna veramente tanto nell’ imitazione (perchè di questo si tratta) di Layne e bisogna ammettere che in alcuni passaggi si fa fatica a trovare qualche differenza. Sul lato prettamente musicale Jerry Cantrell ci mette del suo come sempre, i riff e le atmosfere che riesce a creare sono riconoscibili fin da subito (il tutto opportunamente modernizzato). Quello che manca però sono le canzoni: i testi prima di tutto non sono all’altezza del passato e poi si ha la sensazione di stare ascoltando qualcosa che suona in un certo modo esclusivamente perchè deve suonare in quel determinato modo, senza avere realmente qualcosa di interessante e/o originale da proporre. Alcuni brani che spiccano ci sono, come ad esempio “Check My Brain” trainato da un riff memorabile (il ritornello forse troppo “solare”), “Acid Bubble” e l’acustica “When The Sun Rose Again”. Rimane comunque una discreta rivisitazione (piuttosto piacevole, se vogliamo) di un genere di cui oggi onestamente si sente la mancanza, almeno a livello mainstream. Come si dice in questi casi… “poteva andare molto peggio”.

Lista tracce - Voto:

All Secrets Known - 6
Check My Brain - 7
Last Of My Kind - 6
Your Decision - 7
A Looking In View - 7
When The Sun Rose Again - 8 (Miglior Traccia)

Acid Bubble - 7
Lesson Learned - 5 (Peggior Traccia)
Take Her Out - 6
Private Hell - 6
Black Gives Way To Blue - 6

Voto complessivo: 6,45

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 5 su 5)
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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Facco

    02 ott 2009 - 18:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    Beh.. a me piace.. tanto anche… già in “All Secrets Known” si fa fatica a distinguere Duvall da Layne… cantrell resta un idolo… In effetti avevo paura fosse il solito disastroso restauro di un vecchio gruppo.. (vedi guns n’ roses… chinese democracy a me fa un pò schifo…) Comunque ben venga Duvall…

  • Topper

    26 dic 2009 - 15:06 - #2
    0 punti
    Up Down

    Sinceramente devo dire che l’album e’ assolutamente in linea con lo stile dei vecchi Alice in Chains. Non trovo corretto nemmeno il giudizio negativo sui testi.
    Direi che dopo tanto silenzio questo e’ un dergno ritorno!

  • carlo80bw

    09 gen 2010 - 03:24 - #3
    0 punti
    Up Down

    Non trovo scandaloso il ritorno degli alice in chains senza Layne perché le musiche erano per l 80%scritte da Cantrell e anche una discreta parte dei testi che ritengo in ogni caso meno importanti. L album è ottimo. Sembra uscito dai primi anni 90e potrebbe benissimo essere la continuazione immediata dell ultimo Alice in chains. Ritengo check my brain e l acustico pezzo numero 6le 2tracce una più banale l altra più anonima di quasi l intero repertorio del gruppo. Si fa fatica ad ammettere che sia un brutto album, anche se si ritiene scandaloso averlo concepito, questo aiuta ancor di più a comprendere l onestà del lavoro svolto e la qualità. Confermata anche dal vivo a Milano il 2dicembre.

  • Profilo di blooddrunker

    blooddrunker

    15 mag 2010 - 23:08 - #4
    0 punti
    Up Down

    Non capisco perchè il ritorno degli Alice in Chains senza Layne sia motivo di così tanto sdegno e scalpore…E capisco ancora meno perchè questo sdegno debba riversarsi sulla valutazione negativa di pezzi che sono tutt’altro che piatti e senz’anima.
    A parte che, come ha scritto già Carlo sopra di me, per l’80% la mente degli Alice era ed è tutt’ora Jerry, ma nonostante questo personalmente credo che questo disco abbia una propria e grande personalità. Naturalmente l’impronta Alice in Chains si sente perchè questi SONO gli Alice in Chains, anche se i pezzi mi ricordano molto di più gli album da solista di Cantrell (Degradation Trip in primis).
    Comunque All Secrets Know la canta Jerry come gran parte dei pezzi…Duvall più che il nuovo cantante è una seconda voce, e in Last of my Kind si sente che non è e non prova nemmeno ad essere Layne.

  • AManAliveInABox

    06 giu 2010 - 19:48 - #5
    1 punto
    Up Down

    Amavo gli Alice in Chains come nessun’altra band, sono quasi riusciti a detronizzare i Police nel mio cuore e nell’anima più profonda o perlomeno ad affiancarsi a loro. La morte di Layne è stata lacerante per me al pari di mostri sacri come Freddy Mercury e Jeff Buckley, e sto dicendo tutto. Mondi diversi? Certo, ecco perchè dico quel che dico e confermo. Potrei disquisire sull’argomento a lungo ma non sarebbe il caso forse.
    L’album solista di Jerry Cantrell ha accompagnato le lacrime e i ricordi e il dolore fisico di quella assenza così profonda ed importante. Le lacrime di allora oggi hanno lo stesso sapore.
    Ascolto questo album con tutto me stesso e piango, lo ammetto senza mezzi termini. Ho 37anni quasi, ho vissuto un pò più di Layne, quel che sono lo devo pure a lui. Love Hate Love è la canzone di passione per eccellenza…passione e disperazione che si alimentano l’una con l’altra. Passione come passione di Cristo… più Cristo Layne di Cristo stesso. E so di essere blasfemo ma basta avere onestà intellettuale e rifletterci. Esagero davvero forse? No!
    Sto ascoltando A looking In View e sento le migliori vibrazioni firmate AIC, brividi lungo tutto il corpo. Layne non c’è più, Layne è tra noi, lui è dentro di noi. Noi che lo abbiamo amato e continuiamo amarlo. Questo album è onesto, son passati 14anni… non lo fosse voluto essere non avrebbero aspettato tanto. DuVall non scimmiotta Layne, la musica AIC rimane saldamente in mano a Jerry, la voce il timbro vocale AIC rimane Jerry e il fantasma di Layne gli è affianco spalla a spalla ancora… ora quelle voci sono 3, DuVall è la voce nostra che si unisce agli idoli. Ma è quella invisibile che continuiamo a sentire più di tutte.
    DuVall poi non è nemmeno un’idiota… ha pure una laurea in Filosofia. Cosa centra? Cavolo se centra! Jerry che non è stolto lo ha capito ed ecco perchè gli ha dato fiducia. Anzi… ha proprio rischiato forte ed ha avuto finora ragione. Senza DuVall credo non avrebbe ridato alito vitale agli AIC. Credo che questi AIC siano un tributo a Layne. Il modo migliore per tenerlo in vita insieme al mio ricordo, al vostro, a quello di tutti coloro che son tenuti in vita dalla stessa anima che Layne gli ha lasciato dentro.
    Il mio commento forse sembrerà delirante ad alcuni ma mi spiace deludervi… nessuna droga dietro le mie parole, la sola sostanza che mi scorre nelle vene è quella stessa onesta commozione che spero prenda tutti voi.

    Rest in peace Layne, our dearest friend.

    Davide

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