
Progressive is not dead…o forse sarebbe meglio parlare di neo-progressive.
Lo dimostrano i Mars Volta con Amputechture, loro terza fatica discografica. Riff cosmici, sprazzi sixties imbevuti di psichedelia, improvvisazioni da capogiro e minuzia nell’ esecuzione… il rituale del prog rock si ripete secondo schemi ormai collaudati, ma se non amate il genere statene alla larga!… Fermo restando che il prog autentico è tutt’altra cosa.
lizard
02 apr 2007 - 16:40 - #1Ho letto delle recensioni abbastanza feroci sull’ultimo lavoro dei Mars Volta, cosa che dimostra ancora di più il loro valore assolutamente puro. I Mars Volta, questo è ovvio, non sono adatti per tutti. O si amano o si odiano. Potevano scegliere la strada breve e di sicuro successo della banalità e dei riff orecchiabili, ma invece hanno intrapreso la via più ardua e faticosa: quella della ricerca e della sperimentazione. Attualmente non mi viene in mente nessuno con lo stesso coraggio…forse i Radiohead. A chi li accusa di esasperare e dilatare i tempi delle composizioni, con inutili fronzoli, si può rispondere che i Mars Volta hanno sempre usato il “noise” come tentacolo per saggiare l’atmosfera circostante, quindi non è una novità, ma una loro caratteristica. Io trovo questo disco visionario e bellissimo fin dal primo ascolto. Un’altra prova del loro valore prezioso che va preservato e non svenduto
lizard
02 apr 2007 - 16:41 - #2Ho letto delle recensioni abbastanza feroci sull’ultimo lavoro dei Mars Volta, cosa che dimostra ancora di più il loro valore assolutamente puro. I Mars Volta, questo è ovvio, non sono adatti per tutti. O si amano o si odiano. Potevano scegliere la strada breve e di sicuro successo della banalità e dei riff orecchiabili, ma invece hanno intrapreso la via più ardua e faticosa: quella della ricerca e della sperimentazione. Attualmente non mi viene in mente nessuno con lo stesso coraggio…forse i Radiohead. A chi li accusa di esasperare e dilatare i tempi delle composizioni, con inutili fronzoli, si può rispondere che i Mars Volta hanno sempre usato il “noise” come tentacolo per saggiare l’atmosfera circostante, quindi non è una novità, ma una loro caratteristica. Io trovo questo disco visionario e bellissimo fin dal primo ascolto. Un’altra prova del loro valore prezioso che va preservato e non svenduto