L’estate è il momento migliore per i concerti: live all’aperto, bel tempo, sudore e birra. I festival musicali pullulano un po’ in tutta Italia alla ricerca di accaparrarsi il numero maggiori di spettatori. Tutto molto bello detto così ma in verità c’è qualcosa che non va. Ieri infatti su La Stampa è uscito un interessante articolo a nome di Gabriele Ferraris sullo stato di salute dell’industria dei concerti in Italia.
L’articolo è abbastanza interessante perché, cercando di tirare le somme, prova a fare i conti in tasca sia a chi ai concerti ci va sia a chi li organizza e a chi suona. Il problema sono i soldi, è chiaro, ma anche stavolta non ha senso banalizzare troppo. E’ naturale che al concerto gratis il pubblico accorre più che numeroso, ma ormai non c’è quasi più nessuno che ce la fa più ad organizzare live gratis di un certo richiamo in Italia. Mentre scrivo mi viene in mente solo il Traffic (e mi scuso già con chi mi sto scordando).
Quindi facile la ricetta per fare concerti con tante persone è farli gratis. Ok detto così non fa una piega ma c’è un però: su cosa si guadagna oggi facendo musica? Sui cd? Ovvio che no visto che nessuno li compra più. Non rimane che i live. Legittimo che le band cerchino di spremere più possibile gli organizzatori di concerti nella speranza di farci un minimo di guadagno sulle spese che si accollano per andare in tour. E allora il prezzo del biglietto sale naturalemente.
Quindi gli avidi sono gli organizzatori? Ancora troppo facile. Anche loro, spiega bene l’articolo, cercano di fare il proprio lavoro e spesso ci rimettono più di tutti. La soluzione? Io non ce l’ho e facendo i conti in tasca mi accorgo che vado molto meno ai concerti. E se mi chiedete di chi è la colpa ancora non so cosa rispondere. Se l’argomento vi interessa su Polaroid ci sono ulteriori voci interessanti da seguire.
Poldo
31 lug 2008 - 20:23 - #1Sapete cosa nuoce alla musica live?
La SIAE. La siae è il cancro della musica italiana.
Poldo
31 lug 2008 - 20:27 - #2la colpa è che in Italia manca la cultura della musica.
E mancha perchè nei locali nessuona fa proporre alla gente i propri pezzi e le proprie idee.
I locali son pochi, e i vari balzelli leggi e leggine imposte dalla SIAE scoraggianano i proprietari. I pochi che resistono tiarnao fuori le squallide cover band che “tanto i fan di vasco li tirano sempre”.
Ovvio che poi mancando la cultura della musica ne risentano tutti, dai gestori dei locali che chiameranno sempre meno gente a suonare, alle band che non avranno mai posti dove suonare, a chi ascolta che si deve accontantare delle solite cose sponsorizzate che passano radio e tv. In un decadimento cultura-musicale sempre peggiore.
maxreali
31 lug 2008 - 20:39 - #3Poldo concordo in effetti. Il problema è principalmente culturale e forse conseguentemente economico.
Poldo
31 lug 2008 - 21:09 - #4Ah ma l’anno zero della musica si sta avvicinando.
Già ora è perfettamente possibile emettere cd e supporti audiovisivi senza bollino siae (legalmente intendo), inoltre è da pochi giorni la notizia che verrà aperto il mercato delle società di tutela muscale.
Ma scusate…sounds blog..pero’ queste notizie potreste darle anche voi…
komu
31 lug 2008 - 22:28 - #5Allora facciamo il punto della situazione:
l’articolo non mi sembra così illuminato.
A
I concerti che ho seguito nel 2008 in ordine di data:
Raveonettes
Offlaga Disco Pax
Art brut
Plasticines
Radiohead
Neil Young
Franz Ferdinand
Sigur Ros
Bluvertigo
Chemical Brothers
REM
Bjork
Prezzo medio 50 euro non 15 non 20!!!
In realtà il picco è stato raggiunto dal caro Tom agli Arcimboldi…
In più ci troviamo di fronte a concerti come quello della cara islandese che vengono a costare quasi i euro all’ora…
Il problema non sta nel fatto che il pubblico non vuole spendere ma che qualcuno vuole mungere troppo la vacca! A questo si aggiungono organizzatori a dir poco scandalosi che organizzano aborti come il Mugello Dance Festival, pubblicizzata come una 4 giorni ricca di ospiti e poi, dopo aver gia iniziato a vendere gli abbonamenti, dimezzata sia nella durata che negli artisti.
La soluzione?
Maggiore serietà e, per rilanciare le vendite, sconto per i concerti inserito nei cd oppure 50 euro si il concerto ma con cd in omaggio.
