Sananda Maitreya a Blogo: "Per un compositore è importante lasciare che la musica del momento gli presenti la propria idea"

L'intervista a Sananda Maitreya su Blogo.it: ecco le dichiarazioni del cantante.

Sananda Maitreya è sicuramente un artista a 360 gradi.

Compositore, arrangiatore, produttore, polistrumentista, imprenditore e post Millennium Rocker.

Nato a New York il 15 marzo 1962, suona gli strumenti base del rock: batteria, basso, chitarra e tastiere. Fin dagli esordi della sua trentennale carriera ha scritto, arrangiato e prodotto tutta la sua musica e ha collaborato con artisti e produttori di fama internazionale.

Il suo album di debutto risale al 1987, il famosissimo "INTRODUCING THE HARDLINE" (ai tempi era conosciuto come Terence Trent D'Arby) mentre il suo ultimo lavoro -un triplo disco- è del 2017, ‘PROMETHEUS & PANDORA’ della TreeHouse Publishing.

Dopo i festival di successo di quest'estate (tra questi ricordiamo i live a SUONI DI MARCA a Treviso, il 19 luglio 2018 ed ESTATE SFORZESCA tenutosi nella cornice del Castello Sforzesco a Milano, il 17 luglio 2018), Sananda Maitreya ripartirà in tour con una serie di date nel mese di Maggio 2019, i primi concerti in Italia sono stati annunciati oggi e li potete scoprire alla fine dell'articolo.

Abbiamo voluto parlare con Sananda per farci raccontare la sua carriera e per scoprire meglio tutte le sue sfumature di artista completo, per un bilancio della sua trentennale attività di cantante e musicista.

Sananda Maitreya. Questo è il tuo nome, anche all’anagrafe nel 2001, e sancisce una sorta di seconda vita per te. Per prima cosa vorrei chiederti come è nato questo “secondo capitolo” della tua vita. Ho letto che è stato anche legato ad un sogno, è così?

Questo capitolo è iniziato quando ho realizzato che la precedente vita dei miei sogni era morta e non mi apparteneva più. Era un conglomerato di interessi di altri che si erano convinti di possederne un pezzo e credevano che la loro opinione doveva essere considerata valida così come la mia. Io sono un nativo americano, un “indiano” e si sa che storicamente noi non siamo dei buoni schiavi. Quindi dopo molte preghiere e meditazione, la soluzione al mio dilemma spirituale ed emotivo mi è stata data da degli angeli in una serie di sogni.

Sei nato a New York, nel 1962, oggi vivi a Milano da anni, qual è il tuo rapporto con l’Italia?

La mia relazione con l’Italia è fantastica e diventa sempre più calda più mi spingo a sud ;-D

La musica del nostro paese è stata fonte di ispirazione e ricerca? Hai citato Dalla, Battisti, tra gli artisti simbolo della storia del nostro panorama musicale...

Il mio iniziale apprezzamento della musica italiana inizia con i Maestri Rossini, Puccini e Verdi. Per poi continuare con gli artisti Italo-Americani come Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Tony Bennet. Sono sempre stato vicino alla musica della cultura e ho capito fin da giovane l’importanza di Napoli e della Sicilia nello sviluppo della cultura popolare Americana. Specialmente ho idolatrato Sinatra più di tutti e lo faccio ancora. Sono da sempre un appassionato di Opera e del lirismo della musica Italiana. Celentano, Mina, Battisti, Dalla & Gianna Nannini sono tra i miei artisti preferiti. Mi piace anche Eros Ramazzotti, Cesare Cremonini, ‘Sugar’ Fornaciari, Giorgia ed ho apprezzato molto lavorare con Luisa Corna, che è stata la mia Pandora nel mio progetto “Prometheus & Pandora”.

La musica è cambiata sia per fruizione (streaming, mp3, download legali e illegali...) sia a livello di vendite. Hai dichiarato “Tutti oggi seguono il ritmo, per me conta l’idea”. Quel è la tua idea della musica, oggi? E’ cambiata rispetto a una decina di anni fa?

Per un compositore è importante non mettere troppa enfasi su una IDEA di Musica, ma invece lasciare che la musica del momento gli presenti la propria idea. Io seguo semplicemente le idee che mi piacciono e da sempre quelle che mi muovono a passare all’azione sono quelle di cui ho più fiducia. ‘Io non dico al Post Millennium Rock quello che è, ma è lui che lo dice a me’. Avere un concetto iniziale è OK, specialmente se ci dà motivazione, ma piuttosto che avere troppe idee che non sono ancora realmente presenti, è meglio affrontare quei pensieri giorno per giorno, o ancora meglio ora per ora.

In uno dei momenti di grande successo della sua carriera, ha chiuso con la tua casa discografica e dopo 6 anni hai pubblicato un disco. Quanto è stato importante e necessario cercare questa libertà? C’è stato, inoltre, qualcosa di particolare che ti ha portato a prendere questa decisione?

Io sono nato con una visione della musica già nel mio DNA. Non mi sento separato dalla musica, ma sono un tutt’uno. La musica è mia Madre. Dopo aver imparato le mie lezioni ed essermi fatto le ossa con le case discografiche, era naturale andare per la mia strada ed assumere la responsabilità della mia vita. Per me, non c’è separazione tra la mia “Vita” e la mia “Carriera”. Io sono uno strumento della natura e mi è stata data una intelligenza di base per sapere come essere in grado di eseguire e di praticare il mio mestiere, con la minima interferenza possibile, che di fatto è il sogno di ogni Artista. Con tutto il rispetto dovuto alle case discografiche, era il mio destino quello di vivere secondo le mie regole e non secondo quelle dettate da una immutata tavola rotonda di membri del comitato, in realtà sostituibili. Se ho imparato qualcosa nel mio viaggio a Babilonia, è questo: ”Se riesci ad avere controllo della tua risorsa più preziosa, la tua stessa vita, sarebbe proprio folle permettere a qualsiasi altra persona di averne il controllo e sarebbe al tempo stesso controrivoluzionario. Le radici della miseria sono nel credere che la nostra salvezza e le nostre risposte giacciano nelle mani di qualcun altro. Non appena siamo vecchi e con abbastanza esperienza da prendere il controllo della nostra vita, beh allora non c’è nessuna altra opzione. E chi la dura, la vince!!

