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Chiudono i negozi di dischi, possiamo salvarli?

Pubblicato: 05 apr 2009 da Dodo

Alta Fedelta

In questi giorni il mitico Virgin Megastore di Time Square a New York sta svendendo tutto per chiusura definitiva. Ecco, se anche quello che forse è tra i music store più famosi del mondo chiude i battenti è davvero il caso di preoccuparsi.

In Italia la situazione non è buona (citando la celebre canzone): i negozi di dischi che nel 2007 erano circa 3000, nel 2008 non superavano i 2400 (fonte Confesercenti). Pensate che persino il celebre Nannucci di Bologna chiude a fine mese il punto vendita per proseguire soltanto come vendita online. E anche le catene Feltrinelli stanno chiudendo (o ridimensionando) alcune sedi.

La musica vende e venderà sempre, in modi e forme diverse, non è questo il problema. Quello che spiace, a chi come me è cresciuto scartabellando gli LP nei negozi e ancora oggi compra dischi originali, è la perdita dei luoghi “fisici”, del negoziante con cui scambiare un’opinione o a cui chiedere consiglio, del fascino dello store così bene descritto da Nick Hornby nel suo capolavoro Alta Fedeltà (nella foto un’immagine dal film omonimo).

Ci sono anche alcuni segnali in contro-tendenza: la vendita online di musica cresce ogni anno e nel suo piccolo anche il mercato degli LP torna a incrementarsi esponenzialmente, spingendo sempre più artisti a stampare una piccola parte dei loro nuovi album proprio in vinile.

Di acquirenti di musica ce ne sono comunque sempre tanti, anche tra i nostri lettori, lo so bene.

Tornando alla crisi dei negozi, non mancano le iniziative per cercare di sostenere i nostri punti di riferimento. Così, come negli Stati Uniti si organizzano i “Record store day”, anche qui da noi il Mei e l’Audiocoop intendono lanciare una campagna di sensibilizzazione il cui slogan è: “Salviamo i negozi di dischi!” che culminerà in una manifestazione il 18 aprile (sul sito Audiocoop tutte le informazioni).

Via | La Stampa

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di fasti5

    fasti5

    05 apr 2009 - 00:21 - #1
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    Però che darei per andare alla svendita!

  • Profilo di Carter

    Carter

    05 apr 2009 - 02:39 - #2
    1 punto
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    Io da compratore di dischi mi sento di dire anche che buona colpa è anche di chi gestisce i negozi: Nannucci chiude, ma nessuno si è azzardato a dire che ormai come negozio faceva pena, aveva pochissima roba e quella che aveva la faceva pagare oro! Ricordi qui a Bologna avrebbe un potenziale straordinario, ma è sfruttato malissimo e spesso hanno dei prezzi assolutamente fuori dal mondo.
    Tutti gridano sempre allo scandalo per chi scarica, ma nessuno si guarda mai in casa e quando lo stesso cd costa 15€ in meno su play.com, e non si pagano neanche le spese di spedizione, chi me lo fa fare di comprare in negozio?

  • Profilo di france=]*

    france=]*

    05 apr 2009 - 02:47 - #3
    0 punti
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    quoto Carter

    La gente va dove c’è risparmio, sopratutto in periodi come questo, e siccome non a tutti interessa avere il supporto fisico ma a tanti interessa risparmiare e su internet risparmi molto sugli acquisti di musica, è normale che l’acquisto di cd cali rispetto all’acqusto on-line.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    05 apr 2009 - 10:08 - #4
    0 punti
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    Il mercato dei digital download in italia al momento vale solo 1/10 di quello fisico

    considerando che quello fisico è formato per il 95% da cd album (i singoli non si vendono più) e che fra i digital download meno della metà sono album, vuol dire, che al momento sono ancora i negozi fisici a dettare legge per quanto riguarda gli album.

    Al contrario degli USA, noi non siamo ancora pronti, mi sembra un po’ affrettato chiudere i negozi.

  • Profilo di BiRuZ

    BiRuZ

    05 apr 2009 - 10:31 - #5
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    Sul sito de “La Feltrinelli” pago cd e libri con il 20/30% in meno rispetto anche loro stessi negozi.

  • Profilo di Bzz:)

    Bzz:)

    05 apr 2009 - 11:38 - #6
    0 punti
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    Ma è normale che nei negozi fisici i prodotti abbiano prezzi più alti.. hanno ben altri costi da sostenere rispetto ai negozi online.. Solo che in questo periodo la gente cerca di spendere il meno possibile, e per questo rinuncia alla chiaccherata con il negoziante e allo scartabellamento e ricorre a internet (tra l’altro i cd mica bisogna “provarseli” come un paio di scarpe xD) .. Se il servizio che offrono nei negozi fisici non è sufficiente per attirare clienti, o si inventano qualcosa o chiudono.. C’est la vie, bisogna adattarsi alla legge della domanda e dell’offerta :/
    Magari poi riapriranno.. chissà! Ormai ogni giorno c’è qualcuno che chiude qualcosa.. mi domando se il processo si invertirà a un certo punto e si comincerà a riaprire.. boooh

