
Dopo aver avuto l’onore di dirigere il Concerto di Natale, il giovane compositore Giovanni Allevi s’è visto arrivare, proprio la vigilia, una vera mazzata lanciata da colui che è riconosciuto come il più grande violinista (e direttore d’orchestra) italiano: Uto Ughi.
Tutto accade sulle pagine de La Stampa. Dopo aver assistito al concerto, Ughi s’è lanciato in dichiarazioni di fuoco contro Allevi definendo il suo lavoro “modesto e risibile” e l’attenzione mediatica offerta ad Allevi “un’offesa ai grandi”.
Proprio ieri la risposta pubblica di Allevi che si difende sostenendo di scrivere con l’anima (”come può questo offendere qualcuno?”) e contrattaccando: “a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi, una casta”.
Un botta e risposta lungo e articolato che va a toccare molti argomenti legati non solo alla musica cosiddetta “classica” ma che investe vari aspetti del mondo musicale non solo italiano.
Da un lato Ughi parla di buona e cattiva musica senza la presunzione che quella che lui pratica sia la migliore in assoluto, citando esempi di buoni compositori pop. Dall’altro Allevi rivendica la sua ricerca di nuovi percorsi e l’utilizzo di un linguaggio colto.
Parole di fuoco da entrambi: vi lasciamo i link all’esternazione di Ughi e quello alla risposta di Allevi. Sicuramente la polemica e il dibattito non si fermeranno qui. C’è da chiedersi quanto tutto questo possa far bene alla musica rappresentata, seppur in modo diverso, da entrambi…
gervasio
05 gen 2009 - 00:17 - #51Ma l’avete letto l’articolo pubblicato su Il Giornale in cui si dice che il concerto di Babbo Natale Allevi “ha messo le ali a Schifani”? (naturalmente il pop up dei commenti all’articolo adesso è bloccato: poveri illusi quelli che pensano la Rete non abbia censure)? Ebbene questo articolo conferma ciò che si poteva già intuire da subito. Siamo qui a dibattere se Allevi sia “classica” o meno, se sia paragonabile a Mozart o a Raoul Casadei, se sia un grande pianista o un dattilografo qualsiasi, se sia un artista che esprima un livello qualitativo di eccellenza o soltanto un imbroglione che fa il copia-incolla, se sia un fomentatore di emozioni oppure un furbastro che spaccia patacche per oro zecchino, se sia dunque artista degno di suonare in Senato o no.
Fermi tutti: il punto è un altro!
La scelta di Allevi da parte del vertice del Senato della Repubblica non è di ordine “culturale” – pensate forse che questo Governo abbia una seria considerazione della Cultura? - E’ una scelta semplicemente di natura “pre-elettorale”. E’ un’operazione “ulteriore” di marketing – questa è del resto l’unica cultura che tale maggioranza sappia esprimere - per accaparrarsi per tempo un po’ di elettorato giovanile.
Al presidente Schifani, figura istituzionale super partes ma pur sempre appartenente alla maggioranza cdellina, dubito importi qualcosa della qualità creativa, dell’effettiva maestria strumentale, del valore e della rappresentatività di un artista ecc. ecc. Quel che unicamente interessa è il consenso momentaneo di cui l’artista scelto è portatore. Tutti quelli, soprattutto giovani e venturi neo-elettori, che, in ragione del loro incolpevole analfabetismo musicale, apprezzano i fragili assemblaggi del Maestro Allevi, si saranno sentiti così in piena sintonia con la standing ovation senatoriale, e avranno provato un profondo sentimento di gratitudine che potranno ben onorare nell’accostarsi all’urna.
E così Allevi “mette le ali al presidente Schifani” che tira su tre punti in più di consenso (registràti con tempestività sospetta dal solito istituto di sondaggi). Capito come si fa? Capito perché Allevi, e non piuttosto infiniti altri artisti italiani ben più meritevoli ed originali?
Ma al Maestro Allevi glielo hanno spiegato? Ha capito che l’hanno strumentalizzato? Non avrà pensato che qualcuno creda sul serio alle panzane da simpatico megalomane che racconta in tv o peggio alla favoletta per lobotomizzati sulla nuova musica classica contemporanea che comincerebbe con lui? E poi non era di sinistra, Allevi, non parteggia incondizionatamente per l’ “onda”? Oddio, qualcuno spieghi al più presto al poveretto da Ascoli che cosa è davvero successo!