Quale canzone o album senti che ti rappresenti al meglio?

Il progetto che mi occupa di più nel presente è sempre quello che mi rappresenta al meglio. Sfortunatamente non sono uno che guarda molto al passato, le mie preoccupazioni sono sempre di guardare avanti. Ma sarei felice di sapere che “Prometheus & Pandora” fosse l’unica cosa per cui io fossi riconosciuto, nel caso un cui il fato potesse essere così crudele da limitare la mia reputazione unicamente ad un solo lavoro.

Nel 2001 pubblichi WildCard! con il brano “O Divina”, e poi nel 2017 “Hail Mary” in “Prometheus & Pandora”. Entrambi i testi trasmettono riconoscenza e fede attraverso la figura della Madonna. Musica e religione, come sono nati questi brani e quanto è pronto e assoluto il tuo rapporto con la religione?

Anche se sono registrato come Cattolico e sono stato cresciuto come Protestante la mia vera religione è sempre stata la MUSICA. Credo fortemente nelle leggende e nei miti della nostra storia, che è la nostra vera narrativa e metto grandissima fede in questi per il loro potere riparatore e per la loro abilità di ispirare. Ma in verità nessun prete, predicatore o rabbino, mi ha mai convinto dell’esistenza di DIO più di come hanno fanno Bach, Mozart & Beethoven. La mia relazione con la Musica e la sua connessione con la religione è molto semplice e facile da capire: “Quando sono in contatto con il mio Spirito attraverso la Musica, mi sento in contatto con Dio”. E mi sono da sempre sentito più vicino allo spirito della MADRE di Dio, Maria, piuttosto che a Dio stesso.

Quanto sei felice, ad oggi, di esserti allontanato dall’industria musicale e dal business che ne è legato? Sembrano due concetti molto lontani dalla ricercatezza della tua musica e del tuo essere.

Ma in verità è una percezione sbagliata il dire che io ho “lasciato” il business della musica. Questa è una illusione perché io non l’ho lasciato, ho semplicemente abbandonato “il vecchio modello”. Il nuovo modello arriva dopo che tu metti insieme il TUO business MODEL e dopo che ricerchi la tua Forma d’Arte con una Nuova Mente ed un Nuovo Spirito. Stai scherzando? Il music business è come l’ “Hotel California”, non potrai ma lasciarla quella puttana! Puoi solo persuaderla oppure sedurla per venire dove c’è espansione, ed invitarla nei nuovi spazi che hai creato e aspettare che il tempo riempia. Io sono sempre molto felice di seguire il mio cammino, al mio passo.

Luisa Corna non è solo una cantante con cui hai collaborato ma anche un’amica. Hai sottolineato in più occasioni la sua potenza vocale e anche il suo essere artista a 360 gradi. Come è nata la vostra conoscenza e collaborazione?

Ho inizialmente incontrato Madame Luisa attraverso un comune amico fotografo, Dario Plozzer, un gentlemen milanese, durante un servizio fotografico nel 2001/2002. Ci siamo fin da subito trovati come amici e siamo diventati più stretti quando io e mia moglie Francesca abbiamo formato una famiglia. Luisa è come una madrina ‘non ufficiale’ per i miei figli Francesco Mingus & Federico Elvis. E noi siamo altrettanto innamorati della mamma di Luisa, Pierina, che è una bambola vivente. Io amo come Luisa “legge” una canzone, lei è capace di apportare la storia di una donna che ha vissuto alle sue interpretazioni. Dio la benedica, è una brava ragazza!

Business, musica, industria discografica. Il legame, oggi, con i talent show è immediato. Che opinione hai dei format odierni che uniscono musica/tv/fama e puntano apertamente al successo di vendite bruciando talenti o presunti tali nel giro di pochi mesi?

Il business ha sempre avuto una mano sinistra pigra, interessata ad un dollaro veloce e a buon mercato e ad una altrettanto rapida via d’uscita. Quindi in merito a questi format, fino a che loro trovano il “talent” di cui hanno bisogno saranno ok. Ma se cercano degli ARTISTI saranno obbligati a sviluppare la loro mano destra. Tu sviluppi un talento e trovi un Artista. In ogni momento una Casa Discografica potrà avere molti più talenti che artisti, ma va bene così a patto che loro usino il Talent per poi sviluppare gli Artisti. Una volta, durante la mia gioventù dai contorni taglienti, chiesi al grande Maestro A&R Muff Windwood (parlando di una band Pop che trovavo banale) “Ma perché voi firmate questo schifo?” e la sua brillante risposta fu: “Così ci possiamo permettere di firmare degli stronzi come te.” Capisci?

Sananda Maitreya, Date concerti Maggio 2019

6 Maggio 2019 Bravo Caffè - Bologna
7 Maggio 2019 Bravo Caffè - Bologna
9 Maggio 2019 Auditorium della Musica - Roma

Per Bologna biglietti su info@bravocaffe.it
Per Roma biglietti clicca qui.

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