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    05 apr 2009 - 11:44 - #7
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    E’ ovvio che in un megozio i dischi si pagano di più perché le spese di manutenzione sono maggiori rispetto ad un sito. E’ anche vero che il mondo della musica non ha saputo aprire gli occhi in tempo di fronte al mercato che stava cambiando. Ma il problema maggiore secondo me, più ancora che la pirateria, è il ruolo che la musica ha assunto in questi ultimi anni. La musica è diventata ormai, da una parte bene indispensabile per una nicchia ristretta di persone, dall’altra un bene superfluo senza valore artistico per la massa. Mi spiego meglio: ormai la magior parte delle persone ascolta soltanto la musica delle pubblicità o delle suonerie dei cellulari o quello che cantano i concorrenti di X-Factor ed Amici. Non è una critica ai due spettacoli tv, ma al fatto che i due spettacoli tv sono l’unica fonte di ispirazione per la maggior parte dei giovani (e dei vecchi) di oggi. Mi stupisce sempre e mi spaventa constatare che anche i ragazzi e le ragazze che vogliono fare i cantanti abbiano una conoscenza musicale limitata ai fenomeni di questi due spettacoli, al festival di Sanremo e poco più.
    In questo panorama è ovvio che la musica ha pochissimo valore artistico e molto valore commerciale. Quindi la maggior parte di coloro che scaricano musica illegalmente penso che comunque non la comprerebbero nemmeno se non esistesse internet. La musica è solo un sottofondo eludibile, non qualcosa da ascoltare con attenzione.
    Per il futuro credo che si andrà incontro da una parte alla fruizione di musica su canone trmite ascolto e download illimitato e regolato da leggi, per la massa, e dall’altro alla vendita su vinile o altri supporti per estimatori e collezionisti.
    PEr quanto riguarda la pirateria credo che la gente dovrebbe anche cominciare a rendersi conto che la musica è un bene di consumo per cui gli artisti spendono soldi e tempo. Finché continueremo a vantarci dei mega che scarichiamo ogni giorno a spese altrui credo che non ci potremo definire un paese molto civile. Purtroppo questo discorso della civiltà riguarda anche molti altri ambiti. Che siamo incivili non è una novità.

  • Profilo di Carter

    Carter

    05 apr 2009 - 13:38 - #8
    0 punti
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    Il discorso che un negozio ha spese più alte secondo me non è del tutto vero, atrimento non m spiego perchè in America e in Giappone i cd nuovi non costano mai più di 14€ a dir tanto, mentre qui da noi arrivano pure a 21€! Tra l’altro chi dice di scaricare perchè i prezzi sono alti e poi compra libri è ancora più incoerente, dato che alcuni libri (la maggior parte a dire il vero) ha dei prezzi ancora più assurdi nonostante l’iva sia al 4%, mentre quella dei cd è al 20%!
    Claude, io sono un assiduo ascoltatore di musica e non faccio altro quando ascolto un cd nuovo e, in un paese come il nostro dove la cultura musicale è estremamente bassa, un programma come X Factor è l’unico ormai che riesce a proporre certi pezzi, vedi Jeff Buckley, e che smuove un attimino l’interesse della gente, vedi i download su iTunes il giorno dopo gli show. E’ un po’ triste come cosa, ma meglio di niente!

  • Profilo di white

    white

    05 apr 2009 - 13:56 - #9
    -1 punto
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    una svenditaaaaaaaaaaaaaaaaa

  • Profilo di lostg

    lostg

    05 apr 2009 - 14:34 - #10
    2 punti
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    Salviamo I NEGOZI DI DISCHI!!!!!!! W I CD ORIGINALI!!!!!! Senza non sarebbe la stessa cosa!!!!!!!!!

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    05 apr 2009 - 15:31 - #11
    0 punti
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    Sono d’accordo con te Carter. Se la cultura la fanno i reality e i talent show siamo veramente caduti in basso. Anche io tra l’altro non capisco chi si nasconde dietro i prezzi alti. Tutto costa, costano anche i vestiti ma non per questo li rubo. In ogni caso se uno sa cercare i prezzi buoni li trova quasi sempre. E non ditemi che 10 euro per un cd è tanto.

  • Profilo di zago_soundsblog

    zago_soundsblog

    05 apr 2009 - 15:40 - #12
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    credo che un altra componente sia la comodità, come il caso di In Rainbows ha dimostrato, anche a prezzo libero (e quindi anche gratis), sono stati tantissimi i download illegali sui p2p, torrent,rapidshare&co, perchè la gente probabilmente non ha voglia di inserire la propria e-mai o di registrarsi, è abituata ad avere tutto con un clic.

