Concludiamo il nostro viaggio nei freddi boschi scandinavi chiudendo la triade “metallica” abbandonando la Svezia e spostandoci in Norvegia, in compagnia degli Ulver.
Gli Ulver sono una delle band con la discografia più caleidoscopica e multiforme di sempre. I lupi (Ulver in norvegese) hanno iniziato la loro carriera con “Bergtatt - Et Eeventyr i 5 Capitler” del 1994, album fondamentale per tutto il black metal più d’atmosfera e per il folk metal. L’anno successivo uscirono con “Kveldssanger”, decisamente spostato verso il (neo)folk.
Poi nel 2000 la svolta. Via le chitarre e il growl, dentro l’elettronica e la musica ambient: Il risultato fu “Perdition City”, ancora volta un capolavoro. Da allora hanno continuato a rimanere sulle sonorità di “Perdition City” (seppur con le dovute variazioni), fino all’ultimo e ottimo “Shadows of the Sun” del 2007. Noi ci andiamo a sentire “Bergtatt - Ind i Fjeldkamrene” tratta dal primo album. Per chi volesse ammirare il cambio stilistico subito dopo trovate anche “The Future Sound Of Music” tratta da “Perdition City”.
Mathias
20 mar 2009 - 19:17 - #1Sono i migliori, non ce n’è per nessuno.
HC89
21 mar 2009 - 16:39 - #2boh come folker preferisco sempre gli eluveitie o gli ensiferum…cmq sia spaccano bene…il cambio di stile è…inquietante^^