Home Festival 2018: Lo Stato Sociale 'canta' per i sordi con la lingua dei segni

Home Festival 2018 fà ascoltare la musica ai sordi attraverso la lingua dei segni

Chiara Sideri, 25enne presidente dell’associazione Dilis e Rebecca Parrinello, interprete della lingua dei segni (Lis) di 29 anni saranno le gradite ospite dell'Home Festival 2018 nella giornata conclusiva di domenica 2 settembre. Il gruppo ha un sogno: far ascoltare la musica ai sordi.

È la prima volta infatti che un evento delle dimensioni di Home Festival garantisce anche agli audiolesi di “ascoltare” la musica. Per il progetto, sono stati molti gli artisti che hanno aderito. Tra tutti, citiamo Mr. Rain, GionnyScandal e Lo Stato Sociale, che hanno presentato in anteprima la scaletta delle loro canzoni ai volontari della Dilis, che così si sono preparati per lo show.

“Abbiamo deciso di proporre questa iniziativa per solidarietà verso quelle persone che non hanno la fortuna di ascoltare la musica, che per noi è fonte di vita e di emozioni ogni giorno”, dichiara Amedeo Lombardi, founder di Home Festival. “Siamo lieti di poter donar gioia agli audiolesi, seppure solo attraverso una lingua che si può solo vedere: tutti così potranno vivere a loro modo la Casa”.

La Dilis Onlus è un’associazione con sede a Roma e in provincia di Udine (Cervignano del Friuli), che si occupa della diffusione della Lingua dei segni Italiana (Lis) e dell’integrazione delle persone sorde. “L’impegno prosegue attraverso il sito e la pagina Facebook, dove attraverso video o post, condividiamo informazioni sulla lingua dei segni, curiosità, eventi per sordi e video musicali in Lis”, spiega Chiara, che ha una profonda motivazione personale, considerato che i genitori hanno problemi d’udito.

“Durate i nostri corsi annuali, spesso presentiamo canzoni da tradurre e interpretare, cosi da produrre brevi video clip. “Una vita in vacanza”, “Esseri Umani”, “Uno di questi giorni”, sono alcuni degli esempi. Il nostro obiettivo nel campo musicale è quello di far conoscere questa lingua a più persone possibili, perché lo Stato italiano non la riconosce come tale. Ma anche rendere accessibili eventi come concerti e festival musicali, nonché guardare la lingua dei segni come una vera e propria forma d’arte, da conoscere e ammirare”.

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