MilKaty
05 gen 2009 - 15:01 - #52Io suono il pianoforte a livelli medi e il violino. secondo me Allevi è un suonatore medio e compositore buono, certo, Ughi è un maestro e non si può discutere ma Allevi ha il suo stile e la sua musica (tutta uguale..) ma non gli si può dire niente! ognuno può fare suonare comporre quello che vuole!! Ughi rappresenta la musica classica, Allevi la musica new age.
Eugenio Marco Casu
06 gen 2009 - 20:46 - #53Gentile “MilKaty”, Allevi non rappresenta la musica new age ma molto più modestamente la “musica allevica” ( che poi, chissammai, Schifani aiutando, nei prossimi anni spazzerà via tutti gli altri generi di musica consacrando il finto-giovane musicista quale astro irraggiungibile del nuovo secolo 2000). Per il resto…chi si contenta gode! C’è chi sentendo le musiche di Giovannino piange e chi invece ride ed è felice ( tra questi certo l’avvocato Schifani, e noi siamo contenti per lui, dato che basta così POCO per farlo felice ! ). Ma quando costoro, dopo aver riso e goduto sentendo Giovannino, pretendono di metterlo davanti ad Ughi o Accardo (che negli anni pre-schifaniani ha diretto più volte il concerto di natale al Senato) allora non ci siamo per niente e - senza ricorrere alle validissime e schiaccianti argomentazioni di “elisac” e “Roberto02″, che ovviamente chi sa cos’è la musica classica condivide in toto - li mandiamo A FARSI FOTTERE una volta per tutte.
Ma il problema non sta in questa disputa tra un principe del violino e un modesto dattilografo ( se e quando lo sentiremo eseguire “Islamey” di Balakirev ne riparleremo ), bensì nell’operazione politica messa in piedi dall’avvocato Schifani, come giustamente dice “gervasio”. Di quella mediocre ( per i valori musicali espressi ) cerimonia realizzata al Senato dispiace soltanto l’aver visto il Presidente Napolitano spellarsi le mani anche lui assieme all’avv. Schifani, e prestarsi di fatto ad un’operazione di pesante abbassamento del livello culturale proprio di quella manifestazione, già attestatasi negli scorsi anni ad un livello medio-alto benchè orientata, opportunamente, su un repertorio classico di prospettiva nazional-popolare. Per cui se quest’anno abbiamo visto esibirsi Giovannino l’ascolano è possibile che alla prossima a dirigere il concerto venga chiamata la signora Zanicchi ( sempre col supporto di un buon 1° violino kapellmeister, come è accaduto con Giovannino ).
Perchè questo accade ? Perchè in questa banana-republic la cultura musicale ha preso il passo del gambero e le scelte politico-istituzionali convergono ( non da oggi ) nel penalizzare e sfavorire la diffusione della musica colta, che, come è risaputo, per essere apprezzata richiede impegno, informazione, preparazione ed anche esercizio di facoltà critiche; tutte cose che alla nefasta casta politica che oggi imperversa in questa ban-rep fanno solo paura.
Per non farla troppo lunga, basti un esempio: Radio Tre, da decenni unico programma radiofonico di diffusione di musica lirico-sinfonica, è stato da qualche anno affidato ad uno scrittore fiorentino, tale Sergio Valzania ( già direttore di Radio Due e noto per la spiccata sensibilità nei riguardi del Vaticano ), che sta metodicamente disgregando il patrimonio di cultura musicale proprio di questa rete ed infarcendo il palinsesto con rubriche di vacuo chiacchiericcio ( vedi “Tabloid” ed altre ) o miserevoli cronache di santi pellegrinaggi da egli stesso compiuti. E tutto ciò avviene senza che nessuno batta ciglio, nè in ambito politico nè in ambito culturale: a nessuno interessa che venga smantellato a colpi di piccone e di aspersorio uno dei pochi validi presidi culturali pubblici di questo povero paese.
E quindi non lamentiamoci troppo se Giovannino Allevi spopola in tutt’Italia ed ha ammirati estimatori anche nel Senato della Repubblica !
