
Giuro: non lo faccio per farvi agognare. E quindi tolgo ogni equivoco che può sorgere da questo post. Non ci sono più biglietti per il festival di Glastonbury di quest’anno. Quindi a quelli, che come me non l’hanno comprato, non resta che sbavare ed invidiare a morte chi invece l’ha comprato.
E lo dico seriamente perché anche per quest’anno lo storico festival inglese ha, anche per quest’anno, una line-up incredibile. Non riesco ad elencarvi in un post tutti gli artisti che dal 25 al 28 di giugno animeranno i diversi palchi del festival.
Ci sono i Blur, Neil Young, Nick Cave e Bruce Springsteen. Ma anche Lily Allen, Franz Ferdinand, Lady Gaga e Pete Doherty. Potrebbe mancare un po’ di elettronica? Certo che no: Animal Collective, 2 Many Djs e Calvin Harris. Mi fermo qui ma potrei andare avanti per un bel po’. Se avete il biglietto, o solo curiosi, fatevi un giro su glastonburyfestivals.co.uk
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Carter
25 mag 2009 - 18:09 - #1La cosa assolutamente incredibile di questo festival è che ogni anno i biglietti finiscano molto prima che si sappia anche solo un nome del bill!
legghiunonloggato
25 mag 2009 - 21:23 - #2@ carter
quando lily allen non si lascia scappare dei nomi prima
Confo
25 mag 2009 - 23:45 - #3Quanto sono superiori i festival nel resto dell’Europa in confronto all’Italia… Glastonbury, T in the Park, Pinkpop, Benicassim, Sziget, Coachella negli states… noi ci accontentiamo di Traffic, MIami, Rock in Idro e pochi altri… :(
Carmila
26 mag 2009 - 18:07 - #4Confo: forse xchè siamo provinciali e nn si ha voglia di rischiare (gli organizzatori) e pigri mentalmente (il pubblico).
Dove la musica è considerata cultura i festival nn sono avvenimenti elitari ed “esclusivi” come in Italia ma aperti veramente a tutti i generi di audience: a Glastonbury vedrai accorrere giovani, adulti, anziani, rockers ma anche famiglie intere, cosa che in Italia farebbe inorridire e storcere il naso ai fighetti “padani” di casa nostra.
Comunque invece di farsi i chilometri fino in Ungheria o negli States qualcuno potrebbe provare a scendere nel “terzo mondo”, magari a RomaRock quest’anno tra Killers, Franz Ferdinand e Motorhead qualcosa di buono c’è.