X Factor 2018, Leo Gassmann a Blogo: "La cosa che mi è rimasta più impressa è stata l'affetto della gente. A Mara sarò grato per tutta la vita"

Leo Gassmann è stato eliminato alla semifinale di X Factor 12. Il cantante del team guidato da Mara Maionchi, ha abbandonato la gara dopo essersi scontrato al ballottaggio con Luna, concorrente della squadra di Manuel Agnelli. Il giovane cantante si è raccontato ai microfoni della stampa, dopo fine del suo percorso nel talent show. A seguire la scheda riportata dal sito ufficiale di Sky Italia:

Leo Gassmann ha 19 anni e viene da Roma. Cresce in una famiglia di artisti, ascoltando soprattutto musica americana. Impara a suonare la chitarra e si appassiona anche al soul e al cantautorato italiano, mentre apprezza poco la musica attuale. Si presenta a X Factor 2018 per trovare il proprio posto del mondo, intraprendendo un percorso personale che lo sollevi un po' dal peso del suo cognome.

A Leo abbiamo chiesto quale è il suo ricordo più intenso di questo percorso nel programma e chi (o cosa) gli è mancato di più in queste settimane:

La cosa che mi è rimasta più impressa è stato l'affetto della gente, non solo da casa ma anche all'interno del programma, che mi ha dato, l'impegno per costruire tutto quello che c'è intorno a me. Da Mara ai producer, tutte le persone che curavano i dettagli e facevano le cose con amore. E' stata un'esperienza incredibile dal punto di vista artistico e lavorativo. Mi mancava camminare per strada e guardare il cielo in modo libero, coltivare rapporti umani come faccio ogni giorni, amicizia, amore e famiglia, le cose più preziosa che abbiamo. la vera felicità risiede nelle persone che ci circondano e ci amano per quello che siamo.

Ha speso bellissime parole per Anastasio ("Una persona eccezionale, scrive per necessità e dal punto di vista umano è sensibile, artista, sempre con i piedi per terra, si merita il meglio dalla vita").

Sulla teatralità nelle sue performance -come sottolineato a volte dai giudici- ha spiegato:

"Sembro impostato ma non è così, è solo il mio modo di essere, ho cercato di levigarlo in questo periodo. Non bisogna però nascondere quello che siamo, ho cercato di alleggerirlo ma sono orgoglioso di quello che sono e faccio"

"Non mi pento di come è andata, sono felice sia andata così. Gli obiettivi si raggiungono ma ognuno ha il proprio tempo, nemmeno immaginavo di poter arrivare ai live" ha raccontato, sottolineando come il giudizio dei giudizi fosse qualcosa da ascoltare, da cui imparare, un po' come si faceva a scuola.

"In quel palco sono salito cercando di essere sempre me stesso, il più puro possibile, senza barriere, cercando di prendermi ogni sorriso o ogni pianto. Per me è un orgoglio essere uscito anche in semifinale"

Ha sottolineato il grande rapporto con il padre Alessandro, da sempre suo sostenitore nel percorso del programma ("Non ho nascosto il mio cognome ma ho voluto presentarmi come il ragazzo che sono. Papà mi sostiene, siamo una famiglia unita, sono felice che lui sia orgoglioso di me, come lo sarebbe ogni figlio").

Infine, gli abbiamo chiesto un bilancio sul suo percorso a X Factor, il suo rapporto con Mara e le scelte delle canzoni eseguite sul palco (Ce ne sarebbe una che avrebbe voluto cantare e non ha fatto?"):

"Mara è una persona con un grande intuito, fa tutto con passione, non ha bisogno di piacere, dice sempre le cose in maniera diretta. Giustamente mi ha dato, inizialmente, del filo da torcere perché vedeva del potenziale inespresso. Ero sorpreso che riuscisse a leggere quello che io provavo dentro e non ero in gradi di esprimere. Mi ha dato la possibilità di crescere e le sarò grato per tutta la vita, una guida, un angelo. Noi avevamo fatto le "Artist Proposition" con i brani che avevamo intenzione di fare nel programma: due sono stati scelti. I brani che ha scelto Mara sono state assegnazioni giuste, le migliori che potesse fare. Siamo partiti dall'inglese e siam finiti all'italiano, è stato un asso nella manica. Un giusto percorso di cambiamento dove abbiamo sperimentato. Non ho mai fatto esibizioni controvoglia, non potevo chiedere di meglio. Tutte quelle che ho cantato sono diventate quelle che volevo cantare perché non appena le provavo diventavano parte di me, le provavo durante la settimana e ogni canzoni mi ricorda un periodo diverso di questa esperienza. Fra 60 anni, magari, ascolterò uno di questi pezzi, mi ricorderò di questi momenti e sorriderò alla vita".

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