
Presentazione: Ecco “The Pariah, The Parrot, The Delusion”, il quarto album della band californiana.
Giudizio complessivo: Ammetto che per quanto mi riguarda l’attesa per il nuovo album dei Dredg era veramente tanta, visto che considero il loro “El Cielo” (2002) uno dei migliori album della decade. L’ultimo album, “Catch Without Arms”, pur risultando comunque un ottimo disco, aveva alcuni sintomi di una flessione creativa. Sintomi che in “The Pariah, The Parrot, The Delusion” diventano ancora più evidenti: alcuni pezzi (”Saviour”, “I Don’t Know”) sono davvero esageratamente “easy”, mentre altri risultano poco a fuoco e meno ispirati del solito. Specie nei pezzi strumentali (”Stamp of Origin”, “Down to the Cellar”) comunque non mancano quei colpi di classe che in passato mettevano i brividi, il che fa aumentare ancora maggiormente l’amarezza verso “The Pariah, The Parrot, The Delusion”, perchè sono una band dalle potenzialità enormi. Insomma se confrontato con un album come “El Cielo”, c’è tanta “delusion”, ciò nonostante non me la sento di stroncare un album che in ogni caso è una spanna sopra a molte delle uscite discografiche di quest’anno.
Lista tracce - Voto:
Pariah - 7
Drunk Slide - 7
Ireland - 7
Stamp of Origin - Pessimistic - s.v.
Lightswitch - 7
Gathering Pebbles - 6
Information - 7
Stamp of Origin - Ocean Meets Bay - s.v.
Saviour - 5 (Peggior Traccia)
R U O K - 7
I Don’t Know - 5
Mourning This Morning - 7
Stamp of Origin - Take a Look Around - s.v.
Long Days and Vague Clues - 7
Cartoon Showroom - 7
Quotes - 7
Down to The Cellar - 8 (Miglior Traccia)
Stamp of Origin - Horizon - s.v.
Voto complessivo: 6,71
z3ro
16 mag 2009 - 17:41 - #1Interessante leggere oggi questa recensione su un disco che uscirà il 9 giugno :)
Montblanc0
08 giu 2009 - 22:19 - #2Mi trovo perfettamente d’accordo con te in ogni punto. La prima cosa che ho pensato è stata “Ma è il nuovo Leitmotif oppure… che ca**o stanno combinando?”. Poco Dredg ma comunque parecchio originali. Inoltre Information è un’estensione della colonna sonora di Waterborne, ma ho preferito l’originale What Have I Done. Inoltre, alla fin dei conti è di certo un bell’album ma El Cielo rimane imbattuto.
cicciod
10 giu 2009 - 20:38 - #3Ammetto, sono di parte, potevano anche registrare 74 minuti di vuoto che mi sarebbe andato bene però…..
Beh, per me è un gran disco!! ma capisco chi preferiva i suoni di El Cielo
A mio avviso, che vi piaccia o no (de gustibus) credo che i veri Dredg siano quelli di Catch w/o arms e di The Pariah, non quelli di Leitmotiv o di El Cielo, due opere che sono servite per “costruire” l’identità Dredg
Cmq mi hanno sopreso abbastanza, per alcune cose in positivo per altre in negativo; mi aspettavo un cd un po’ diverso.
Una cosa: flessione creativa???? ma sei fuori? ma dove? ma LOL!!
passa che come tutti noi ti aspettavi tanto e che tu speravi in un El Cielo II, ma flessione creativa proprio no.. voi che dite?
ci si becca a Ravenna
ciao
Domez
07 lug 2009 - 14:49 - #4Secondo me il recensore non ha colto il succo di questo lavoro che, lasciatemelo dire, è sicuramente il prodotto più maturo della discografia dei Dredg. Inutile continuare a parlare di “El cielo” (un grandissimo album), si tratta di un lavoro precedente dalla cui realizzazione sono passati diversi anni. I Dredg si sono evoluti, hanno seguito una maturazione artistica che li ha portati a questo cd. Il risultato: un insieme di tracce piene di buon gusto e armonia, scusate se è poco. E pazienza se sono ‘easy’ o meno, da quando in qua la musica si giudica in base alla pesantezza…
Pasqaule
27 ago 2009 - 16:19 - #5In tutto e per tutto d’accordo con Domez