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Amy Winehouse: i nuovi pezzi rifiutati dalla Label

Pubblicato: 23 mar 2009 da Madkid

E’ capitato soltanto pochi giorni fa ai connazionali Klaxons, oggi la stessa brutta sorte colpisce anche lei: Amy Winehouse si è vista stroncare senza appello tutto il materiale per il nuovo album inciso sull’ isola dei Caraibi dalla quale è da poco tornata.

Secondo il tabloid “The Sun” la Wino, rientrata a Londra dopo mesi di relax a Santa Lucia, avrebbe sottoposto ai boss della Island Records dei demo da sviluppare e poi inserire nel disco. Ma questi dopo il primo ascolto sono stati scartati brutalmente dall’ etichetta!

Il motivo? Le canzoni sarebbero troppo diverse da quelle che si aspettavano, avrebbero testi esageratamente dark, con palesi rimandi al turbolento marito Blake e alle brutte storie che lo coinvolgono. Inoltre lo stile dei pezzi si sarebbe staccato esageratamente dal soul per abbracciare sonorità reggae, tipiche dei posti in cui è stata al mare.

Il rischio flop ai piani alti della Island è stato ritenuto troppo elevato, quindi il parere è stato sfavorevole ed Amy dovrà ricominciare tutto da capo o quasi. E le è stato chiesto pure di fare presto, perché l’attesa continua a protrarsi, le spese sono sempre più alte e i ritorni economici stentano a farsi vedere.

Le toccherà ripartire dalle canzoni realizzate prima della vacanza, quelle (ai tempi) sono state definite eccezionali.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di france=]*

    france=]*

    23 mar 2009 - 14:29 - #1
    2 punti
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    ecco come si rovinano gli artisti, facendogli fare cose tutte uguali e privandoli della loro creatività solo per i soldi…vabè speriamo che tiri fuori qualcosa di buono e di non troppo uguale al precedente, sennò alla lunga stanca…

  • Profilo di Carter

    Carter

    23 mar 2009 - 15:03 - #2
    0 punti
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    France, credo ci sia un limite a tutto, Amy è comunque un’artista soul, se se ne uscisse con un album reggae venderebbe due copie in croce!

  • Commento #3 (-4 punti) - 23 mar 2009 - 15:03 - Apri commento
  • gio2444

    23 mar 2009 - 15:20 - #3 (nascondi)
    -4 punti
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    sinceramente il raggae nn fax lei nn capisco che ca.z.z.o si e’ messa in testa e’come dire a laura pausini di fare un album metal !!
    quel poco cervello rimasto nn lo usa neanche morta

  • Profilo di Adam

    Adam

    23 mar 2009 - 15:23 - #4
    1 punto
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    mi pare ovvio che le etichette siano un freno alla libera arte! ragionano solo in termini monetari!E’ paradossale che l’artista debba adeguarsi alle richieste del pubblico e non sia il pubblico a inseguire l’artista nelle sue libere evoluzioni! Amy ti sei liberata del marito tossico ora liberati dalla casa discografica!

  • Profilo di Carter

    Carter

    23 mar 2009 - 15:44 - #5
    0 punti
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    E’ vero che le etichette a volte costrngono troppo gli artisti, però ci sono da quando esiste la musica eh, non è niente di nuovo! Berry Gordy della Motown è conosciuto come uno dei padroni più bastardi di sempre, però guardate cosa ha fatto diventare la sua casa discografica!

  • Profilo di Rikstyle

    Rikstyle

    23 mar 2009 - 17:18 - #6
    2 punti
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    Lo sanno tutti che le Major non vogliono sperimentare e che non vedono un cantante come arte ma come una fonte commerciale. Se vuole sperimentare e fare tutto quello che vuole gli consiglio una bella etichetta indipendente che costa pochissimo e hai massima libertà!

  • Profilo di God_Is_My_Co-Pilot

    God_Is_My_Co-Pilot

    23 mar 2009 - 19:07 - #7
    2 punti
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    case discografiche=editori avidi

  • Profilo di white

    white

    23 mar 2009 - 20:12 - #8
    2 punti
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    vogliamo indipendenzaaaaaaaaaa

  • Profilo di Manno

    Manno

    23 mar 2009 - 20:15 - #9
    0 punti
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    non è possibile! si prospettava un disco interessante.

  • Profilo di francescodig

    francescodig

    24 mar 2009 - 09:33 - #10
    0 punti
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    bas-tar-di come sempre. Amy lìberati, passa all’indie!

  • satomi82

    24 mar 2009 - 11:06 - #11
    1 punto
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    se amy, ma in generale tutti gli artisti, non voleva vincoli poteva rimanere con una etichetta indipendente, guadagnare un decimo dei soldi e non avere gli stessi mezzi di promozione che hanno le major.
    non sto criticando Amy, voglio solo dire che la scelta è dell’artista, le etichette sono delle aziende orientate al profitto e curano la qualità musicale da un punto di vista commerciale. non sono il male della musica, sono solo una parte. le etichette indipendenti e gli artisti autoprodotti (sempre di più) sono l’altra faccia. credo possano coesistere entrambe

  • Profilo di france=]*

    france=]*

    24 mar 2009 - 14:10 - #12
    0 punti
    Up Down

    beh io avrei ascoltato con molto interessi dei pezzi nuovi, e intendo stilisticamente, della Wino…non credo che sarebbero stati dei pezzi solo reggae, ma forse con un influenza reggae…e perchè no?!almeno sarebbe stato qualcosa di nuovo…

  • Scriba_09

    30 mar 2009 - 15:58 - #13
    0 punti
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    Sono d’accordo con molti di voi:
    le major non amano sperimentare, bensì amano puntare solo sul cavallo vincente (facile)…
    a volte limitano la capacità degli artisti, specie se del calibro di Amy Winehouse, meriterebbe davvero qualche tentativo di sperimentazione, dal momento che, ha dimostrato di saperci fare…
    l’avidità delle major ahinoi riduce tutto (o quasi…) a prodotto potenzialmente vendibile.
    Comprendo anche la necessità di marketing di una casa discografica, che se non vende dischi non combina nulla: oltre il marketing però dovrebbe ANCHE occuparsi di espressione artistica, quindi imperfetta e da ‘provare’.
    Nonostante il clamore dei reality show che si occupano di musica, come si dice dalle mie parti, ‘alla fine della fiera’ la musica non cambia mai, sostanzialmente il filone predominante è sempre quello…
    ma continuiamo a sperare…
    la melodia ci ha rotto alquanto…
    fantasy please…

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