Matteo Salvini e la proposta di legge leghista sulle canzoni italiane: "E' solo un invito, il governo non può imporlo per legge"

Matteo Salvini è stato intervistato da RTL 102.5.

Matteo Salvini, vice-premier, Ministro dell'Interno e leader della Lega, è stato intervistato da RTL 102.5 durante il programma radiofonico Non Stop News.

Salvini, ovviamente, si è espresso sulla proposta di legge leghista riguardante la quota obbligatoria di canzoni italiane da far passare in radio. La proposta di legge del leghista Alessandro Morelli, già presentata in tempi non sospetti dal Partito Democratico, ha cavalcato le innumerevoli quanto inutili polemiche scatenate dalla vittoria di Mahmood, artista italiano di origini egiziane, al Festival di Sanremo con la canzone Soldi.

Salvini ha precisato che il governo non può imporre regole di questo tipo e che si tratta, semplicemente, di un invito che non riguarda strettamente solo la musica:

Ogni radio fa il suo palinsesto. E’ un invito, ma vale anche per i ragazzini che giocano a calcio nelle giovanili, il governo non può imporlo per legge ma se, come negli altri paesi europei, ci fosse più apertura per gli artisti italiani, per i musicisti italiani, per i calciatori italiani, sarebbe un bene per la nostra cultura e lavoro in più. Detto questo, ogni radio si fa i suoi palinsesti e ognuno ascolta la musica che crede.

Il progetto di legge precitato, però, esiste e, stando alle parole di Salvini, sarebbe stato richiesto anche da artisti italiani che vedono negarsi i passaggi in radio:

C’è un progetto di legge che è richiesto da tanti artisti italiani che dicono che arrivano fino al centimetro finale e poi non hanno lo sbocco finale, però non sarà il parlamento a decidere che musica va in onda.

Nelle ultime dichiarazioni, Matteo Salvini ha ricordato che già in Francia, ad esempio, esiste una legge di questo tipo. Il leader di Lega, inoltre, ha parlato anche di Mahmood e perfino di Fedez:

In alcuni paesi come la Francia ci sono delle quote per legge, a me piace che venisse su spontaneamente come quando dico che anche fare la spesa è un atto politico e comprare e mangiare prodotti italiani, ovviamente non lo puoi imporre per legge, fa bene alla salute perché i nostri prodotti sono controllati e tutela il nostro lavoro. Per quanto riguarda Mahmood, mi sono "messaggiato" con quel ragazzo ma ho il torto di avere altri gusti musicali, magari piacerà a mio figlio ma io preferisco altro, spero di poterlo dire senza essere indagato. Ho sentito l’ultimo pezzo di Fedez, non è male, non mi sta molto simpatico ma se fa una cosa gradevole è gradevole.

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