  • Profilo di Carter

    Carter

    05 apr 2009 - 15:57 - #13
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    Ho comunque avuto anche la dimostrazione che alla fine il discorso dei soldi è reale fino ad un certo punto. Avevo un dvd in più di un film e volevo venderlo ai miei amici a 5€; loro in pratica mi hanno guardato dicendo “perchè dovrei spendere 5€ quando posso scaricarlo a gratis?”. Vai a far capire alla gente oggi che un mp3 scaricato non ha la stessa qualità di un cd; a parte il fatto che ormai nessuno ascolta più gli album interi, se poi per loro il massimo della qualità sono gli auricolari base dell’ipod la missione diventa quasi impossibile!

  • Profilo di shout

    shout

    05 apr 2009 - 19:46 - #14
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    Adesso xfactor sarebbe il responsabile della bassa cultura musicale del Paese? Accidenti, per essere solo alla seconda edizione e per essere un flop televisivo, ne ha di influenza!

  • enry086

    05 apr 2009 - 20:46 - #15
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    Io compro solo album “fisici”, mentre i singoli li scarico.
    Però non vado di certo a comprarli nei negozi dove costano quasi sempre intorno ai 20 euro…
    Compro benissimo invece da Mediaworld, dove si trovano spesso delle grandi occasioni e gli album nuovi costano tutti dai 12,90 ai 17,90.
    Addirittura ho comprato il nuovo cd di Pink a 8 euro!

  • Profilo di Carter

    Carter

    05 apr 2009 - 22:11 - #16
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    Comunque, come ho detto un paio di settimane fa, non so se si un caso o cosa, ma 3 cd nuovi nel giro di due settimane sono stati rilasciati ad un prezzo consigliati di 12€, nello specifico U2, Kelly Clarkson e The Fray!

  • NGirl

    06 apr 2009 - 02:06 - #17
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    Io non scarico musica da internet, mi piace avere i dischi originali e mi piace comprarli nei negozi, però cerco di fare i miei acquisti dove i prezzi sono più competitivi (qui a Milano la Fnac non è male). Gli anni scorsi ho comprato on line i due album dei Gods of Blitz (una rock band tedesca) solo perchè nei negozi non li avevi trovati.

  • Profilo di francescodig

    francescodig

    06 apr 2009 - 09:19 - #18
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    Io continuo a comprare nei negozi e preferisco quelli piccoli dove c’è chi ci capisce. Nei megastore e nei supermercati trattano i dischi come fossero merce qualsiasi..

  • Ines Curzio

    07 apr 2009 - 19:13 - #19
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    Nasce da un articolo di Adrea Degidi la nuova canzone della band bolognese Le Fragole: “Un’epoca con Nannucci”. I giovani componenti della band non potevano rimanere indifferenti, come tanti loro coetanei, alla triste notizia della chiusura del Music Store che a Bologna ha fatto storia. Dalle parole dell’articolo pubbicato sul blog The Music Box, prende vita un testo che racconta l’entusiasmo di quanti hanno trascorso ore agli scaffali e, grazie a Nannucci, hanno imparato ad ascoltare ogni genere di musica, incluso le rarità introvabili. Lo store ha segnato un’epoca e questa canzone è un’omaggio dal ritmo incalzante la cui melodia briosa, in stile Fragole, riporterà alla mente tutto il piacere delle ore trascorse da Nannucci e un pizzico di malinconia per i tempi che cambiano.
    Lo store chiuderà a metà aprile e, come confermano i commenti degli oltre 3000 iscritti ai vari gruppi formatisi sui Social Networks, questa chiusura è lo specchio della grave crisi che sta travolgendo la musica e non solo.
    Le Fragole ringraziano il titolare Mario Nannucci e il giornalista Andrea Degidi per la cortese collaborazione.
    Il brano è disponibile sul sito della band all’indirizzo www.myspace.com/lefragole dove presto sarà pubbicato anche il videoclip realizzato grazie alla collaborazione della Skipping Musez, etichetta indipendente di Giacomo Roversi e dell’Associazione Arcadia per la comunicazione web e la consulenza al video.
    …Nannucci chiude un’epoca ed è proprio un dolore per i bolognesi e per i pellegrini di fuori città…
    Ines Curzio

  • Norman71

    11 apr 2009 - 13:17 - #20
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    E’ un fatto abbastanza normale che chiudano anche perchè la maggior parte delle colpe sono da attribuirsi alle case discografiche che non sono state capaci di rinnovarsi e vedere i cambiamenti di mercato.
    Verso la fine degli anni 90 si parlava di offrire un servizio digitale ove il cliente potesse comprare le canzoni che sceglieva su un supporto digitale (CD) direttamente nei negozi di musica… mai fatto mai creato.
    3 anni fa nasceva CD4you.it un bellissimo servizio online, tu sceglievi le canzoni, pagavi e dopo pochi giorni ti arrivava il cd completo a casa tua con bollino SIAE… finito anche questo.
    Eh poi la cosa più assurda… in una economia globale dobbiamo avere ancora le limitazioni di acquisto online tra uno store americano e uno europeo… ma perchè non posso fare il download dell’ultimo cd di Bobby Valentino oppure di Tank? Case discografiche datevi una svegliata perchè chi ama veramente la musica ne compra tanta, in alta qualità e originale.

    Buona Pasqua

    Norman71

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