Marcello "Teofilatto"
07 gen 2009 - 15:44 - #54Per Dodo: Uto Ughi è un violinista, non un direttore d’orchestra!
francescodig
07 gen 2009 - 15:55 - #55Marcello: è un violinista, si… ma è anche direttore d’orchestra.
gervasio
08 gen 2009 - 03:38 - #56Finalmente il Corriere della Sera si occupa, sia pure trasversalmente, del caso “inadeguatezza di Allevi al Senato della Repubblica Italiana” (perchè questo è poi il vero oggetto del contendere)! Lo fa con un’intervista all’arpista Cecilia Chailly, la quale espone la sua opinione negativa sul ridanciano capelluto (peraltro dopo aver vantato collaborazioni con Ludovico Einaudi, che, malgrado il più rispettabile pedigree, non fa certo musica di maggior spessore).
Intanto mi chiedo perchè il Corriere della Sera, Repubblica, Sorrisi & Canzoni Tv e molte altre testate abbiano taciuto miseramente sulla faccenda fino ad ora. Quel che mi viene da pensare è che le numerose testate di cui lo staff del profeta ascolano ha oculatamente acquistato intere pagine promozionali, abbiano taciuto in un misto di codardia e di prudenza. Secondo pensiero va a quelle testate che hanno pubblicato in allegato riedizioni di cd del cotonato da Ascoli e che quindi preferiscono reticere in nome del business.
Ma il peggio è altrove. Ve ne siete accorti che dal 2 Gennaio è calata sull’argomento una vera e propria scure censoria? Saranno arrivati segnali, intimidazioni, direttive, “suggerimenti” dall’Alto sull’opportunità di stoppare il dibattito prima che qualcuno si ponesse troppo insistentemente alcune domande? Domande tipo: ma di chi è la responsabilità della scelta di Allevi al Senato? Di quali consulenti musicali si avvale il presidente Schifani? E’ vero che l’ex-presidente Ciampi ha manifestato delle perplessità? E’ vero che il ministro dei Beni Culturali Bondi, era assente? Perchè una persona di grande profilo culturale (oltrechè istituzionale) come Giorgio Napolitano era lì ad applaudire?
Ma torniamo alla scure censoria che getta una luce sinistra sulla supposta libertà di opinione esistente in Italia.
Sul sito de Il Giornale hanno addirittura bloccato il pop-up per la lettura dei commenti (evidentemente sgraditi) ad alcuni articoli dello stesso quotidiano. E se fino a qualche giorno fa cliccavi su un certo link precedente al 2 gennaio venivi addirittura dirottato sulla faccia di Schifani con tanto di articolo redazionale intitolato “Schifani ‘regala’ 50.000 euro ai bambini romani’(o qualcosa del genere). “Regala”? Manco fossero soldi suoi! Poi però hanno tolto anche quel ridicolo contributo redazionale, probabilmente colti da un sussulto di vergogna.
Se poi si va sul sito http://www.informazione.it, dove fino al 2 gli articoli e le agenzie sul genio marchigiano pullulavano, e si cerca “Allevi” oppure “Ughi”, viene fuori altro! Come nulla esistesse in archivio!
Altro che libertà di parola garantita dalla Costituzione! Le massime cariche istituzionali dello Stato non solo sono immunizzate, ma nemmeno le puoi nominare in un ragionamento o nella formulazione di un’opinione. Dunque prevedo anche questo intervento verrà presto oscurato. Per chi ancora non lo sapesse, stiamo peggio che in Cina.
Mauri39
08 gen 2009 - 22:06 - #57Allevi: il KEITH JARRETT della mutua
carlobulos
09 gen 2009 - 00:08 - #58Salve a tutti mi dispiace essermi accorto solo ora di questa discussione interessantissima.. volevo solo dire che mi sento alquanto sollevato nello scoprire altre persone che la pensano come me. Roberto02, Elisac, gervasio ed Eugenio siete dei grandi!!!! avete tutta la mia stima e appoggio. E mi piacerebbe tanto mandare un messaggio di pace al giovanissimo Allevi: se scriverai almeno un brano nel quale la mano sinistra non faccia sempre lo stesso movimento arpeggiando gli accordi e se riuscirai (eh qui è più ardua) a toccare in un brano più di 3 tonalità, ti prometto che compro un tuo cd!!!Ah e poi la frase che ti piace tanto dire “…è il motivo che mi viene a trovare…” è di Rossini..presente?un’ultima cosa.. io sto studiando profondamente musica per diventare, spero, un buon musicista, e perchè la amo profondamente.. é la mia sposa (anche se so solo diciottenne).. ma se il mondo va così.. ho paura
gervasio
09 gen 2009 - 02:20 - #59No, no, non aver paura Carlobulos, continua a studiare incessantemente, per capire quale sia la musica che vuoi creare (e quella che non vuoi ascoltare), non lasciarti intimorire da quei mostri che il sonno della ragione ciclicamente partorisce. Studiare serve a riconoscere il bluff, la mistificazione costruita ad arte, la bufala mediatica, l’ovvio spacciato per nuovo. Devi solo proseguire per questa strada. Ti faccio i miei migliori auguri.
