20 anni dalla scomparsa di Fabrizio de André: l'omaggio di Colapesce con La Canzone dell'Amore perduto

In occasione del ventennale della morte, Colapesce rende omaggio al compianto Fabrizio de André con una cover di Canzone dell'amore perduto.

L'11 gennaio del 1999, esattamente 20 anni fa, ci lasciava per un cancro Fabrizio de André, uno dei più grandi poeti che la storia della musica italiana abbia mai conosciuto.


Nato a Genova il 18 gennaio del 1940, Fabrizio de Andrè fu il cantante dei reietti, degli emarginati della società, che dipingeva nelle sue canzoni a volte con una disincantata delicatezza e altre con estremo e duro rigore. In 30 anni di carriera, Fabrizio de Andrè pubblicò un totale di tredici album fra cui uno, il capolavoro Crêuza de mä, interamente cantato in lingua genovese, alla quale l'artista diede fra l'altro un contributo importantissimo.

Nel suo sterminato repertorio (che gli valse, fra l'altro, sei targhe e un premio Tenco, un vero e proprio record) troviamo anche la celebre La canzone dell'amore perduto, tratta dal 45 giri La canzone dell'amore perduto/La ballata dell'amore cieco (o della vanità), uscito nel 1966. Il pezzo, una delle ballate struggenti più note della musica italiano, è stato trasformato in cover da una nutrita schiera di artisti, fra cui Gino Paoli, Claudio Baglioni, Antonella Ruggiero e Mango.

Proprio in occasione del ventennale della morte di Fabrizio de Andrè; ad aggiungersi alla lista c'è stato anche il cantautore siciliano Colapesce, che quest'oggi su Spotify ha reso disponibile la sua personale rivisitazione del brano come omaggio al compianto Faber. Qui sotto potete ascoltare il pezzo.

 

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