Cesare Cremonini, concerti negli Stadi: "Quest’anno ho attraversato un cambiamento, mai così felice in vita mia"

Cesare Cremonini si racconta a Vanity Fair alla vigilia della partenza del suo tour negli Stadi.

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Cesare Cremonini ha rilasciato un'intervista a Vanity Fair, a pochi giorni dal suo debutto con il tour negli Stadi. Il cantante è partito ricordando il boom ottenuto con i Lunapop e la decisione di lasciare il gruppo per seguire la carriera solita:

"Dopo quell’esordio, fottendomene completamente di quello che gli altri si aspettavano da me, composi tre dischi che andavano di pari passo alla mia crescita. (...) Sono quello che avrei voluto essere e comprendo che tutto il tempo speso per capirmi, mettermi a fuoco e regalarmi un’identità, non è stato tempo perso"

Sull'ultimo disco, Possibili scenari, dichiara:

Per realizzare Possibili Scenari, sono entrato in sala di registrazione a 36 anni e ne sono uscito a 38, sfigurato dalla solitudine. È stato traumatico perché ho lasciato alle spalle due anni senza ricordi e senza luce. Non lo voglio fare mai più. Ora è arrivato il momento di godere, di mettersi l’abito giusto e accogliere tutti gli invitati. La mia casa ora sono gli stadi». Stadi da abbracciare con una felicità nuova: «Non l’ho mai sopravvalutata, perché la felicità ha un solo difetto che la rende fragile: dipende da quella degli altri. Quest’anno ho attraversato un cambiamento che ha richiesto coraggio. Mi sono detto: “Chi sei? Che persona porti sul palco?”. Per incontrare un pubblico così ampio era necessaria una riflessione intima. L’ho fatta e credo di non essermi mai sentito così felice in vita mia».

Nonostante i fan e il successo dei biglietti venduti (siamo a quota 170.000), Cesare ammette di conoscere bene anche la solitudine:

Mentre lavoravo all’ultimo album ho fatto un esperimento sociale. Ho invitato i miei amici tutte le settimane a mangiare una pizza con me, sono venuti una sola volta. Nessuno ha voglia di muovere il culo dal centro per venire a trovarmi. “Siamo stanchi”, “lo studio è lontano”, “La prossima settimana Ce”. 160.000 persone hanno deciso di arrivare da tutta Italia per vedermi esibire a pochi metri di distanza, ma a volte i miei amici non sono disposti a cenare con me gratis. Mi capita di uscire dal mio studio di notte, con una nuova canzone tra le mani, raggiungere Bologna e girare in macchina per ore ascoltandola, finendo a guardare le stelle con una piadina in mano, sui colli. Vorrei cenare con qualcuno ogni tanto»

Ed ora è pronto a spiccare il balzo verso questa nuova vetta, verso questa conferma di successo e stima da parte del pubblico, con i concerti negli stadi:

Ho avuto voglia di abbandonare il me stesso di ieri per andare incontro a una nuova fase della vita, ho cercato di rompere il vetro per raggiungere una sicurezza che riuscivo a vedere ma non a toccare. Ho inseguito il coraggio di essere felice nonostante si incontri sempre qualcuno a cui in fondo dispiace che tu stia bene e ho cercato di guardare con lietezza al premio che verrà e non alla preoccupazione di perderlo

Via | Vanity Fair

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