Foriccu
09 gen 2009 - 11:57 - #60Visto che si contiuna a disquisire sul talento e le capacità artistiche di Giovanni Allevi, da parte di “esperti” musicisti e compositori che accusano di insipienza musicale il pianista ascolano, con polemiche e accuse mosse più da pregiudizi che da una reale conoscenza della produzione alleviana, vi offro due interessanti interventi di carattere tecnico sull’argomento:
“gent.mo (…),
mi spiace contraddirla ma lei si sbaglia di grosso: allevi è tutt’altro che mediocre, è un grande, grandissimo compositore. certo devo portare delle prove, delle argomentazioni, mi rendo conto che dire “mi piace” o “piace a molti” non è che sia un’argomentazione particolarmente valida e forte. quindi, mio caro (…) queste sono le mie argomentazioni:
non si rende conto quanto ricca di sfumature espressive, di geniali innovazioni, di profonda emotività sia la musica del nostro? prenda ‘ciprea’, quella tale modulazione a battuta x, non è geniale? e che dire di quella meravigliosa, inestimabile coda che caratterizza ‘l’orologio degli dei’? l’accompagnamento di ‘panic’, la mano sinistra, è semplicemente magistrale… e poi, ascoltando ‘come sei veramente’, non si sente toccato dalla mano di un dio? non evoca in lei questa musica straordinari paesaggi emotivi, non sente quanta esperienza, quanta gioia e quanto dolore ci sono dietro quei suoni sublimi? prenda lo spartito di ‘go with the flow’ e vada alle battute (che ne so, ma se si volesse si potrebbe fare sul serio questo confronto…) 13-15: non sente la bellezza di quella concatenazione accordale?” ecc. ecc.
ecco, è così che si dovrebbe rispondere, come io risponderei a voi e a chiunque mi chiedesse di rendere ragione del valore della musica di morton feldman, di aldo clementi, di thelonius monk, di luigi tenco, di syd barrett e di un milione di altri grandi (..)! all right, boys! hasta la vista allora, e buona fortuna!
un altro contributo :”Gentile (…), la ringrazio per aver modificato in parte la sua definizione, che tuttavia mi lascia ancora insoddisfatto, per il palese tono soggettivo e “risentito” delle sue parole. Solo lei ha la possibilità di una ulteriore modifica, e questo la dice lunga sulla effettiva democraticità del mezzo. Quindi so già in partenza che il mio tentativo è destinato a restare inascoltato. Non sono affatto concorde nel far rientrare la musica di Allevi nel generico contenitore della New Age, corrente musicale che ha avuto la sua ragion d’essere, che possiede caratteristiche estetiche più o meno condivise: la pacatezza, l’estrema semplicità, la vicinanza al pop. OGGETTIVAMENTE, dall’analisi della partitura scritta del Libro “No Concept” di Allevi, se ne desume invece un linguaggio colto e complesso di difficile esecuzione e ascolto (”Ossessione”, “Prendimi”, “Le tue mani”, “Qui danza”, “Sospeso nel tempo”, “Regina dei cristalli”). Trovo questi brani lontani anni luce dalla utopica serenità che la New Age vorrebbe propinare. Ma l’elenco delle composizioni potrebbe continuare, se facessi riferimento anche agli altri cd. Cito per motivi di tempo solo il primo “13 Dita”, uscito nel ‘97 in pieno clima New Age, in totale controtendenza, essendo un omaggio al virtuosismo. Trovo anche anacronistica la sua osservazione riguardo al sistema tonale a cui Allevi sembra pedissequamente attaccato. Cosa dire allora della splendida “Toccata in 10/16″ in un perfetto stile dodecafonico? E’ vero, il brano “Volo sul mondo” è in Sol maggiore, ma la sua tessitura ritmica irregolare lo rendono attualissimo. Gradirei una sua risposta, per non doverla considerare uno dei tanti detrattori che ostinatamente continuano a sottovalutare, a torto, la sua opera.”
