Il capolavoro dei Pere Ubu in ristampa.

pubblicato: giovedì 13 luglio 2006 da ste in: Mp3 Rock Oldiesbutgoldies



Finalmente in ristampa uno dei miei dischi preferiti in assoluto. Il capolavoro anticipatore della new wave, The modern dance dei Pere Ubu, per l’occasione corredato di un documentario in DVD.
Dall’inizio alla fine un viaggio nella nevrosi industriale che parte dal rock’n’ roll e finisce nella sperimentazione più sbilenca e spiazzante, filo conduttore la voce visceralmente espressionista di quella maschera grottesca che è David Thomas, l’incarnazione vivente del personaggio di Jarriana memoria, l’ Ubu Roi che presta nome e ispirazione ideologica alla band.
Un’opera costellata di intuizioni geniali, considerando che alcuni brani furono concepiti qualche anno prima il 1978, data d’uscita dell’album. Oltre il punk, oltre l’avanguardia, oltre il rock. Fondamentale.

20 seconds over tokio.mp3

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Commenti dei lettori

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  • dance

    14 lug 2006 - 00:18 - #1
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    nn so perche’ ma il mio disco preferito dei pere ubu e’ pennysilvania (che ho perso)

  • jojo ramone

    14 lug 2006 - 13:03 - #2
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    questo disco è un capolavoro!
    ehehehe hai dei gusti fantastici! :P

  • stefania

    14 lug 2006 - 15:40 - #3
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    @grazie jo jo, dopotutto sono la curatrice principale della sezione trash no? :P

    @Pennysilvania è bellissimo e probabilmente quel ciddi che hai perso era uno dei miei cd ora che ci penso..groar..nememno io lo trovo più..

  • jojo ramone

    14 lug 2006 - 16:29 - #4
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    si si…il titolo di curatrice principale della sezione trash te lo sei guadagnato sul campo di battagglia con merito direi eheheheh

  • enzo

    28 ott 2006 - 23:44 - #5
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    Quando uscì “The Modern Dance” io come altri miei coetanei eravamo stati appena investiti dal punk e dalla nascente new wave inglese. Sconosciuti a me per tanto tempo scopro i Pere Ubu solo ora. Sicuramente le nostre orecchie di quarantenni posseggono adesso una diversa sensibilità ed esperienza ma devo ammettere che l’impatto è sconvolgente. La canzone che più mi ha colpito è “Cloudland” nella quale la pirotecnica voce di Thomas ricalca i canti dei nativi d’America. E poi quella chitarra….Scusate l’ingenuità ma a me i Pere Ubu piacciono molto.

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