Clara Schumann: il Doodle Google di oggi, dedicato alla concertista

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Clara Schumann: il Doodle Google di oggi, dedicato alla concertista

Lo avrete notato tutti: il Doodle Google di oggi è dedicato alla concertista Clara Schumann. La scelta di celebrare il 193 anni dalla nascita è un omaggio non solo a una delle pianiste più importanti dell’era romantica e moglie del compositore Robert Schumann, ma anche a una delle concertiste più attive e premiate della sua epoca.

C’è una ragione, che la rende un personaggio da ricordare: dopo aver sposato il marito Robert (conosciuto perché alunno del padre Friedrich Wieck alla scuola di musica di Lipsia), si accorge della sua instabilità emotiva, delle sue amnesie, dei disturbi nervosi. Robert viene ricoverato e Clara si ritrova con sette figli da accudire. Unica soluzione: suonare. Dare concerti in giro per l’Europa. Clara è bravissima e molto richiesta: è stata nominata “Virtuoso imperiale di camera” dal governo austriaco ed è molto stimata anche da altri compositori romantici (uno per tutti: Frederic Chopin).

Clara Schumann inizia una instancabile attività concertistica. Nel 1854 (mentre il marito viene ricoverato in manicomio, dove muore due anni dopo) la pianista e compositrice si esibisce in 22 concerti in soli due mesi. Continua a ritmi altissimi fino a quando - nonostante le precauzioni e gli esercizi di postura e rilassamento imparati dal padre - il corpo non cede e si ritrova costretta ad annullare molte date in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Intanto trova comunque il modo di resistere al dolore, suonare l’intero concerto N°1 in re minore di Brahms e iniziare una carriera da insegnante presso il conservatorio di Francoforte. Depressa e disperata, si affida a un famoso medico di Kiel che la aiuta con tecniche all’avanguardia: pochi mesi dopo, torna sul palco - sia pure con un repertorio meno faticoso e impegnativo. Morì nel 1896, all’età di 77 anni. Insegnò fino al 1892, introducendo anche alcune nuove tecniche per approcciare lo strumento. Due secoli dopo, parliamo ancora di lei: un grande esempio di femminilità e un’icona romantica, nell’accezione migliore e più coraggiosa del termine.

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