Foriccu
09 gen 2009 - 11:58 - #61Visto che si contiuna a disquisire sul talento e le capacità artistiche di Giovanni Allevi, da parte di “esperti” musicisti e compositori che accusano di insipienza musicale il pianista ascolano, con polemiche e accuse mosse più da pregiudizi che da una reale conoscenza della produzione alleviana, vi offro due interessanti interventi di carattere tecnico sull’argomento:
“gent.mo (…),
mi spiace contraddirla ma lei si sbaglia di grosso: allevi è tutt’altro che mediocre, è un grande, grandissimo compositore. certo devo portare delle prove, delle argomentazioni, mi rendo conto che dire “mi piace” o “piace a molti” non è che sia un’argomentazione particolarmente valida e forte. quindi, mio caro (…) queste sono le mie argomentazioni:
non si rende conto quanto ricca di sfumature espressive, di geniali innovazioni, di profonda emotività sia la musica del nostro? prenda ‘ciprea’, quella tale modulazione a battuta x, non è geniale? e che dire di quella meravigliosa, inestimabile coda che caratterizza ‘l’orologio degli dei’? l’accompagnamento di ‘panic’, la mano sinistra, è semplicemente magistrale… e poi, ascoltando ‘come sei veramente’, non si sente toccato dalla mano di un dio? non evoca in lei questa musica straordinari paesaggi emotivi, non sente quanta esperienza, quanta gioia e quanto dolore ci sono dietro quei suoni sublimi? prenda lo spartito di ‘go with the flow’ e vada alle battute (che ne so, ma se si volesse si potrebbe fare sul serio questo confronto…) 13-15: non sente la bellezza di quella concatenazione accordale?” ecc. ecc.
ecco, è così che si dovrebbe rispondere, come io risponderei a voi e a chiunque mi chiedesse di rendere ragione del valore della musica di morton feldman, di aldo clementi, di thelonius monk, di luigi tenco, di syd barrett e di un milione di altri grandi (..)! all right, boys! hasta la vista allora, e buona fortuna!
un altro contributo :”Gentile (…), la ringrazio per aver modificato in parte la sua definizione, che tuttavia mi lascia ancora insoddisfatto, per il palese tono soggettivo e “risentito” delle sue parole. Solo lei ha la possibilità di una ulteriore modifica, e questo la dice lunga sulla effettiva democraticità del mezzo. Quindi so già in partenza che il mio tentativo è destinato a restare inascoltato. Non sono affatto concorde nel far rientrare la musica di Allevi nel generico contenitore della New Age, corrente musicale che ha avuto la sua ragion d’essere, che possiede caratteristiche estetiche più o meno condivise: la pacatezza, l’estrema semplicità, la vicinanza al pop. OGGETTIVAMENTE, dall’analisi della partitura scritta del Libro “No Concept” di Allevi, se ne desume invece un linguaggio colto e complesso di difficile esecuzione e ascolto (”Ossessione”, “Prendimi”, “Le tue mani”, “Qui danza”, “Sospeso nel tempo”, “Regina dei cristalli”). Trovo questi brani lontani anni luce dalla utopica serenità che la New Age vorrebbe propinare. Ma l’elenco delle composizioni potrebbe continuare, se facessi riferimento anche agli altri cd. Cito per motivi di tempo solo il primo “13 Dita”, uscito nel ‘97 in pieno clima New Age, in totale controtendenza, essendo un omaggio al virtuosismo. Trovo anche anacronistica la sua osservazione riguardo al sistema tonale a cui Allevi sembra pedissequamente attaccato. Cosa dire allora della splendida “Toccata in 10/16″ in un perfetto stile dodecafonico? E’ vero, il brano “Volo sul mondo” è in Sol maggiore, ma la sua tessitura ritmica irregolare lo rendono attualissimo. Gradirei una sua risposta, per non doverla considerare uno dei tanti detrattori che ostinatamente continuano a sottovalutare, a torto, la sua opera.”
gervasio
10 gen 2009 - 02:57 - #62“… musica ricca di sfumature espressive, di geniali innovazioni, di profonda emotività … quella tale modulazione a battuta x, … geniale quella meravigliosa, inestimabile coda che caratterizza ‘l’orologio degli dei’ … l’accompagnamento di ‘panic’, la mano sinistra, è semplicemente magistrale … ascoltando ‘come sei veramente’, ci si sente toccati dalla mano di un dio … evoca questa musica straordinari paesaggi emotivi, … quanta esperienza, quanta gioia e quanto dolore ci sono dietro quei suoni sublimi, … la bellezza di quella concatenazione accordale” e avanti così.
