Don Backy contro Celentano: "Adrian, il flop che aspettavo da 50 anni, ha ammorbato la gente"

Don Backy contro l'ex mentore Adriano Celentano, gode per il flop di Adrian. Perché avevano litigato?

Don Backy non usa mezzi termini per commentare la bassa rendita ottenuta da Adrian, il cartone animato realizzato dal suo (ex) amico e mentore Adriano Celentano. "E' il flop che aspettavo da 50 anni. In passato ce ne sono stati altri, ma Adriano ha sempre avuto la capacità di tarpare le ali a chi voleva parlare male di lui", ha dichiarato il cantautore toscano al settimanale Nuovo.

"Celentano ha voluto riproporre il film Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì in versione cartone animato. Ma non vedo come avrebbe potuto essere amato dal pubblico, visto che già la pellicola non era piaciuta quando uscì nel 1985. Non si può ammorbare la gente che torna a casa la sera stanca dopo una giornata di lavoro con un programma cupo, triste e sgradevole. Avrebbe fatto meglio a proporlo al pomeriggio, con un taglio per ragazzini".

La penna de L'immensità fa anche altre accuse: "Ha copiato l'idea che aveva avuto io nel 1978 con Sognando, una commedia a fumetti in nove puntate per Raidue. Di più non posso dire perché oggi quando vedo Adriano in tv cambio canale, non riesco a guardarlo e non seguo neppure più la sua musica. Al massimo mi può capitare di ascoltare distrattamente una sua nuova canzone alla radio". Intanto Adrian (difeso dalla moglie Claudia Mori) è stato sospeso e rimandato a settembre.

Cosa era successo tra Don Backy e Celentano? Lo ha raccontato Don Backy al giornale. Correva l'anno 1968, quando Aldo Caponi faceva ancora parte del Clan Celentano. Aveva scritto due brani per il Festival di Sanremo - Casa Bianca e Canzone -, ma in quegli anni il regolamento del Festival prevedeva che un autore potesse presentare in gara un solo pezzo. Intanto Ornella Vanoni s'innamorò di Casa Bianca e Celentano, pur di fargliela cantare, fece firmare la canzone da un prestanome. Non solo: Celentano decise di presentarsi con Canzone e di far fuori Don Backy. "Sono finito in una causa legale lunghissima contro Adriano, durata più di trent'anni, che ha nuociuto alla mia carriera [...] Mi ha fatto perdere un sacco di soldi", ha aggiunto a Nuovo.

Se questa è la versione di Don Backy, riportiamo quella di Wikipedia:

"Nel 1968 Don Backy abbandona, con una serie di polemiche, il Clan Celentano, per problemi legati ai diritti d'autore: le versioni di questa vicenda sono discordanti, e la tesi di Don Backy è contrastata da Detto Mariano, arrangiatore e collaboratore del Molleggiato. Secondo il cantautore toscano, egli doveva partecipare quell'anno al festival di Sanremo con due sue canzoni: "Canzone", cantata da lui e da Milva, e "Casa bianca", presentata invece da Ornella Vanoni e Marisa Sannia, ma il Clan gli impone di far cofirmare "Casa Bianca" da un altro musicista (a causa di una nuova norma del regolamento del Festival, che impediva allo stesso autore di firmare da solo più di una canzone), Eligio La Valle. Don Backy rifiuta, e così l'etichetta discografica gli impedisce di partecipare come cantante al Sanremo: il cantante toscano rompe quindi il contratto. La sua Canzone sarà interpretata proprio da Adriano Celentano; la canzone arriva terza, e "Casa bianca" si classifica seconda. I giornali del dopofestival titoleranno la vincita del festival da parte di Don Backy... senza cantare. Don Backy prontamente fonda una sua etichetta discografica, chiamandola ironicamente Amico, facendo uscire un 45 giri con "Canzone" e sul lato B "Casa bianca": il Clan pubblica un altro 45 giri con la versione di "Canzone" che Don Backy aveva inciso in precedenza, e tutto ciò, unito al 45 giri cantato da Milva e a quello di Celentano, fa sì che nello stesso periodo ci siano ben 4 dischi con la stessa canzone, con il risultato di ammazzarne le vendite (che, pur alte, avrebbero potuto essere maggiori). La vicenda prosegue in tribunale: Celentano denuncia Don Backy per aver rotto il contratto, e Don Backy a sua volta lo denuncia per inadempienze varie nel pagamento dei diritti editoriali d'autore; a queste fanno seguito altre cause intentate da Don Backy in merito alla paternità di Casa bianca".

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