Testament, Annihilator e Death Angel a Trezzo: foto-report dal concerto al Live Club, 1 Dicembre 2017

Tre band Thrash Metal in giro da ben oltre trent'anni: non si può sbagliare, con una serata così.

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Amici del metal, ma quanto è figo quando una band grossa si porta in tour due altre band grosse, al posto di qualche gruppo emergente conosciuto probabilmente solo dal 5% del pubblico? Niente in contrario verso le band emergenti o in ascesa, ma ammettiamolo: se dei colossi come i Testament sono affiancati da altrettanti colossi come Annihilator e Death Angel, non si può che gioire e preparare orecchie e corpo ad un bel massacro sonoro.

Chiarito questo, e sottolineato come il soldout al Live Club fosse clamoroso, c'è ben poco altro da dire: insomma, stiamo parlando di band che sono in giro da 33/35 anni, conoscono il Thrash Metal come le loro tasche, conoscono il loro pubblico, conoscono come tirar su un macello incredibile. Sbagliare è quasi impossibile, e infatti i tre concerti di questa sera sono stati semplicemente maestosi.
Si può solo annotare come, in questi anni di politically correct e rockstar astemie, Mark Osegueda dei Death Angel si sia portato sul palco un bel bottiglione blu di Bombay Sapphire Gin, dal quale attingeva di frequente, e che forse l'ha portato a fare l'unico discorso "profondo" della serata: "E' venerdì sera, sicuramente tanti di voi hanno lavorato oggi, magari alcuni hanno avuto una giornata di merda, o una serata di merda, o una settimana di merda. Beh ora è Venerdì e possiamo incanalare questa violenza in Ultraviolenza!".
Annihilator (con Gatorade e non Gin per dissetarsi!) sempre in gran forma, e trovano il tempo di ringraziare i Testament per averli portati con loro nel 1989 per il primo tour.
Testament: una scaletta ottima, che pesca a mani basse dalla discografia di trent'anni fa. Onestamente, con musicisti-intrattenitori quali Steve DiGiorgio e Alex Skolnick, non ci sarebbe nemmeno bisogno di portarsi dietro la scenografia mastodontica, con passerelle, batteria rialzata e fondali serpenteschi. Sarebbe bastato un palco spoglio, i musicisti che picchiano sul ritmo di Gene Hoglan, e tutti sarebbero stati comunque contenti.
Peccato, ecco, per la voce di Chuck Billy: poco pervenuta - non è chiaro se per problemi con il microfono, o problemi suoi di gola. Il fatto è che i suoi volumi erano molto bassi, e per quanto sia liberatorio urlare il testo di Into The Pit insieme ad altre 1,300 persone, sarebbe stato bello cantarla bene anche insieme al buon Chuck.

Testament in concerto a Milano: la diretta sui social

Oltre ad aver postato la classica foto seguita da commenti in diretta sulla pagina Facebook di MusicaMetal/Soundsblog, questa volta ho anche usato le Instagram Stories per postare qualche foto con commento direttamente dal Live Club: nel caso vogliate seguirmi su Instagram, mi trovate come @mister_metallo, e questo è quello che ho postato ieri - lo salvo qui, compreso di emoji, hashtag stupidi e tutto il resto, prima che le stories lo spazzino via scadute le 24 ore.

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