Lascio stare il secondo intervento, mi fermo qui, perchè ce n’è già da vendere. Scusa Foriccu, ma questi sarebbero due interventi di carattere tecnico, con prove e argomentazioni?
Non vedo l’ora di leggere qualche analogo intervento di carattere tecnico su Morton Feldman o Thelonius Monk. Ne sentiamo tutti un grande bisogno per chiarirci le idee. Grazie.
dani70
10 gen 2009 - 19:25 - #63Ho scritto anche in un altro blog: secondo me il tempo darà torto o ragione a chi sostiene Allevi o a chi lo critica dicendo che è un’operazione di marketing. Ughi ha fatto, in ogni caso, una bruttissima figura. Il mondo è fatto così, bisogna saper cogliere le occasioni e conoscere le persone giuste al momento giusto. E non è che sia così semplice, bisogna avere coraggio, determinazione e andare avanti anche quando hai tutti contro.
Allevi c’è riuscito, credeva in quel che faceva, e si è dato da fare, non ha aspettato la manna dal cielo o papino che lo avesse auitato. Da Ascoli è partito ed è andato a Milano e lì ha fatto la sua prima esperienza da solo e lontano da casa (e da mammina, non scordiamoci degli italiani mammoni che fino a 35 anni stanno a casa con la mamma…).
Quanti di voi ci sarebbero riusciti? se tutto fosse facile come lo descrivete voi, perchè Jovanotti non ha preso il primo diplomato al conservatorio che gli si parava davanti per aprire i suoi concerti? Secondo voi è solo l’operazione di marketing che conta? E allora potremmo diventare tutti famosi! Allevi il suo successo se lo ha guadaganto, e considerate che esporta nel mondo un’immagine dell’Italia migliore di gran lunga di quello che fanno i nostri politici (eletti da noi poveri fessi, per giunta). Considerate anche che la sua musica non fa nulla di male, semmai ha contribuito ad avvicinare i profani alla musica più colta. A me non interessa di sapere che genere sia la musica di Allevi, la ascolto e basta, perchè mi piace. Sono stata anche ad un suo concerto e non mi è sembrato un nano, anzi. Ho avuto l’onore di assistere ad un concerto di Radu Lupu, perfetto esecutore di Schumann ( s’è sbagliato anche lui diverse volte e mi sono accorta non perchè conosco la musica, ma perchè stavo in prima fila e l’ho visto mentre suonava). Di certo un grande pianista. Allevi è un’altra cosa, in 2 ore di concerto non mi sono annoiata nemmeno un secondo, però che volete io non ho le vostre facoltà…
gervasio
11 gen 2009 - 01:46 - #64Ma certo Dani70, vada pure a sentirsi Allevi a vita, e si compri tutti i suoi dischi in triplice copia. E chi glielo vuole impedire? Vuol dire che noi ci accontenteremo di Radu Lupu che fa Schumann. Lei è l’ennesima conferma che Allevi fa malissimo, perchè allontana definitivamente i profani dalla “musica più colta”.
rococorei
11 gen 2009 - 19:43 - #65GRAZIE MAESTRO UGHI.. questo è l’atteggiamento che dovrebbero avere tutti i grandi professionisti che come Lei hanno fatto ed ancora fanno sognare le platee di tutto il mondo attraverso l’ARTE (vera), per porre fine ai fastidiosi ed imbarazzanti numeri da circo che ci propone la “tv polpettone”; burattini costruiti a tavolino a seguito di indagini di mercato per soddisfare la mediocrità di chi “non sa più ascoltare e capire la musica”.
tagiki
12 mar 2009 - 16:53 - #66infatti si tratta di due cose diverse: allevi fa musica leggera, ughi esegue musica classica. c’è una differenza abissale: il problema è che il giovanotto si spaccia per messia della musica in toto. semplicemente ridicolo.
valem
26 mag 2009 - 11:09 - #67UGHI è un grande violinista e direttore d’orchestra… ALLEVI altrettanto nel suo campo. Mi sorprende che un Ughi dall’alto della sua esperienza e fama si abbassi a certi mezzucci.