Sicchan
31 lug 2008 - 22:50 - #6Cmq un bel concertone, o almeno una parte, sotto la pioggia ha il suo fascino… mi piacerebbe sentirmi dare l’assoluzione da Matthew (sentire Sing for absolution insomma :D) sotto l’acqua scrosciante…
iosoke
31 lug 2008 - 23:15 - #7Ma alla fine uno va volentieri ai concerti anche pagando..
ma se vai a vedere il listino prezzi..
partono dai 70 fino a chissà dove…
clauderouges
01 ago 2008 - 00:50 - #8La SIAE è una società inutile al limite della delinquenza. Deve aggiornarsi o sparire dal mondo della musica.
france=]*
01 ago 2008 - 03:17 - #9concordo con Poldo…la SIAE è contro la musica, contro la sua libertà e la fa diventare solo un qualcosa di squallidamente economico…andrebbe veramente chiusa!!!
giox23
01 ago 2008 - 10:04 - #10mai andata ad un concerto
W E-MULE
komu
01 ago 2008 - 10:54 - #11@giox23
e vantatene!
harlock
01 ago 2008 - 11:09 - #12tre allegri ragazzi morti: gratis
banda bassotti: gratis
modena city ramblers: gratis
giorgio canali: gratis
sonic youth: 20 euro
mille altri gratis a cui vado perchè se la musica è indipendente sai che chi suona è li per divertirsi e far divertire e non per farsi pagare il nome. Poi un concertone all’anno da + 50 € ci può anche stare.
Confo
01 ago 2008 - 11:27 - #13Il Traffic dovrebbero premiarlo come patrimonio mondiale dell’Unesco.
Quando sono andato io nel 2006 venerdì sera con Franz Ferdinand + Sons and Daughters e il sabato The Strokes + Joan as a police woman.
Il tutto completamente GRATIS.
Ratman
01 ago 2008 - 11:32 - #14Springsteen: 40 euro… mai speso meglio i miei soldi!
Certo che se uno dovesse andare a un concerto a settimana si dissangua…
Captain Kox
01 ago 2008 - 11:55 - #15the spits 4€
adolescents 10€
komu
01 ago 2008 - 14:15 - #16mia nonna: mi ha dato la mancia
assorrata: gliel’ho dovuta dare io…
Phyr0
01 ago 2008 - 16:14 - #17esistono tanti festivals gratis con tasnte realtà non commerciali, ci si diverte, si fanno molte amicizie che si incontrano sempre ai vari festivals, si conoscono i componenti dei gruppi e si passano belle serate ridendo e scherzando tirando magarti fuori nuovi progetti…..
Ora se la gente sapesse queste cose forse verrebbe di piu a queste piccole realtà e non si farebbe problemi di soldi.
Naturalmente se parlate di eventi internazionali, dove c’è un budget immenso come non so smashing pumpkins, è chiaro che non si possa parlare di crisi nei live a gratis, xke se le vanno a cercare.
Le realtà esistino, live esistono, ed i festivals anche, e molte delle volte si trova roba di qualità maggiore dei big commerciali.
Solo questa estate ho avuto 5 festivals in liguria dove mi son divertito come un matto.
maxreali
01 ago 2008 - 16:49 - #18Ok ho capito quello che intendete dire che ci sono diverse realtà interessanti anche gratis. Che meriterebbero di essere seguite e incentivate. Sono più che d’accordo.
Il problema è che queste realtà stanno scomparendo perché sui live tutti pretendono di guadagnare: chi suona, perché giustamente dai cd ormai nisba, e chi li organizza perché lo fa di mestiere. Ed giusto così. Il problema è culturale (per non dire politico) ed economico tout court perché gli investimenti per i piccoli e grandi eventi sono pochi sia pubblici che privati e chi lo fa per vivere (musicisti e organizzatori) devono in qualche modo guadagnare. L’unica considerazione e che un concerto mano mano diventa qualcosa di sempre più esclusivo
Carmila
01 ago 2008 - 20:37 - #19In questo campo, più che mai, bisogna darsi da fare e diventare pionieristici. Mi riferisco soprattutto ai live internazionali, di cosa si lamentano gli organizzatori se si ostinano a fermare la musica a Milano quando c’è un’intera parte del paese da Roma in giù completamente lasciata all’asciutto? Purtroppo l’Italia in questo campo è provinciale (e mi riferisco al pubblico stesso), il pubblico non è un “vero”pubblico, ma una manciata di appassionati ben forniti di mezzi e tempo per cui “fa figo” andare a Milano o addirittura all’estero per seguire le tournèe, mentre chi non può (ed è la massima parte) rinuncia e rimane a casa. Perciò chi glielo fa fare agli organizzatori di rinunciare al pienone assicurato da una sola data a Milano? Non ci sarebbe alcun motivo valido per il quale, che so , i Killers (li sto ascoltando ora..) non debbano suonare a Reggio Calabria nello stesso posto dove suona Pino Daniele, e farebbero un pienone non perchè abbiano moltissimi fans ma semplicemente perchè sarebbe una proposta nuova e alternativa in una zona dove ai giovani viene elargito ben poco in termini di musica e cultura in generale. E’ solo un esempio ma rende bene l’idea. Solo in Italia siamo così provinciali e snob fino alla radice dei capelli, in altri paesi si battono le città palmo a palmo perchè non esistono bamboccioni mantenuti anche in questo da mammà e papà.